Bugo presenta il suo nuovo album: «Con “Bugatti Cristian” chiudo un percorso durato due anni»

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Ieri, venerdì 5 marzo, è stato pubblicato il nuovo disco di Bugo, dal titolo Bugatti Cristian, su etichetta Mescal e distribuito da Sony, corposo repack dell’album Cristian Bugatti, contenente ben 5 brani inediti, tra cui la sanremese E invece sì.

Questo pomeriggio Bugo ha tenuto una conferenza stampa di presentazione di Bugatti Cristian, rispondendo alle domande della stampa.

Perchè nella riedizione dell’album hai lasciato Sincero con il featuring di Morgan? Quel capitolo ha comunque una valenza positiva per te?
La canzone è bellissima così anche perchè c’è lui e non ho mai pensato di farla diversa. Ovviamente siccome l’ho scritta io, esiste una prima versione in cui canto da solo, ma lo stesso vale per Mi manca, che ho fatto con Ermal Meta e Meglio, che ho fatto con i Pinguini Tattici Nucleari, che sono inserite in questo disco. Però Sincero è bellissima così, non ho mai pensato di non inserire la sua voce, perchè artisticamente è bellissima.

Secondo te quello che è successo l’anno scorso ha offuscato la tua partecipazione di quest’anno?
Sì, un po’ sì. Tornare qua dopo un anno e vedere che negli articoli, nonostante io parlassi di musica, veniva sempre riportato quell’argomento, mi ha dato fastidio. Va bene che se vuoi è anche un evento che ha cambiato la mia vita, va bene parlarne per due mesi dopo il Festival 2020, ma che ancora dopo un anno si riporti l’attenzione a quella cosa lì, anche basta. Magari qualcuno vuole continuare a fare solamente gossip e quindi per lui la mia musica non è importante, ma siccome io sono qui per fare musica e per parlare di musica, ho sofferto molto per tutto questo, quindi ieri ho deciso di sfogarmi anche per alleggerirmi di un peso.
Il post che ho fatto ieri sera è arrivato anche dopo la stanchezza di essere qui da tanti giorni  in una situazione anche particolare, in albergo senza uscire, e così via.

Come stai vivendo quest’anno l’esperienza al Festival rispetto alla scorsa edizione?
Io voglio cantare, perchè è il mio modo di essere, anche se a volte posso essere un po’ impreciso. Se vuoi anche tutti i miei grandi eroi musicali erano un po’ imprecisi a loro volta. Quest’anno sono concentrato sul cantare al meglio la mia canzone, quello è il mio obiettivo principale, anche se tutti sappiamo che il palco dell’Ariston è difficile ed importante.

Come giudichi le tue esibizioni di queste sere sul palco dell’Ariston?
Prima di tutto volevo sottolineare che anche se ho partecipato l’anno scorso quest’anno è tutto diverso: noi passiamo tutta la giornata chiusi in albergo e poi andiamo in teatro, dove troviamo questa situazione completamente straniante senza pubblico.
Per quello che riguarda le esibizioni, la prima sera cerchi di prendere un po’ la situazione in mano, poi la seconda volta insieme ai Pinguini Tattici Nucleari penso di aver fatto meglio, e la mia sensazione su ieri sera è che sono cresciuto ancora. Poi ovviamente non sta a me giudicare, ma credo che quella di ieri sia stata la mia esibizione migliore.

La canzone del Festival, E invece sì, sembra essere ispirata da due dei tuoi miti, unendo la delicatezza di Lucio Battisti e l’energia di Vasco.
Chiaramente io quando scrivo una canzone non penso “voglio fare una canzone come Vasco”. Siccome scrivo tanto, e per me Vasco, Celentano e Battisti sono i tre punti di riferimento da sempre, a volte mi viene naturale far rientrare qualcosa che possa richiamare loro nel mio modo di scrivere e comporre canzoni, ma è una cosa del tutto spontanea e non ragionata in alcun modo.
Ad esempio in un’altra canzone del disco, Stupido eh, quando mi è venuto quell’attacco con “Cosa fai tu”, ascoltandolo sembra molto in stile Battisti. Ovviamente non voglio paragonarmi, ci mancherebbe, ma probabilmente li adoro così tanto e sono così parte della mia vita, che ogni tanto quando compongo inconsciamente il mio amore e la mia stima per loro sfocia in qualche citazione, a volte anche diretta, come quando nel 2002 ho inserito la parola “bollicine” in Casalingo, oppure in Ggeell del 2006 dove ho citato “chi ce l’ha con me” di Celentano.

