Malika Ayane: “Si può prendere ispirazione da tutto il mondo senza perdere le proprie radici”

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Raffinatissima, nel look e nel modo di cantare, e con una timbro vocale unico e riconoscibile alla prima nota. Malika Ayane presenta il suo nuovo album, Malifesto, in uscita domani, venerdì 26 marzo.

Un album composto da 10 brani che Malika Ayane ha scritto e composto insieme, tra gli altri, a PacificoAntonino Di Martino, Alessandra Flora, Leo Pari, Colapesce, Antonio Filippelli, Daniel Bestonzo e Rocco Rampino. Il viaggio di Malika Ayane parte da “Peccato Originale”, l’amore irrazionale, e prosegue con “Ti piaci così”, brano sul riconoscersi e celebrarsi per essere al mondo. Da “Telefonami”, il sapore malinconico di un amore appeso nonostante il tempo e la distanza, la tracklist continua con il racconto della maturità in “Come sarà” e la celebrazione dell’agire nonostante le avversità in “Per chi ha paura del buio”. Sesto brano del disco è “Mezzanotte” a cui seguono il bisogno di vivere senza sovrastrutture descritto in “A mani nude”, la necessità di splendere raccontata in “Brilla”, il bisogno di sciogliere le catene in “Formidabile” e, infine, la consapevolezza di esserci raccontata in “Senza Arrossire”. Il suono è principalmente composto da batterie strette registrate con pochissimi microfoni, filtrate nei simulatori di nastri e Vinile e Drum Machine come la Linn o la CR78 che creano il tappeto ritmico. Il basso Hofner è stato utilizzato apposta per creare un disco “bassocentrico”. Pochissime chitarre elettriche, mentre viene dato più spazio a strumenti acustici a corda come la chitarra classica, l’ukulele, la chitarra acustica e l’AutoHarp. Per i tasti la scelta è caduta su pianoforte verticale, Clavi, Rhodes e synth come Juno 60, Jupiter, il tutto abbracciato da tappeti di Mellotron e Archi.

“Sono molto contenta di questo disco, sono stata in balia dell’impazienza. Malifesto è il mio terzo album sul presente. Da Naif ha preso la voglia di vivere, da Domino invece l’osservare. Con Malifesto dico che si può sia vivere che analizzare, senza giudicare. Ho scritto con tantissime teste meravigliose, Colapesce e Di Martino, Pacifico, alessandra flora, rocco rampino con cui abbiamo realizzato anche il brano di sanremo. Lo abbiamo realizzato in italia dopo l’esperienza berlinese. Un ‘analisi vissuta con emozioni diverse e abbiamo avuto punti di vista diversi sulla stessa cosa. La scelta produttiva prende dalla musica contemporanea francese. I suoni sono scelti con cura, sono pochi e analogici. Siamo un gruppo di italiani che può prendere ispirazione da tutto il mondo senza perdere le proprie radici. “– racconta Malika.

Interpretazione è forse la parola più importante di questo album” -spiega- ” perché ognuna delle persone che ha lavorato alle canzoni di questo album, dalla scrittura al mix, ha colto un’intenzione e l’ha raccontata con il suo linguaggio rispettando e valorizzando il lavoro e il linguaggio di chi si era occupato della fase precedente e preparando il terreno a chi sarebbe arrivato dopo. Ci sono canzoni-session come Senza arrossire o Ti piaci così; canzoni staffetta come A mani nude, Formidabile e Come sarà; canzoni “ping pong”, forse le mie preferite, come Telefonami e Peccato originale; canzoni istintive come Mezzanotte e Per chi ha paura del buio e una canzone, la prima dopo un sacco di tempo, Brilla in cui non ho dovuto fare altro che cantare una cosa che era così perfetta per me da non costarmi la minima fatica. Chissà se in questo caso è stato Pacifico a interpretare me o io a interpretare il suo pezzo. È stato emozionante scrivere con persone nuove, scrivere in un modo nuovo. Partire da zero, da idee avute in cucina la sera precedente, da dei loop o da brani già pronti ma che ho avuto bisogno di smontare per scrivere lo stesso argomento con il mio linguaggio, per essere credibile, per essere libera, per essere me. Ho mescolato le mie parole con quelle di artisti e autori straordinari, fatto scommesse. Sognavo di fare l’album in Bretagna o in Normandia perché sono nel pieno della mia storia d’amore con la Francia. Abbiamo provato a ricreare la stessa atmosfera in via Cermenate e nonostante il grigio del mese di gennaio fosse la sola cosa in comune con la cote d’opale, Antonio Filippelli e Daniel Bestonzo sono riusciti a darmi quello che desideravo. Fidarsi è bene, fidarsi è meglio.”

