Fulminacci: «A volte abbiamo bisogno di sentirci un po’ stupidi»

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fulminacci - sanremo-2021
@Filiberto Signorello

Fulminacci è uno degli autori che negli ultimi anni ha suscitato l’interesse da parte del pubblico e della critica per il suo modo di raccontare storie di quotidianità nel disco La Vita Veramente, vincitore della Targa Tenco 2019 per la categoria Opera Prima.

Questo successo lo ha portato a questa 71esima edizione del Festival di Sanremo dove si esibirà nella categoria Campioni con il brano Santa Marinella, prodotto da Tommaso Colliva, con testo e musica dello stesso Fulminacci, con l’orchestra diretta dal Maestro Rodrigo D’Erasmo.

Inoltre, nella serata di giovedì 4 marzo, dedicata alle cover, l’artista porterà sul palco del Teatro Ariston Penso positivo, spalleggiato da due ospiti d’eccezione: Valerio Lundini e Roy Paci.

Di cosa parla e qual è il messaggio di Santa Marinella? Ecco cosa ci ha detto il cantautore durante la nostra intervista: “Santa Marinella racconta della storia d’amore di un mio amico ed è stato interessante vivere quelle emozioni come se fossero mie…il messaggio di questa canzone, almeno per quanto riguarda me, è che tutti noi abbiamo bisogno di sentirci un po’ stupidi in alcuni momenti”.

Non solo Sanremo, durante il nostro il nostro incontro virtuale abbiamo parlato del  secondo album dal titolo Tante care cose in uscita il prossimo 12 marzo. Un progetto discografico composto da 10 brani, tra cui appunto Santa Marinella, che vede la realizzazione, come per i singoli già usciti Un fatto tuo personaleCanguro, della cover del disco con l’intelligenza artificiale attraverso l’utilizzo di software e tools che usano metodi di machine learning conosciuti come “generative adversarial network” (GAN).

Ecco cosa ci ha spiegato Fulminacci: “Mine Studio, con cui ho lavorato anche per le precedenti copertine, ha avuto l’idea di utilizzare un software capace di sintetizzare il miscuglio di immagini generate dalle mia canzoni, creando così opere non concepite dalla mente umana”.

Fulminacci, la nostra videointervista

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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