I cinque inediti di questa riedizione dell’album come si collegano a quelli dell’anno scorso?
Innanzitutto il trait d’union sono i produttori, Simone Bertolotti e Andrea Bonomo, che hanno fatto un lavoro fantastico. Con loro ho iniziato questo percorso nel 2018 e quindi mi sembrava sensato tornare al Festival e continuare con loro un percorso fantastico che ho fatto in questi oltre 2 anni. Quindi è questo il senso, anche da un punto di vista sonoro, di scrittura, di arrangiamenti e di scelte di canzoni: visto che ne avevamo già nove bisognava sceglierne altre cinque che non fossero troppo diverse dalle altre, per creare omogeneità.

In uno degli inediti, Videogame, usi il vocoder. È semplicemente un tributo alle sonorità del mondo dei videogiochi anni ’80 o vuoi anche fare dell’ironia su tutti quei cantanti che oggi ne fanno uso  quando non proprio abuso?
Io non faccio musica per prendere in giro nessuno, non l’ho mai fatto. Se ci pensi tutte le altre canzoni sono molto “pulite” ed è una precisa richiesta che ho fatto ai miei produttori: volevo fare un disco dove la mia voce fosse il più limpida possibile e senza effetti, infatti in tutti gli altri brani risulta molto chiara. In Videogame, essendo una canzone molto particolare, magari anche un po’ simile a Sincero come sonorità, ho scelto di usare il vocoder per inserire la mia voce nel mondo dei videogames, come tributo a quel mondo dei videogiochi “analogico”, di quando c’era il Commodore.

L’inedito che chiude l’album, O che cosa, ha un suono vecchio stile, molto anni ’80, sottolineato anche dal sax finale. Come mai hai deciso di inserire questo brano, che esula un po’ dalla linea sonora del resto del disco?
Quella canzone, per come l’avevamo pensata, abbiamo deciso di inserirla come similitudine con E invece sì e Fuori dal mondo, che sono le canzoni più “classiche” del disco. Ovviamente c’è questa presenza del sax che la connota subito come un richiamo al Vasco degli anni ’80, dato che sono un suo grande fan. Per quello che dico nel testo è una delle canzoni che preferisco dei 5 inediti, perchè ha anche una struttura che rispetto alle altre non ha i soliti tre ritornelli: mentre l’idea di partenza era fare un disco fatto di brani che potevano essere potenziali singoli, O che cosa non vuole essere un singolo classico, così come Stupido eh, che ha una coda strumentale lunghissima. Questi due brani hanno una struttura un po’ diversa dal resto dell’album e gli danno “respiro”.

Lasciando da parte E invece sì, con quale altro brano, tra i cinque inediti, ti saresti voluto presentare al Festival?
Prima parlavamo di O che cosa, quindi perchè non quella? Alla fine quello che dico in quella canzone è una delle cose più belle tra quelle che voglio raccontare alla gente, anche come messaggio da lanciare in piena pandemia, visto che la canzone invita a buttarsi nella vita ed è quello che speriamo di poter tornare a fare al più presto.

Oltre che nella serata delle cover, in cui avete cantato insieme Un’avventura, i Pinguini Tattici Nucleari sono ospiti anche in uno degli inediti del tuo disco, Meglio. Com’è nata la vostra collaborazione?
Li ho scelti perchè con loro era nato già un bel rapporto di amicizia durante lo scorso Sanremo: loro erano ospiti de L’altro Festival e stavano cantando un pezzo dei Beatles, e io senza dirgli niente mi sono lanciato sul palco a cantare insieme a loro. Inoltre mi è capitato di giocare una partita insieme a Riccardo con la Nazionale Cantanti, e abbiamo fatto entrambi i giudici al Festival di Castrocaro, dove abbiamo passato 4-5 giorni insieme e abbiamo avuto modo di approfondire la nostra conoscenza, instaurando un bel rapporto di amicizia. La canzone è arrivata successivamente, e ho pensato che la sua poetica e il suo stile fossero perfetti per questo brano, così l’ho chiamato per proporgliela e a lui è piaciuta subito. Il pezzo era già completo, così come era stato per Mi manca con Ermal Meta e Sincero con Morgan.
Dopo essere stato scelto per questo Sanremo e aver deciso di cantare Un’avventura di Battisti nella serata delle cover, mi è venuto naturale chiamare loro, che sono grandi fan di Lucio come me, e ci siamo divertiti molto sul palco dell’Ariston.

Qui sotto la copertina di Bugatti Cristian, pubblicato venerdì 5 marzo e, più in basso, la tracklist dell’album (in rosso gli inediti).

1. E invece sì
2. Come mi pare
3. Meglio ( feat. Pinguini Tattici Nucleari)
4. Quando impazzirò
5. Al paese
6. Mi manca (feat. Ermal Meta)
7. Come si fa
8. Stupido eh?
9. Videogame
10. Sincero (feat. Morgan)
11. Che ci vuole
12. Fuori dal mondo
13. Un alieno
14. O che cosa

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