Sanremo 2021, Maneskin: «Eurovision? Non aspettavamo altro!»

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Nella tradizionale conferenza che segue la proclamazione dei vincitori del Festival di Sanremo, i Maneskin hanno accettato di rappresentare l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest di Rotterdam: «Non vediamo l’ora! Non aspettavamo altro!»

La giovane band romana, dopo il secondo posto a X-Factor, è entrata di diritto nella storia della musica italiana, vincendo Sanremo con una canzone tutt’altro che “sanremese”: «Essere passati in soli quattro anni dal suonare nei ristoranti al vincere il Festival di Sanremo ci ha dimostrato che basta crederci per raggiungere l’obiettivo. Abbiamo portato questo pezzo perché è la rappresentazione del nostro progetto e sound attuale, oltre che anticonvenzionale. Abbiamo portato la nostra identità e per questo siamo stupiti, non ci aspettavamo una ricezione del genere e adesso siamo pronti a restituire tutto questo entusiasmo».

La band è riuscita a portare un sound decisamente rock sul palco dell’Ariston, facendo suonare l’orchestra in piedi e non snaturando il loro pezzo: «Siamo stati entusiasti din da subito di poter lavorare con l’orchestra, ma il merito del risultato è soprattutto del nostro direttore Enrico Melozzi, che ha fatto un ottimo lavoro di arrangiamento. È stata un’emozione incredibile, suonare con 60 persone, in un momento come questo, è stato davvero bellissimo».

Dopo Sanremo sono due – Eurovision a parte – i progetti dei ragazzi: «Abbiamo il disco in uscita il 19 marzo, che sarà un po’ il racconto di quello che abbiamo vissuto dall’uscita del disco precedente a oggi e poi abbiamo annunciato le nostre prime due date nei palazzetti a dicembre sperando di poter vivere un concerto nella sua completezza». Proprio a proposito delle riaperture hanno poi aggiunto: «Non dobbiamo dare consigli alle istituzioni, però pensiamo che questo settore è importante e coinvolge tantissime persone e sta risentendo tanto di questa situazione».

Oltre ai vincitori, erano presenti in conferenza anche gli altri membri del podio: Francesca Michielin con Fedez ed Ermal Meta, che si è anche aggiudicato il premio per la migliore composizione musicale.

«È stata una settimana bellissima, grazie davvero a tutti – ha raccontato la Michielin -. Questo festival per me è stato speciale perché è un po’ essere diventata una donna, e sono felice di averlo fatto con Federico perché ci siamo sostenuti, aiutandoci a tirar fuori la nostra emotività». Aspetto confermato anche dal suo compagno di viaggio: «Francesca è stata la mia roccia, se non ci fosse stata lei probabilmente sarei svenuto sul palco». E sulla questione televoto: «Mi hanno sempre insegnato che una famiglia si sostenga. Che poi mia moglie sia Chiara Ferragni significa solo che sono un uomo fortunato. Al netto di questo la canzone è prima dappertutto, c’era già prima di ieri un riscontro oggettivo da parte del pubblico».

«È stato un festival molto bello, mi sono divertito molto. Il podio è stato inaspettato, perché una canzone senza fuochi d’artificio ci mette un po’ a farsi notare. Sono molto contento e grazie mille a tutti» ha iniziato Ermal Meta, che poi ha parlato anche delle critiche ricevute a proposito della cover: «Non sapevo che avrei cantato il 4 marzo, avevo scelto quella canzone da tempo. Ho scelto una canzone difficile, non c’era da strafare, ma solo cantare bene. Ultimamente, però cantare bene sembra quasi un crimine».

Francesca Michielin ed Ermal Meta, sul podio insieme a loro, hanno già rappresentato l’Italia in due passate edizioni dell’Eurovision. «I Maneskin non hanno bisogno di consigli. Quello che posso dire io è che l’Eurovision è un’esperienza bellissima e un momento di pura follia in cui si condivide musica con musicisti di tutta Europa» ha detto la Michielin. «Ragazzi spaccate tutto e portate l’Eurovision in Italia!» ha invece concluso Meta.

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