Alessio Bernabei: «Avevo perso la concezione di sentirmi un artista»

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Buoni propositi, promesse e motivazione: sono questi i concetti chiave di Everest, ultimo brano di Alessio Bernabei, che ha scritto e composto lo scorso giugno.

Ecco cosa ha racconta l’artista durante la nostra intervista: «Everest è nata a giugno, quando l’estate era alle porte ma dentro di me era ancora pieno inverno. Mi sono trovato a riflettere su tutte le volte in cui mi sono arreso e mi sono ricordato dei “sorrisi falsi a mia madre” e poi morivo sul letto, sempre solo, sempre stanco ma con il sogno dentro».

Il videoclip di Everest (con la regia di Marcello Maw) è nato dall’idea di Bernabei di voler ricreare un’ambientazione apocalittica, scegliendo così di girare le scene all’interno della cava di zolfo di Manziana in provincia di Roma.

Durante la nostra intervista, Alessio Bernabei ha raccontato in cosa sia cambiato il suo modo di comporre e se, a volte, si sia sentito in trappola sul piano professionale: «Sì, è capitato di essermi sentito in trappola. Nasco da una boy band molto commerciale, dove ci dicevano cosa cantare. Avevo perso la “fame”, non scrivevo più ed ero preso da mille impegni. Avevo perso la concezione di sentirmi un artista. Per fortuna, grazie alle piattaforme digitali, gli artisti emergenti stanno arrivando grazie alla loro musica e non al loro ciuffo».

Non manca l’idea di un nuovo album e, sognando in grande, collaborazioni con Ed Sheeran, da sempre fonte di ispirazione, Dardust  o Davide Simonetta.

Questo e molto altro lo trovate qui sotto, nella nostra intervista!

Alessio Bernabei, l’intervista

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Irma Ciccarelli
Classe 93, anno in cui David Bowie pubblica Black Tie White Nois. Campana di nascita, adottata dalla toscana Cortona (sì, la stessa di Jovanotti), da qualche anno vivo a Milano, di cui mi sono innamorata il 29 giugno del 2013. Perché ricordo la data? Perché a San Siro c’erano i Bon Jovi a infiammare il palco, ed io ero lì a sognare di intervistare la band. Ed eccomi qui: giornalista e studente di musicologia, il mio mantra è Long Live Rock, ma guai a chi disprezza i cantautori….e Beethoven (non il cane).

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