Combattere contro se stessi, tra ansia e pace, tra dolori e felicità. L’eterna guerra che da sempre accompagna l’uomo viene raccontata dalle canzoni che compongono l’album d’esordio di Modigliani, Francesco Addari all’anagrafe, dal titolo UNO , disponibile dal 19 marzo.
Per Modigliani è il primo progetto da solita, dopo una lunga esperienza come membro di una band, nato dalla collaborazione e produzione di Valerio Smordoni (Coez, Gazzelle) e Samuele Dessì.
Ecco cosa ha dichiarato l’artista durante la nostra intervista:“I brani raccontano questi ultimi due anni che non sono stati molto semplici sia per quello che è successo fuori che dentro di me: sono stato travolto dalle ansie, dalle insicurezze, dalle paure. Non è un caso che questo disco si chiami UNO perché è una rinascita musicale e personale…per la copertina del disco ho scelto l’immagine del fiore di carata selvatica che perde i petali quando soffia il vento, come me di fronte alle critiche esterne. Questo album vuole mettere un punto anche a questo.”
L’album è stato anticipato dal singolo Tu non crolli mai, scritto da Daniele Arca, regista del videoclip ufficiale, da Alberto Murru, da Fabio Carta e affiancare Modigliani c’è Chiara Lai.
Inoltre, all’interno del disco c’è un featuring con il cantautore Scarda, un altro artista dell’etichetta Bianca Dischi, per il brano Lasciare per ricominciare.
“Scarda mi piace molto come persona, lo stimo per quello che scrive e come lo fa. Collaborare con lui è stata la scelta più naturale per il brano ‘Lasciare per ricominciare’, il meno autibiografico del disco, perchè è entrato perfettamente nel mood del pezzo che parla di una persona che lascia la propria terra per andare in un’ipotetica città del Nord”.
Un altro argomento di cui abbiamo parlato con Modigliani è stato l’uso dei social da parte dei giovani. Ecco cosa ne pensa:
“Credo che la mia generazione è un po’ troppo schiava dei social…ultimamente questo argomento mi sta facendo un po’ ragionare e preoccupare perchè sono (i social) diventati fin troppo fondamentali: è più importante saper vendere un prodotto della sua stessa qualità… De Andrè non li avrebbe mai usati”.






































