Fasma: «Serve la sfacciataggine di vivere come si vuole… Farei un Telefono Azzurro per gli artisti»

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Foto di Lorenzo Piermattei

Determinato e con le idee chiare su quello che vuole trasmettere, Fasma torna sul palco dell’Ariston, questa volta nella categoria Big, con il brano Parlami, accompagnato da GG e dal chitarrista Red.

Inoltre, per la serata dedicata alle Cover, canterà insieme a Nesli il brano La fine.

Ecco cosa ci ha detto Fasma durante la nostra intervista: “La fine è un pazzo scritto di pancia, come lo sono i mie brani, quindi ogni parola l’ho sentita vera ed è per questo motivo che ho scelto di cantare questa canzone..Non canto brani scritti da altri, per questo dovevo scegliere un pezzo che sentivo mio,  altrimenti sarebbe stata una finzione. Nesli è la ciliegina sulla torta.”

Un Sanremo molto diverso, dato il periodo di emergenza sanitaria, da quello precedente e anche le emozioni vengono accolte, vissute e condivise differentemente. “Sto cercando di conoscermi sempre di più anche attraverso delle letture, per esempio, scoprendo cosa succede nel mondo…ma facendo musica che capisco veramente me stesso”

Il Festival di Sanremo non è solo una kermesse musicale, ma anche un’occasione in cui tematiche importanti ricevono visibilità, voce, proprio come quelle del Manifesto per la tutela dell’Arte, pubblicato in questi giorni da Fasma.

Di cosa si tratta? É una carta in cui vengono elencati i principi per la tutela del rapporto tra arte, artisti e terzi mediante 14 articoli.

Tutti i dettagli, nella nostra videointervista.

Fasma, l’intervista

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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