Un disco che la rappresenta pienamente, già a partire dalla cover:

“La cover è stata una cosa casuale, con il mio amico max cardelli ci siamo preparati agli scatti. Ero ancora struccata e spettinata e ha catturato quell’immagine che secondo rappresenta tutta l’intensità che abbiamo voluto mettere nel disco. Rappresenta la mia anima musicale.”

“Malifesto è un presente  totalemente diverso dai precedenti. Non trattare questo momento storico come qualcosa non da subire era inevitabile. Il nostro quotidiano si è spostato in questa situazione storica e ci troviamo ad osservare il mondo in modo diverso, sperando in un futuro meno nefasto.”

Tante anime diverse convivono in Malika, e tutte sono indispensabili per essere ciò che è oggi: “La Malika di ieri è indispensabile alla Malika di oggi. Siamo un sacco di Malika e per fortuna andiamo molto d’accordo”- ironizza l’artista.

Come tutti gli artisti, Malika ha risentito molto del periodo trascorso lontano dal palco e crede che ogni soluzione possa essere utile per ricominciare a vivere: “Penso che il patentino vaccinale possa essere una soluzione, ogni cosa che possa accelerare i tempi per me è benedetta, a patto sia nel rispetto delle persone.”

Un compendio di tutte le emozioni del periodo che il titolo del disco rappresenta pienamente: “Il titolo nasce perché trattandosi di una serie di emozioni attraverso degli istanti, all’interno di ogni istante c’è un’emozione che manifesta. Volevo giocare quindi con il mio nome, che è anche un modo per non prednersi troppo sul serio. Questo disco è sorprendente perchè è andatto tutto molto liscio. Abbiamo fatto noisamente un sondaggio qui alla sugar”– sorride Malika.

In un disco così raffinato e accurato, al contempo moderno e di altri tempi, spicca anche la collaborazione con Colapesce e Di Martino, nata in modo del tutto spontaneo, come già accaduto in precedenza:

“Anche nel caso loro mi hanno mandato un brano che però era incantabile per me. Poi Telefonami con la sua modernità pop  ma non troppo pop mi ha conquistata. Con loro avevamo già lavorato. Il brano con Leo Pari riguarda noi essere umani di fronte all’incertezza. Il futuro dipende anche da quello. L’unica certezza è la qualità che mettiamo nelle nostre relazioni e con noi stessi.”

Un album pieno di emozioni diverse, che sono tutte la fotografia di un modo diverso di approcciarsi ogni giorno alla vita:

“Ogni giorno attaverso tantissimi stati diversi. la notte mi sveglio continuamente e in farmacia sono in pole position le valeriane.”- ironizza Malika.” Realizzare questo disco mi ha permesso di staccarmi da questa realtà di navigazione a vista. A volte mi sento fragilissima. Senza sentirmi un super eroe, è una responsabilità verso mia figlia, la mia famiglia, quello di dare messaggi positivi. Doversi tenere insieme perchè chi mi guarda possa fare lo stesso, e cercare di essere un esempio positivo per chi mi guarda. Dire che ci si sente smarriti è giusto, affinchè nessuno si senta inadeguato rispetto a questo.”

Malifesto è un disco molto sofisticato e con una  produzione curatissima. E a chi le chiede se questo possa essere un problema per chi poi andrà andrà ad ascoltarlo, Malika risponde con assoluta certezza:

“In questi anni la lezione più bella che ho imparato è che non ci sono ricette per avere successo e quindi la libertà di fare ciò che si vuole. se suonerà troppo sofisticato pazienza. sarebbe sbagliato inseguire un’attualità che poi oggi è questa, domani sarà un ‘altra. L’importante è essere onesti e autentici.”

