Sananda Maitreya: «Guarire dal razzismo è difficile, perché non può più essere usato come arma di divisione»

0

Esce il 15 marzo (nel giorno del suo compleanno) Pandora’s PlayHouse, il nuovo (doppio) album d’inediti di Sananda Maitreya. Un disco registrato in pieno lockdown, scritto, prodotto, suonato e arrangiato da Sananda stesso. L’antipasto del disco è In America (disponibile dal 12 febbraio), brano che denuncia lo stato dell’America di oggi. “The more things change, the more they remain insane! There’s no way out & no way in”, recita il testo. “Apprezzo la cultura dell’Italia, Paese in cui vivo – dice nel corso della conferenza stampa via zoom – Da lontano ho imparato anche ad accettare l’America com’è adesso, Paese che appare in maniera negativa, soprattutto sulla questione del razzismo. Guarire dal razzismo è difficile, perché non può più essere usato come arma di divisione. La politica non deve diventare un mezzo che impedisce di avere nella propria squadra le persone più forti, a prescindere dalla loro cultura di provenienza”.

 Pandora’s PlayHouse è un album che non conosce limitazioni di genere nelle sue composizioni musicali, e come suggerisce il titolo, ricorre all’analogia con una figura della mitologia. Aperto il vaso di Pandora, l’artista presenta 28 brani e tre collaborazioni. La prima, con Irene Grandi, nella cover di Time Is On My Side, duetto già presente nell’album della cantante, Grandissimo (2019). Reflecting Light con la band Australiana The Avalanches  & Vashti Bunyan, e Pandora’s Plight con Antonio Faraò.

E’ una storia singolare quella del musicista di New York: dopo il successo e i milioni di dischi venduti, decide di cambiare il suo nome (ex Terence Trent D’Arby), abbandonare i dettami della discografia, e trasferirsi stabilmente a Milano, dove “mette su  famiglia”con la compagna e manager Francesca.  Milano è una città che considera “amica della musica”: “Qui sento una forte energia produttiva – spiega – Dell’Italia apprezzo la ricchezza di valori, per questo motivo ho deciso di avere una famiglia qui”.

Con il nuovo disco (il dodicesimo della sua carriera) Sananda si concentra sul lato femminile del mito di Prometeo e Pandora. “Questo progetto era dedicato al cervello sinistro, qualificato nella percezione analitica della realtà, che penso sia analogo al cervello femminile – dice – Il modo in cui l’ho interpretato ai fini di questa presentazione è che rappresenta lo spirito della donna. Pandora, infatti, è stata creata come compagna per l’edificazione e la sicurezza di Prometeo, ma è poi cresciuta fino a capire chi era e grazie alla sua unicità, nel tempo è diventata per le donne della terra un ponte tra la terra e il cielo”.

Il disco affronta la pandemia con Mr Skeleton, le battaglie mitologiche tra i sessi, come nelle tracce gemelle The Queens Of Babylon e The Kings Of Avalon, il tema dell’amore negato di una madre verso il figlio con Mama’s Boy Blues, e include due sentiti omaggi: al maestro Robert Frost, “ una sorta di passaggio generazionale. Tramando il suo bagaglio culturale da una generazione all’altra”, e Prince. “E’stato la mia leggenda. Dedicargli una traccia strumentale è aver messo nero su bianco il mio folle amore per lui. Bisogna però sfatare il mito che un artista non ha limiti, sono io che me li impongo – continua – ho girato pagina su quello che era il preconcetto che la mia musica dovesse essere”.

Infine una battuta ironica sulla penultima traccia dell’album, Don’t break my balls: Cosa mi fa rompere le palle? Un uomo intelligente non dovrebbe mai rispondere a questa domanda con sua moglie affianco – scherza – (la moglie si presta al ruolo di traduttrice per i giornalisti). Non rompere le palle è il motto non ufficiale dell’Italia!”.

Intanto la prossima settimana esce anche il nuovo singolo, Pie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome