Il vincitore di Sanremo 2021 è (già) Dardust. E stasera sarà all’Ariston

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Mancano ancora una manciata di ore, tempi televisivi della coppia Amadeus-Fiorello permettendo, e finalmente conosceremo il nome del vincitore di questo strano e difficile 71esimo Festival di Sanremo.

Un Sanremo complicato, pieno di intoppi e restrizioni, con artisti in quarantena e ospiti che hanno dovuto, per forza di cose, dare forfait. Una serie di circostanze che hanno aggravato un Festival già precario, svolto in condizioni obbligate dall’emergenza sanitaria. E che si sono unite alla  tensione che accompagna già abitualmente la settimana musicalmente più importante per la cittadina ligure.

Ma all’Ariston, indipendentemente da podio e classifica, un vincitore c’è già. E, questa sera salirà per la prima volta sul palco.

Nelle serate precedenti, infatti, ad aver fatto capolino nel tempio della musica italiana, sono stati solo i brani che ha scritto, composto, prodotto e arrangiato. 5 su 26 tra quelli in gara, più uno: il medley mashup di Elodie, che è stato super-apprezzato dal pubblico tanto da essere definito degno di un’esibizione del SuperBowl.

Di chi si tratta? Di Dardust, all’anagrafe Dario Faini, ospite in questa ultima serata del Festival. Un producer che colleziona un successo discografico dopo l’altro e che è anche uno dei pianisti più ascoltati del mondo con i suoi 35 milioni di riproduzioni.

Lui un festival l’ha già vinto, con Soldi di Mahmood – di cui resta uno dei più stretti collaboratori – e ha lavorato, tra gli altri, con un coppia in gara quest’anno: Fedez e Francesca Michielin per cui ha prodotto il 5 volte dischi di platino Magnifico. Ma non ha mai pensato di partecipare come artista singolo, proprio per evitare di mettersi in competizione con molti colleghi con cui ha collaborato negli anni.

In questo Festival Dardust gareggia però da dietro le quinte: insieme a Irama, Madame, La rappresentante di Lista, Noemi e Francesco Renga. E di questi cinque brani ben tre rientrano già nella top ten della classifica provvisoria (che stasera potrebbe cambiare) che somma i voti di sala stampa, giuria demoscopica e voto dell’orchestra sulle cover.

La curiosità sulle sue diverse collaborazioni in gara è che tre dei pezzi (La genesi del tuo colore di Irama, Voce di Madame e Amare de La Rappresentante di Lista) vedono tra gli autori il nome di Dardust, gli altri due (Glicine di Noemi e Quando trovo te di Renga) quello di Dario Faini. Il motivo? Nulla di strano e nessun metodo per tentare di “occultare” la sua ripetitiva e ingombrante presenza sul palco del Festival, come in tanti avevano immaginato. Semplicemente una scelta stilistica: Dardust è il nome usato in quelle produzioni dall’approccio elettronico e sperimentale, il nome di battesimo invece negli arrangiamenti più classici e tradizionali.

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