Bugo: «Essere al Festival per due anni consecutivi è un grande orgoglio»

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Foto: Federico Sorrentino

Bugo è stato certamente il protagonista (involontario) di uno degli ultimi momenti di spensieratezza precedenti al primo lockdown tanto da diventare perfino un meme virale, ma dalla scena con Morgan che cambia il testo di Sincero, Bugo che abbandona il palco e successiva squalifica sembra passata una vita, visto tutto quello che è successo in questi ultimi dodici mesi.

Un anno è passato e tra poche ore il cantautore milanese salirà di nuovo (stavolta da solo) sul palco dell’Ariston per presentare E invece sì, brano che verrà inserito in Bugatti Cristian, in uscita venerdì 5 marzo, che non è solamente una riedizione di Cristian Bugatti, l’album pubblicato dopo il Festival dello scorso anno, ma contiene ben 5 inediti.

Di tutto questo abbiamo parlato insieme a Bugo, a poche ore dal debutto in questa seconda serata del Festival di Sanremo, che lo vedrà esibirsi come quarto tra i big.

Ormai mancano poche ore e stasera debutterai sul palco del Festival con E invece sì. Ho letto che hai iniziato a scrivere questa canzone due anni e mezzo fa, ma nel testo ci sono dei riferimenti che sembrano descrivere alla perfezione la situazione che stiamo vivendo in questi mesi.
In realtà la canzone non contiene riferimenti espliciti alla pandemia che stiamo vivendo, però ovviamente quando uno pensa a E invece sì pensa anche al fatto che un giorno finirà questa situazione, quindi è come fosse un “E invece sì, ne usciremo”. È un pezzo che ho scelto tra i vari demo perchè era la canzone perfetta per comunicare col pubblico in questo preciso momento.
Come hai detto tu è una canzone che nasce qualche anno fa, e come molte mie canzoni hanno bisogno di sedimentare: a volte scrivo e in un quarto d’ora il brano è pronto, altre invece hanno bisogno di qualche anno. Mi viene in mente C’è crisi, che ho pubblicato nel 2008 ma che avevo iniziato a scrivere quattro anni prima. E invece sì rientra in questa categoria di canzoni che nascono con alcuni versi, da lì incido un demo e poi vengono completate successivamente.

Quest’anno sei in gara da solo dopo la partecipazione dell’anno scorso in coppia con Morgan. Cosa c’è di diverso per il lato strettamente musicale, senza considerare tutti i cambiamenti obbligati imposti dal Covid?
Non cambierà molto, alla fine anche la canzone dell’anno scorso era mia, quindi per me è un grande motivo di orgoglio avere due canzoni che per due anni di fila arrivano al Festival. Sono contento che l’ambiente sanremese mi abbia scelto per due anni di fila mentre qualche anno fa nessuno avrebbe scommesso su di me. Questa per me è già una vittoria e non vedo l’ora di cantare alla gente questo mio “secondo round”, se così posso chiamarlo.
Poi, ovvio, in mezzo sono successe tante cose, ma sono successe per tutti e non solo per me. Questa cosa da fuori può sembrare un gioco, ma io che ho 47 anni magari posso arrangiarmi ed adattarmi mentre per un 20enne stare tutto il giorno in camera e poi cantare alla sera è difficile e stressante, sfido chiunque a rimanere concentrato.
La grande differenza è veramente quello che sta accadendo fuori, che colpisce tutti. Il resto per me è voglia di far bene e cercare di fare al meglio la cosa che mi piace di più, che è cantare.

Come pensi che sarà cantare in uno show che per una metà è sempre lo stesso ma dall’altra vede solo una serie di poltroncine rosse e senza pubblico?
Questa è una cosa di cui si è parlato poco, ma che cambia tantissimo la resa dei brani e la tua percezione: un teatro vuoto non “suona” come un teatro pieno, quindi ad esempio noi abbiamo un ascolto diverso rispetto all’anno scorso, c’è un leggero rimbombo in più, e questo già implica una complicazione. Inoltre c’è il non avere il contatto visivo con la gente, il calore del pubblico, il battito delle mani, quindi la differenza è notevole, soprattutto per uno come me che non viene dalla televisione ma dai concerti
C’è però anche da dire che stare a lamentarsi mi sembra fuori luogo: quanti altri artisti vorrebbero essere al nostro posto?

