Francesco Renga al nono Sanremo. Tutte le partecipazioni

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Lo batte quest’anno solo Orietta Berti, che ne ha collezionati giusto un paio in più (12): a trent’anni dal primo Festival con i Timoria (1991), Francesco Renga si prepara ad affrontare per la nona volta il palco dell’Ariston con Quando trovo te, una canzone di speranza che dedica a tutti, scritta con Roberto Casalino e Dario Faini.

Una vittoria nel 2005 con Angelo e una sfilza di esibizioni che hanno sempre lasciato il segno. Renga sta a Sanremo come la musica sta a chi la sa fare. Qualche critico ha scritto che il brano sanremese di quest’anno è una delle sue solite canzoni, con vezzeggiativi non proprio entusiasti. Come se fare musica come la fa lui non sia neanche un pregio. Renga è una delle voci migliori del panorama musicale italiano, un artista che sul palco ci sta stare davvero, che sa cantare. E saper cantare, in era autotune, non è mica così scontato.

Che al Sanremo della ri- partenza il cantautore bresciano non volesse proprio mancare, non è un mistero per nessuno. Il palco dell’Ariston è anche l’unico dove si può fare musica dal vivo (il 27 marzo ci dirà se riaprono anche gli altri). In attesa di rivederlo nella Città dei Fiori, andiamo a ripercorrere insieme i suoi Festival passati. Sicuri che vi ricordate proprio tutto?

 L’esordio con i Timoria, 1991

Il battesimo di Francesco Renga sul palco dell’Ariston risale a trent’anni fa. E’ il 1991, e i Timoria sono in gara nella sezione Novità con L’uomo che ride. La curiosità: eliminati già la prima sera, vincono il Premio della Critica, istituito per loro. Lo sapevi? La canzone sembra sia stata ispirata dal romanzo di Victor Hugo, pubblicato nell’aprile 1869. Lanciati dal Festival di Sanremo, i Timoria si ritrovano a calcare i palchi di tutta Europa e a essere considerati una delle rock band più influenti del panorama italiano. Nel ’98 Renga lascerà la band, in seguito a dei dissapori con il suo chitarrista, Omar Pedrini.

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 Debutto da solista, 2001

Renga è di nuovo tra i Giovani, da solista con il singolo Raccontami, scritto con Umberto Iervolino e prodotto e arrangiato da quest’ultimo. Vince di nuovo il Premio della Critica. Il successo del brano è tale da traghettare il cantante di nuovo a Sanremo l’anno dopo, questa volta tra i Big. La curiosità: Raccontami è l’unico estratto dalla riedizione del primo album in studio, Francesco Renga (2000).

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Battesimo nei Big, 2002

E’ l’anno del secondo album, Tracce, che esce contemporaneamente al suo battesimo tra i Big in quel di Sanremo, con Tracce di te. Il brano è dedicato alla mamma Jolanda, scomparsa dopo una lunga malattia, a soli 52 anni. Un tentativo di esorcizzare la sua prematura scomparsa.  Una canzone intensa, che legge nell’anima di chi ha subito lo stesso “abbandono”. Con quel brano chi scrive ha “scoperto” Francesco Renga (scusate il ritardo, cit). La curiosità: Francesco ha dato il nome della sua amata mamma, Jolanda, alla figlia (nata nel 2004) avuta dall’ex compagna, Ambra Angiolini.

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La vittoria nel 2005

Nel 2005 con Angelo non c’è n’è per nessuno: è l’anno della sua vittoria al Festival. Un brano dedicato alla figlia appena nata, un’autobiografica preghiera a un angelo, affinché la protegga nel cammino della vita.  La curiosità: Ambra (sua ex compagna) è una delle opinioniste fisse della kermesse (era Bonolis). Rimane nella memoria collettiva l’immagine del loro lungo abbraccio all’annuncio della vittoria. Un’edizione fortunatissima quella del 2005, seppur scossa dalla scomparsa dall’amato conduttore tv Alberto Castagna, la liberazione della giornalista de Il Manifesto, Giuliana Sgrena, e la tragica morte del funzionario di polizia Nicola Calipari, artefice della liberazione della giornalista.

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Il ritorno nel 2009

Nel 2009 Francesco Renga torna un’altra volta in gara al Festival di Sanremo, con Uomo senza età, brano che gli consente di spaziare fino alle sonorità liriche; nella serata dei duetti sceglie come compagna sul palco il soprano Daniela Dessì. La curiosità: la canzone riprende alcune note della romanza Nessun dorma, parte dell’opera Turandot di Giacomo Puccini. Dato per gran favorito alla vittoria, non arriva sul podio (4° posto).

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 La tua bellezza, 2012

La canzone è stata scritta dallo stesso Renga con Diego Mancino e Dario Faini; si è classificata all’8°posto. “Dirige l’Orchestra … il Maestro Peppe Vessicchio”. La curiosità: è l’ultima edizione del Festival che vede il ruolo del direttore artistico non coincidere con quello del presentatore ufficiale.

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Vivendo adesso, 2014

Nel corso delle prime due serate i Big in gara hanno proposto due brani a testa: uno solo, votato dal pubblico con il televoto e la Giuria della Sala Stampa, sarà in gara per la vittoria. Renga presenta A un isolato da te e Vivendo adesso: quest’ultimo concorre alla classifica finale, classificandosi a sorpresa solo al quarto posto. La curiosità: Vivendo adesso è stato scritto da Elisa. Curiosità look: dopo due edizioni in cui aveva tagliato i suoi “famosi ricci”, il cantante torna in gara con la sua capigliatura solita: Francesco non farlo più. Lascia i ricci dove sono (parlo a nome del “popolo”, e il popolo è sovrano).

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 Penultimo Festival, 2019

Nel 2019 il cantante torna a Sanremo con il brano Aspetto che torni, contenuto nell’album L’altra metà. Il brano, scritto con Bungaro, Chiodo, Rakele, Runco, è scivolato in classifica fino alla 16° posizione. Una canzone non valorizzata dalle votazioni, che parla delle assenze e presenze della sua vita: la mamma scomparsa, il padre malato di Alzheimer (scomparso di recente), i suoi figli. Sul palco con lui, nella serata dei duetti, Bungaro e la ballerina Eleonora Abbagnato. La curiosità: lo ammetto, gioco “sporco”. La curiosità della penultima edizione è tutta personale. Ho intervistato Francesco per la prima volta, proprio in quel di Sanremo, nel 2019. Non potevo mica ometterlo, no?

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