In 70 anni di vita dal Festival di Sanremo sono passate canzoni bellissime che hanno fatto la storia della musica italiana, canzoni francamente brutte ed altre ancora anonime, cadute presto nel dimenticatoio. Ce ne sono poi alcune che erano belle canzoni, ma non hanno ottenuto il successo che meritavano. Parliamo di brani che in qualche caso hanno avuto un buon riscontro al momento dell’uscita, ma che nel corso degli anni non sono state ricordate, a nostro giudizio, per quello che era il loro reale valore. Abbiamo scelto dieci di queste canzoni, per una playlist che sappiamo bene non essere esaustiva, con l’unica speranza di riaccendere in chi legge la curiosità o il ricordo per un nuovo ascolto.
10) Stiamo tutti bene di Mirkoeilcane – Festival di Sanremo 2018
Nel 2018 Mirkoeilcane (all’anagrafe Mirko Mancini) fa incetta di premi fra le Nuove proposte con questa canzone: vince infatti il Premio della Critica “Mia Martini”, il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo e il Premio PMI (music) alla musica indipendente. Ed arriva secondo nella gara principale dietro ad Ultimo, giovane artista destinato ad una luminosa carriera. Stiamo tutti bene racconta la storia di un gruppo di migranti su un gommone dal punto di vista di un bambino. Emozionante.
9) Zitti zitti (Il silenzio è d’oro) degli Aeroplanitaliani – Festival di Sanremo 1992
Nel 1992 gli Aeroplanitaliani vincono il Premio della Critica nella sezione Novità, senza però riuscire a qualificarsi per la serata finale. Leader del gruppo è Alessio Bertallot, noto anche come conduttore radiofonico e dj, e fra gli altri componenti figura anche Frank Nemola, dal 1998 membro fisso della band di Vasco Rossi. Sul palco di Sanremo gli Aeroplanitaliani stupiscono tutti restando 25 secondi in silenzio nel bel mezzo della loro esibizione. Le giurie non capiscono, ma poi il singolo avrà un buon riscontro di vendite. Innovativa.
8) Souvenir dei Matia Bazar – Festival di Sanremo 1985
I Matia Bazar hanno vinto due volte il Festival e ottenuto un clamoroso successo nel 1983 con Vacanze romane. Nel 1985 portano a Sanremo un brano raffinatissimo, tutto incentrato sulla splendida voce di Antonella Ruggiero, che vince il Premio della Critica. La canzone però non bissa il successo di Vacanze romane. Elegante.
https://www.youtube.com/watch?v=jHVjiur7f3U
7) A me mi piace vivere alla grande di Franco Fanigliulo – Festival di Sanremo 1979
Siamo negli anni bui del Festival, quando sul palco appare un personaggio bizzarro e fuori contesto, che canta di voler girare fra le favole in mutande ed accende la curiosità del sonnacchioso pubblico sanremese. La censura lo costringe a cambiare la frase “foglie di cocaina” in “bagni di candeggina”, le giurie gli preferiscono il dimenticato Mino Vergnaghi, ma la canzone di Fanigliulo (prematuramente scomparso nel 1989) lascia il segno. Avanguardistica.
https://www.youtube.com/watch?v=1yj4by3a6IA
6) Sarà per te di Francesco Nuti – Festival di Sanremo 1988
Nel 1988 Francesco Nuti è un regista e attore di enorme successo. La sua decisione di presentarsi al Festival coglie tutti di sorpresa e la canzone che presenta, scritta da Riccardo Mariotti, passa piuttosto inosservata. Ne capisce però il valore Mina, che l’anno successivo ne fa una cover e la inserisce nel suo disco Uiallalla. Pensata dall’autore come dedica ad un ipotetico figlio, Sarà per te è una bellissima canzone d’amore che avrebbe meritato maggiore fortuna. Poetica.
https://www.youtube.com/watch?v=n-tPuNcFyqM
5) Il passo silenzioso della neve di Valentina Giovagnini – Festival di Sanremo 2002
Anna Tatangelo vince quell’anno fra i Giovani e dà il via ad una carriera di successo, che negli anni l’avrebbe riportata molte volte sul palco dell’Ariston. Senza nulla togliere alla brava cantante di Sora, quell’anno avrebbe però meritato il primo posto Valentina Giovagnini, protagonista di una performance eccezionale. La canzone, scritta da Vincenzo Incenzo e Davide Pinelli, ha una struttura inusuale per il Festival e la Giovagnini la valorizza con un’interpretazione da brividi. Sembrava nata una stella, ma poi le cose sarebbero andate diversamente, fino alla prematura morte di Valentina, avvenuta nel 2002. Magnetica.
4) Prima di andare via di Riccardo Sinigallia – Festival di Sanremo 2014
Da molti anni Riccardo Sinigallia è uno degli artisti più interessanti della musica italiana. Nel 2014 decide di presentarsi al Festival con due canzoni, come impone il regolamento di quell’edizione. Passa il turno con Prima di andare via, ma subito dopo scoppia il caso: la canzone era già stata eseguita in pubblico e Sinigallia viene escluso dal Festival. Una vera beffa, perché la canzone è molto bella ed avrebbe potuto rappresentare uno snodo importante nella carriera dell’artista. Nostalgica.
3) Oppure no di Alessandro Bono – Festival di Sanremo 1994
Nel 1994 Alessandro Bono va a Sanremo e canta una canzone, di cui è unico autore, che recita: Ogni giorno che va via è un quadro che appendo. Mi piace vivere… Alessandro Bono muore nemmeno tre mesi dopo quel Festival di Aids. Era un artista Alessandro, che avrebbe in tutti i sensi meritato maggior fortuna. Struggente.
2) Gaetano di Rudy Marra – Festival di Sanremo 1991
Non si capisce come, ma ogni tanto sul palco dell’Ariston capita qualche artista che con il Festival sembra non avere niente a che fare. È il caso di Rudy Marra, protagonista nel 1991 fra le Novità con la sua Gaetano. Protagonista si fa per dire, perché in realtà viene subito eliminato. Ma poco importa. Perché la canzone è di quelle che trasuda vita da ogni nota e parola, un piccolo miracolo da riscoprire assolutamente. Verista.
1) Nina di Mario Castelnuovo – Festival di Sanremo 1984
Una delle canzoni d’amore più belle mai presentate a Sanremo. Dove l’amore non è quello sdolcinato che fa rima con cuore, ma è l’amore che nasce sotto le bombe della guerra, l’amore nel quale si cerca di credere perché avrà gli occhi tuoi, l’amore che chiede di essere aspettato fino a quando finirà questo inverno… Mario Castelnuovo si era ispirato alla storia dei suoi genitori per scrivere questa canzone ed avrebbe strameritato di vincere il Festival del 1984. Sincera.








































Il passo silenzioso della neve è del 2002 non del 1992