La voce del padrone compie 40 anni. Ripubblicato l’album-capolavoro di Battiato

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Immagine del manifesto tournée La voce del padrone. Foto Roberto Masotti

È stato il primo album italiano a superare il milione di copie vendute e adesso La voce del padrone viene ripubblicato il 19 marzo con tutti gli onori, qualche mese prima della data esatta dell’uscita, a quarant’anni di distanza. Sarà questa l’occasione per omaggiare Franco Battiato al traguardo dei suoi 76 anni, il 23 marzo. 

Un disco straordinario che ha visto materializzarsi un marziano nella canzone d’autore italiana. Più somigliante a un marziano, a dire il vero, appariva l’artista negli spettacoli successivi alla pubblicazione di Fetus nel 1972. Con mantelli e tute bianche, come appare in qualche foto d’epoca, soprattutto nelle esibizioni dal vivo che lasciavano di stucco il pubblico. A quei tempi usava dei giganteschi tubi in plastica che dopo averli gonfiati li lanciava sul pubblico. Tanta strada non sempre facile da percorrere, dalla canzone alla musica sperimentale, è così che passano ben quindici anni dagli esordi prima di arrivare ad assaporare il successo e diventare un artista di successo popolare.

Prima di La voce del padrone, uscito il 21 settembre 1981, Battiato aveva incuriosito pubblico e operatori con L’era del cinghiale bianco e Patriots, provando a scalare la classifica senza arrivare alle prime posizioni. Non pochi gli artisti che gli riconosceranno una ventata di novità, grazie a testi particolari e non abituali e grazie ad arrangiamenti particolarmente curati, dove ben convive l’elettronica con pianoforte e violini. Il periodo di grande creatività era iniziato da tempo: a febbraio del 1981 Alice vince il Festival di Sanremo con Per Elisa scritta insieme a Battiato e Pio. Mentre nascono le canzoni di La voce del padrone Battiato è impegnato su più fronti, sia con Alice che fa uscire l’album omonimo successivo alla vittoria sanremese, sia con Giuni Russo che pubblica Energie, e anche qui l’artista partecipa alla composizione dei vari brani. Tutto questo mentre stanno per uscire le canzoni che cambieranno per sempre il suo posto nella canzone italiana. Dopo tre album catalogabili come musica classica contemporanea, a fine dei Settanta Battiato decide che è tempo di fare sul serio e tornare alla canzone che possa scalare le classifiche. Le serate nelle balere e i tanti concerti ai Festival Pop gli offrono quell’esperienza necessaria per arrivare a capire come scrivere una canzone di successo. 

Nello studio di registrazione di Pino «Pinaxa» Pischetola per l’ascolto rinnovato di La voce del padrone si viene avvolti da effetti sonori fuori dall’ordinario. «Stiamo ascoltando la versione che lo stesso Franco Battiato ha curato nel 2015 – avvisa Pischetola – quella che poi è finita nel box Anthology insieme a materiale audio e video che rappresentano gran parte del suo percorso artistico. È da queste tracce che verrà ricavato il master per la nuova ristampa dell’album, a 40 anni dall’uscita. Avendo lavorato sui nastri della registrazione originale posso affermare che il disco era stata ben registrato in origine, infatti mi ricordo che suonava bene quando l’ho ascoltato nei primi anni Ottanta. È sicuro che nelle varie ristampe e nei remastering successivi qualcosa nei suoni si è perso, fortuna vuole che noi abbiamo potuto lavorare sui master originali. Ovvio che l’effetto Dolby Atmos con cui ho dotato lo studio assegna all’album una marcia in più, anche se non ne aveva bisogno visto che ogni canzone contenuta è capolavoro nel capolavoro». Il sistema Dolby Atmos viene utilizzato negli studi di sonorizzazione per il cinema fin dal 2012 ed è  una delle più grandi innovazioni nel campo audio degli ultimi anni, perché per la prima volta è possibile posizionare in modo preciso, nello spazio attorno al punto di ascolto, un determinato effetto. 

Pischetola è al fianco di Franco Battiato dall’album Gommalacca del 1998 e da allora ha seguito l’artista sia nelle registrazioni dei dischi che nelle esibizioni dal vivo, fino a siglare insieme l’album Joe Patti’s Experimental Group. 

