Gaudiano: «Non sono un mestierante, continuo la ricerca di un’identità artistica»

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Foto di Claudia Pajewski

La musica riesce a trasformare il dolore in canzoni, proprio come per Polvere da sparo, brano con cui Gaudiano, giovane cantautore pugliese, ha partecipato a questa edizione del Festival di Sanremo in gara nelle Nuove Proposte.

Per gli artisti, il palco dell’Ariston è il luogo dove paura e adrenalina si incontrano, scontrano, dando vita ad un vertice di emozioni. Ma cos’ha provato Gaudiano in quel momento?

“Un attimo prima di salire ho pensato a mio padre e alla mia famiglia” – racconta l’artista-  “Ero emozionato, ma ricordo ogni dettaglio della mia esibizione: ho saputi gestire le mie sensazioni”

Il testo di Polvere da sparo racconta uno dei momenti più delicati della vita di ognuno di noi: la perdita di una persona amata, in questo caso, di un genitore.

Ma oltre a descrivere il dolore, il brano è un invito ad andare avanti, continuare ad affrontare la vita e un invito a non reprimere i propri sentimenti, anche quelli che creano sofferenza.

“È la canzone che non avrei mai voluto scrivere, ma è anche il brano che mi ha permesso di parlare di questi temi, oggi, a Sanremo. È nata di getto, mentre uscivo da un periodo difficilissimo, al centro del quale c’era solamente l’assenza di mio padre. Io e lui avevamo un rapporto speciale. I momenti insieme sono diventati immagini, le immagini si son fatte spazio e io ho deciso di custodirle, per parlare di lui, di noi, del dolore e della mia rinascita”.

Dopo il Festival di Sanremo, per Gaudiano ci saranno altri palchi su cui salire, come quello dei  Magazzini Generali di Milano il 21 novembre e il 25 novembre al Largo Venue di Roma.

Questo e altro ancora nella nostra intervista.

Gaudiano, l’intervista

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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