La Rappresentante di Lista: “Siamo una queer pop band”

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Siamo un collettivo, una comunità che ci supporta artisticamente. Siamo una queer pop band, da anni viviamo la musica e ce l’abbiamo disegnata sulle ossa”. Così La Rappresentante di Lista si presentano per la prima volta a Sanremo dopo anni di lavoro nel mondo della musica e centinaia di concerti nei festival più importanti d’Italia.

Un nuovo modo di intendere il pop. Questo intendono fare con il nuovo lavoro My mamma, uscito venerdì 5 marzo. E anticipato dal brano Amare, presentato al Festival.

“La diversità spaventa sempre”– spiega Veronica Lucchesi, cantante del gruppo. “Scardinare determinare schemi significa fatica e tempo, abbandonarsi a qualcosa che non era previsto. Mette in crisi, ma la crisi porta sempre grandi cambiamenti.”

L’impatto è quello con un pubblico che non ti conosce e che dà anche significati altri a quello che stai cercando di dire”. – spiegano circa la loro partecipazione al Festival di Sanremo.

Qui è una figata incredibile – aggiungono – da musicista il palco dell’Ariston è come gli altri, ci si può divertire anche se dura troppo poco la performance. È interessante l’esposizione che si ha quando si lanciano messaggi che possono diventare grandi”.

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Il progetto, nato dall’incontro fra Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, con My Mamma si serve delle canzoni come fossero scatole cinesi: ognuna apre prospettive inattese e sonorità fuori dal comune. È sfuggente e si tramanda di canzone in canzone, perché, dietro ogni suo frammento, c’è un’idea artistica che si serve della musica per andare oltre le forme prestabilite, oltre le regole. Parte dal disagio (VGGG Very Good Glen Gould) che si fa cantilena oppure opera d’arte, attraversa resistenza personale (Resistere), un tono classico e quasi malinconico (Paesaggi strani), radici (Oh Ma Oh Pa), le filastrocche disilluse di oggi e i mantra di appartenenza (Mai Mamma) e di lotta che uniscono donne di oggi e di  ieri. 

È un album che sottolinea il lato più imprevedibile della musica, quella che ancora oggi riesce a trovare vie espressive inedite come nel singolo presentato a Sanremo Amare. Si può sicuramente Resistere (un pezzo che è anche una resa dei conti) e sentirsi Alieno (brano che descrive un femminile ancora da riscattare, così, davanti a tutti, con orgoglio e dolore) o Fragile (la possibilità di rialzarsi per il maschile, prima che cada definitivamente), a patto che tutto sia anche, e soprattutto, un’espressione libera da strade fin troppo battute. Grazie alla musica, che sostiene le parole – come quelle di Religiosamente,  trovate assieme a uno dei più poetici autori di oggi, Pacifico – spaziando fra ritmi e trovate elettroniche contemporanee e un senso melodico innato.

LRDL è anche incontro: fra musicisti, produttori, attori e artisti. Si definisce attraverso un lavoro che è un po’ di tutti quelli che hanno partecipato alla nascita del loro quarto album.

Diario intimo, composizione collettiva, introspezione che si staglia contro il rumore che gira intorno a tutti noi, My Mamma è un disco di proprietà e di condivisione, firmato da un gruppo coraggioso, addirittura temerario, che non si ferma sicuramente qui. È pronto per far circolare queste canzoni dappertutto, a portarle molto, molto lontano.

In questo Sanremo così diverso, con il mondo dello spettacolo in ginocchio a causa della pandemia, cantare su un palco è ancora più forte:“Tema che ci devasta. Il fatto che non si possa avere prospettiva, immaginare, programmare un lavoro. I nostri colleghi non immaginano un altrove. Un luogo dover fare arte e scambiarsi vita. Il teatro regala questo. soluzioni, possibilità, un punto di vista diverso sulle cose. Sbbiamo bisogno di poratre la nostra musica live, incontrare gli occhi della gente. Il fatto che la gente faccia proprio un disco, fa che diventino altri protagonisti rispetto alle cose che fai. Ho apprezzato la crudezza delle poltrone vuote- raccconta dario- chi è messi pià in difficoltà sono i conduttori. alla fine per noi quello è un pubblico di rappresentanza. speriamo possa essere un là per ripartire.”

Rispetto alle eventuali critiche e a come il loro viene percepito, la cantante Veronica Lucchesi non ha dubbi: “Vivo il timore la mattina quando mi alzo di non essere fraintesa” così afferma Oscar Wilde e La rappresentante di lista ci si rivede in pieno.

Il palco di Sanremo ha dato loro la possibilità di farsi notare e conoscere da un pubblico totalmente nuovo, che ha accolto positivamente le loro performance: “Rispetto ai nuovi ascoltattori siamo felicemente sorpresi, alcuni si sono scusati di non aver ascoltato prima la nostra musica. Oggi ho visto alcuni video con persone con l’ascella colorata di rosa. Come se il nostro nome rappresentasse davvero una voce.”- spiega Veronica.

Tra i vari complimenti, molti sono dedicati al loro colorato e molto iconico, creato per loro dalla  Maison Valentino:“Ci ha rappresentato anche nei colori, che sono gli stessi del disco. Amare è un colore con cui ti svegli la mattina. Un verbo che richiede movimento.”

Nella serata delle cover, hanno sorpreso con il loro duetto con Rettore su Splendido splendente, una scelta per nulla casuale ma bensì dettata da numerose affinità artistiche:“L’abbiamo scelta perchè è vulcanica ed anticonformista, nata con il teatro. Cura la mimica, gli abiti, vuole far passare i cotenuti anche attraverso altre possibilità che lo spettacolo regala. Anche il tipo di lessico, l’uso del corpo, come trattava l’amore, ha fatto scattare la scintilla”– racconta Veronica.

A proposito del loro album, è chiaro l’intento di evoluzione e crescita: “My mamma è un percorso di crescita. se in g go diva l’ultima traccia era un incontro con l’altro, questo è un percorso verso la collettività, verso le scelte che è possibile fare solo con scelte comuni. Abbiamo 30 anni e già entriamo nel mood di cosa significa lasciare qualcosa a qualcuno.” spiega Dario.

Il video del brano sanremese fa parte di un progetto ben preciso: rivalutare i luoghi della cultura.

“Il video lo abbiamo girato a Palermo, al polo culturale Lazzisa che ha ll’ainterno una scuola d’arte, il museo di fotografia, una piccola città dentro la città. Un luogo che in questo momento sta soffrendo. abbiamo cercato di riportarlo in vita e di dare spazio e voce a questi luoghi che sono i teatri perchè hanno bisogno di avere degli amplificatori  e di risuonare nel cuore di tutti.”- spiega Veronica.

 

Tracklist MY MAMMA:

1 PRELUDIO

2 RELIGIOSAMENTE

3 LAVINIA

4 OH MA OH PA

5 ALIENO

6 INVASIONE

7 FRAGILE

8 SARA’

9 AMARE

10 V.G.G.G. (VERY GOOD GLENN GOULD)

11 PAESAGGI STRANIERI

12 RESISTERE

13 MAI MAMMA

 

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