Ermal Meta: «La vittoria in questo momento è avere un palco su cui esibirsi»

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A tre anni dalla vittoria in coppia con Fabrizio Moro, Ermal Meta torna sul palco dell’Ariston con Un milione di cose da dirti, una canzone d’amore che racconta in maniera semplice l’argomento più difficile del mondo.  Il palco di Sanremo è l’unico dove si può fare musica dal vivo: è stata proprio questa la molla che ha spinto Ermal a fare ritorno nella Città dei Fiori. “Il Festival quest’anno ha due dimensioni importanti – precisa nella nostra intervista – la prima legata all’unico palco in cui si può salire in questo momento … E a me il palco mancava davvero tanto. L’altra è che in questo momento storico il Festival rappresenta un motivo in più per sperare in un ritorno verso la riapertura “coscienziosa” del mondo della musica e dello spettacolo in generale”.  

Dal Festival della ri – partenza Ermal non si aspetta proprio nulla, lui che su quel palco ha vinto tanto, anzi … ha vinto tutto: “Non ho niente da chiedere, vado con la consapevolezza di portare una bella canzone. Non vedo l’ora di cantarla e arrivare nelle case delle persone che mi stanno ascoltando. Già questa è una grande vittoria: avere un palco su cui esibirsi in questo momento è un grandissimo privilegio”.

La ballad sanremese farà parte di Tribù urbana, il nuovo album del cantautore, in uscita il prossimo 12 marzo, a cui lavora dal 2019. “E’ un disco senza collaborazioni, un lavoro variopinto, con undici episodi, undici canzoni diverse una dall’altra, ma unite da un filo sottile che le collega, come le perle di una stessa collana”.  Nel disco Meta coglie quei pregiudizi e tabù ancora vivi nella nostra società.  “Non ho paura né dei pregiudizi né dei leoni da tastiera – sottolinea – la paura più grande viene da me stesso, perché ognuno di noi può essere la miglior risorsa o il peggior nemico di sé …”.

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E sul finire, approfittando del suo omaggio a Napoli con la cover di Caruso (Lucio Dalla), nella serata dei duetti (4 marzo), uno scambio dialettale giocoso, napoletano/barese: “La lingua napoletana è una canzone continua, una cosa bellissima”, è la sua dichiarazione d’amore per Napoli. Ricambiata assaje.

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