Sicuramente. Ma come si supera questa sensazione di suonare davanti ad una platea vuota sapendo però che in realtà il pubblico c’è, ma a casa?
È meglio non pensare alla gente che ti guarda, ed è un consiglio che do anche ai giovani, perchè se ci pensi poi vai in paranoia: non devi pensare al fatto che lì fuori ci sono undici milioni di persone che ti stanno guardando, perchè se cominci a ragionare su questo diventi matto. Bisogna cantare davanti a cinque persone come davanti a mille o davanti a un milione. Io sinceramente non ci penso troppo, è il mio lavoro, quindi vado sul palco e cerco di cantare al meglio.
Non ho e non ho mai avuto stratagemmi o riti da fare prima di salire sul palco, non è nel mio carattere. Mi do giusto la spinta come se dovessi andare a fare una partita di pallone, mi dico “Vai!” e finita lì.

Nella serata delle cover interpreterai Un’avventura, brano che Lucio Battisti ha portato al Festival nel 1969. Cosa ti ha portato a scegliere questa canzone e perchè hai deciso di presentarla insieme ai Pinguini Tattici Nucleari?
Prima della canzone ho scelto l’artista: ho deciso di suonare una canzone di Battisti perchè è uno dei miei miti da sempre, poi ho scelto Un’avventura, perchè tra quelle che già suonavo e che quindi conoscevo bene ho pensato di fare l’unica che lui ha presentato al Festival. Per quello che riguarda i Pinguini, ho pensato a loro e li ho invitati, non amo fare liste del tipo “vediamo chi potrebbe venire”. In questo 2020 ho conosciuto meglio Riccardo (Zanotti, il cantante dei PTN, ndr), mi trovo molto bene con lui, è un fan di Lucio come me ed era onorato di cantare la canzone, quindi quando queste cose funzionano è meglio coglierle al volo e si fanno tutte con più semplicità e più trasporto.

Che tipo di arrangiamento ascolteremo? La tua cover di Bollicine di Vasco, ad esempio, aveva un arrangiamento bellissimo ma era molto diversa dall’originale.
Bollicine era un altro tipo di operazione, perchè era una versione che già facevo live, unendola alla mia Ggeell, quindi quando l’ho registrata l’ho fatta esattamente come la presentavo dal vivo già da diversi anni. In questo momento se dovessi rifarla forse la farei quasi fedele all’originale: non mi piace stravolgere eccessivamente le canzoni di altri, preferisco farlo “il giusto”, soprattutto quando la canzone è già bella.
Per quello che riguarda Un’avventura, tutti da casa la potranno cantare benissimo, non l’abbiamo stravolta: la tonalità è quella, cambia qualcosa dal punto di vista ritmico perchè è una canzone soul, che non è il mio stile, quindi le ho dato una diversa impostazione ritmica. Nella sostanza, però, sarà una versione molto fedele all’originale anche perchè volevo che la gente anche da casa si ritrovasse a cantarla, al di là della mia voce o di quella di Riccardo.

Venerdì 5 marzo esce Bugatti Cristian, che ad un occhio poco attento potrebbe sembrare una semplice riedizione di Cristian Bugatti, ma che in realtà è quasi un disco nuovo, visto che oltre alle 9 canzoni del disco uscito lo scorso anno ne contiene altre 5 completamente inedite. Sono tutti brani nati in questo anno di pandemia o ci sono anche idee più vecchie?
Ci sono sia canzoni scritte nell’ultimo anno che anche brani più vecchi che ho ripreso e completato.
In generale sia Bugatti Cristian che Cristian Bugatti hanno in comune la continuità, perchè la squadra di lavoro è la stessa, a partire dai produttori Simone Bertolotti e Andrea Bonomo. Simone tra l’altro mi accompagna anche quest’anno al Festival come direttore d’orchestra, come era già successo l’anno scorso per Sincero.
C’è questa particolarità di partecipare due volte di fila al Festival, cosa di per sé molto rara, che mi ha portato quindi a fare due dischi di fila, e un’altra particolarità è che in Bugatti Cristian ci saranno quindi due canzoni che sono state presentate sul palco di Sanremo, altra cosa molto rara per un disco.
Non ci sono grandi differenze, ho invertito il nome col cognome rispetto all’anno scorso perchè non mi piace il termine “deluxe” e non mi piace il termine “repack”. Ho ripreso alcune canzoni che avevo nel cassetto, altre invece sono nuove, e fra tutte erano quelle più adatte per completare le altre nove uscite l’anno scorso.
In quest’anno ho lavorato tanto ed ho ancora molte canzoni pronte, quindi ovviamente ho dovuto fare una scelta che andasse in continuità con quelle già pubblicate in Cristian Bugatti per evitare di fare strani miscugli e secondo me queste cinque sono perfette, quindi la gente quando ascolterà l’album avrà una sensazione di unità, perchè il suono è quello e l’idea produttiva è quella. È come se idealmente fosse la chiusura di un progetto iniziato l’anno scorso.