Quando esce La voce del padrone i dischi si compravano in formato vinile, i cd si stavano affacciando, così l’ascolto era distribuito su due facciate. La prima comincia con Summer on a solitary beach, quella di mare mare voglio annegare portami lontano a naufragareee. Brano che supera i cinque minuti con tanto di introduzione strumentale e una melodia da cantare in coro. Si avverte subito una ventata di aria fresca con un cambio di passo rispetto ai due album precedenti. C’è una contagiosa vitalità che serpeggia e che non fatica a conquistare piene adesioni, fino a crescere e generare entusiasmo. Il secondo brano, Bandiera bianca, diventa un singolo gettonatissimo, grazie a quel suono Hammond che incalza nel ritmo e qui Battiato rende omaggio all’artista (Bob Dylan) che per primo ha scosso i suoi interessi musicali con quel Mister Tamburino non ho voglia di scherzare rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare…, ma quello che segna la differenza, rispetto alle canzoni dei due precedenti album, è il Coro dei Madrigalisti che irrompe in maniera imperiosa. Lo stesso che viene replicato in Cuccurucucu e Centro di gravità permanente, altri due brani che diventano subito e nel tempo un marchio indelebile nello stile dell’artista. E, come da regola imparata in balera e che l’amico Francesco Messina ricorda sempre volentieri, dopo due shake arriva un lento, così ecco Gli uccelli, brano particolarmente melodico dove il testo invita al canto: …aprono le ali, scendono in picchiata… con una musica particolarmente adatta per essere suonata da un’orchestra. Il Battiato che utilizza la tecnica del collage e che non manca di inserire frasi imparate seguendo la ricerca interiore:  …Si sente il bisogno di una propria evoluzione / Sganciata dalle regole comuni / Da questa falsa personalità… da un brano che poteva sembrare apparentemente minore e che invece con il passare degli anni acquista sempre più importanza nel pubblico che lo segue. Stiamo parlando di Segnali di vita che si conclude con la frase …le luci fanno ricordare le meccaniche celesti… 

Infine, a chiudere l’album, l’esaltante Sentimiento Nuevo ricco di frasi costruite ad arte, mai ascoltate prima in una canzone, come …Le tue strane inibizioni / Che scatenano il piacere / Lo Shivaismo Tantrico / Di stile dionisiaco / La lotta pornografica dei Greci e dei Latini… ed è bellissimo perdersi in questo incantesimo… 

Lo Studio rinnovato di Pino Pischetola

Per celebrare questo Anniversario dal 19 marzo vengono pubblicati diversi formati partendo dall’Edizione Deluxe: un gatefold con LP 180g colorato e un CD entrambi con l’audio dei nuovi mix elaborati dai nastri originali dove Battiato e il suo sound engineer Pinaxa si sono cimentati nel curare alcuni dettagli che finalmente ora trovano nuova luce. Anche la parte grafica è rinnovata, infatti l’amico Francesco Messina, che ha curato le copertine dei dischi di Battiato, ha recuperato alcune immagini nuove ed ha creato un diversivo dell’artwork originale. Questa edizione Deluxe sarà disponibile a tiratura limitata e numerata per sole 1981 copie.

Per i preziosi nuovi MIX audio è prevista anche la pubblicazione in LP 180g colorato a tiratura limitata e numerata ripresentato graficamente con nuovi dettagli. Gli ultimi due formati sono un LP Standard 180g nero a tiratura limitata numerata, per la prima volta con la rimasterizzazione diretta dai nastri analogici mantenendo a sua volta l’artwork originale, e il 45 giri di Bandiera Bianca / Summer on a Solitary Beach (tiratura limitata numerata) sempre fedele all’edizione originale. Per la prima volta, l’album di un artista italiano, sarà reso disponibile sulle piattaforme digitali AMAZON e TIDAL in formato Dolby Atmos, inoltre il 24 settembre 2021, mese del 40° anniversario (1981-2021) Universal Music pubblicherà un’edizione speciale ricca di altre interessanti versioni.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014) e Cose dell'altro suono (Arcana, 2020).

4 COMMENTI

    • Grandissimo maestro musicale. Molti suoi brani sono letteralmente poesie he come ha fatto Fiorello con “la nebbia agli irti colli”. Lui li ha usiate prima.

  1. C’è un errore, l’album Gommalacca è del 1998 e non del 1988 come è stato erroneamente riportato.Grazie per l’attenzione!

  2. Toh…Giordano Casiraghi…leggevo i suoi articoli su Alta Fedeltà, in partcolare le brevi recensioni degli LP nuovi…anni 80…
    Bella la foto di zio franco con il compianto Giusto Pio dietro con violino.

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