Ascoltando le tue canzoni ho notato spesso una somiglianza nella scrittura e nello stile con Tricarico. Hai mai pensato ad una collaborazione tra voi?
Non è detto che debba necessariamente fare collaborazioni con un artista simile a me. Per anni mi hanno chiesto di fare una collaborazione con Calcutta ma non è mai successo. Ad esempio Ermal Meta è così diverso da me, eppure con lui la magia è scoccata.
Le cose devono nascere spontaneamente, devono succedere degli eventi, ma soprattutto ci deve essere la canzone giusta.
Io posso anche dire “voglio fare un pezzo con Ligabue, o con Vasco”, ma se la canzone non c’è non ci puoi fare molto.
Sono sempre aperto a qualsiasi tipo di collaborazione, ma deve esserci prima di tutto il pezzo giusto, poi una volontà spontanea da ambo le parti che porta quindi a fare le cose fatte bene, in un modo vero, con trasporto e non costruito a tavolino.
A me piace fare poche cose ma fatte bene, soprattutto dal punto di vista delle collaborazioni, infatti nella mia vita non è che ne abbia fatte tante: in Bugatti Cristian ci sono tre duetti ma è una novità nella mia carriera, perchè a parte quello con Violante Placido nel 2006 per Amore mio infinito non ne avevo mai fatti altri in vent’anni di carriera.

Parlando della situazione attuale nel mondo della musica, proprio ieri sono stati sbloccati dei fondi per i live club, i promoter, gli autori e gli interpreti, grazie anche al successo dell’iniziativa L’ultimo concerto. Inoltre pare che da fine mese potranno riaprire cinema e teatri. Pensi che per l’estate ci sarà possibilità di tornare ad ascoltare musica dal vivo?
Certo che torneremo a vedere concerti, ma secondo me quest’anno saremo costretti a farlo ancora con le limitazioni dovute al Covid. Non aspettiamo di trovarci a sudare e saltare sottopalco, non credo che accadrà ed è meglio che non ci illudiamo riguardo questo.
Ci vuole pazienza da parte di tutti e rispetto delle regole, altrimenti i tempi si allungheranno ancora di più.
La gente deve capire che questa pandemia non è uno scherzo, quando io sento dire dalle persone “vado a mangiare fuori perchè sono stufo” penso che sia un ragionamento da idioti, perchè siamo tutti stufi: anche a me non piace stare a casa, anche io vorrei andare a mangiare fuori coi miei amici, ma non ci vado.
Questa che hanno sbloccato i fondi per chi lavora nella musica è una bella notizia, quindi sono contento soprattutto per i ragazzi del mio staff, visto che questi soldi vanno a loro, che sono quelli che ne hanno più bisogno.

Quindi, anche con tutte le precauzioni e i distanziamenti del caso, ci possiamo aspettare qualche tuo concerto per la prossima estate?
Me lo auguro, è il mio più grande desiderio, perchè la cosa che mi manca di più sono i concerti: l’estate scorsa siamo riusciti a farne 4-5, quindi se anche quest’estate ci sarà la possibilità di fare qualcosa lo farò. Ovviamente per la parte organizzativa siamo fermi in attesa dell’evoluzione della situazione, perchè è inutile annunciare concerti che non sai se si potranno tenere, ma siamo pronti a muoverci appena ci saranno novità.

Qui sotto la copertina di Bugatti Cristian, in uscita venerdì 5 marzo e, più in basso, la tracklist dell’album (in rosso gli inediti).

1. E invece sì
2. Come mi pare
3. Meglio ( feat. Pinguini Tattici Nucleari)
4. Quando impazzirò
5. Al paese
6. Mi manca (feat. Ermal Meta)
7. Come si fa
8. Stupido eh?
9. Videogame
10. Sincero (feat. Morgan)
11. Che ci vuole
12. Fuori dal mondo
13. Un alieno
14. O che cosa

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