“Volevo un disco che potesse essere ascoltato sia in appartamento che in auto, che non fosse limitato ad un preciso contesto o momento della giornata.” – racconta orgogliosa Malika. “ Per questo l’ispirazione alla produzione francese, così ho proposto ai miei due produttori. Volevo che la voce fosse al centro di questo mondo per creare un nido accogliente e un’atmosfera di calore. Averlo registrato a gennaio ha aiutato, perchè in quel momento il mondo sembra fermarsi.”

Una carriera ricca ed una vita altrettanto piena per l’artista, che no, non ha alcun rimpianto: “Il rimpianto non serve a nulla. Volevamo raccontare di sapere stare nel presente senza dare troppa pesantezza alle azioni, cercare di trovare un equilibrio. C’è anche molta nostalgia in Telefonami, scritto a 8 mani, rendendolo un brano corale. C’è una sorta di sentimento collettivo che passa attraverso di me e che permette di immedesimarsi. Io sono il tramite.”

Il lavoro di scrittura e produzione per Malika è strettamente legato a quello del cinema e delle immagini: “Per dare a chi lo produce più dettagli allego sempre delle immagini, e avevo preparato delle scene di film francesi, per dare senso di passionalità anche un po’ distaccata, C’è molto di quella malinconia  così rarefatta che in altre parti non è tanto facile trovare. “

Il tempo può regalare molto, ma toglie magari anche qualcosa. Malika, su tutto ha conquistato consapevolezza della sua voce e della sua emotività:

“Ho guadagnato la consapevolezza. Tanto che negli ultimi stavo diventando troppo scientifica nella scelta dei suoni. Domino per esempio sembra proprio un lavoro di quilibri che sembra chimica più che musica. La voce è inserita all’interno degli altri strumenti. Ho riscoperto l’essenzialità. Mi sono ricordata che se io riesco oggi a fare questo è perché quando ero ragazza, per guadagnarmi l’attenzione di chi mi ascolta dovevo usare la mia emotività, la mia voce, portarli a mettersi in silenzio e scoprire la mia voce. Ho perso sicuramente qualche paranoia di troppo, le ho ben disseminate lungo la strada.”

Malika oltre che artista è soprattutto madre di una ragazza adolescente, che osserva con dolcezza e amarezza:

“Ho una figlia molto diversa da me e mi sto rendendo conto, sorridendo amaramente,  che è entrata nella fase in cui si esplora il proprio malessere e me ne accorgo da ciò che ascolta. ieri mi ha fatto vedere molto fiera di avermi sottratto il vinile di Iggy Pop. Si sta spostando verso un mondo esistenzialista senza però avere quella possibiltà di uscire a fare disastri nella primavera dei propri 15 anni. Anche solo stare al parco tutto il pomeriggio a parlare con gente sconosciuta per un paio d’ore, anche se non sapevi con chi avevi a che fare. Le prime esperienze, le prime stupidaggini, anche solo provare a fumare. A me un p0′ dispiace che abbiamo una generazione che non abbia la possibilità di sbagliare nel modo che conosciamo. Sarebbe bello poter avere il confronto con i propri simili su questo loro senso di malinconia e inadeguatezza.”

Malika è riuscita, anche in occasione dell’ultimo Festival di Sanremo, a trasmettere positività e freschezza, nonostante il periodo: “Anche quello è un lavoro e una scelta, senza diventare giulivi o ingenui. Se ognuno di noi si mette a sommare i dolori e le delusioni, ognuno si accorge di avere avuto un bilancio negativo. Non serve a niente crogiolarsi nel dolore. Sembra retorico ma anche se c’è il cielo azzurro e mettersi delle scarpe comode è più utile che imprecare in macchina contro gli altri. la voce credo sia una benedizione, non dipende altro che dalla fortuna. Poi bisogna educare la propria emotività a trasformarsi in suono, per cui quello che si canta possa essere credibile.”

Malika ha le idee chiare anche per quanto riguarda il futuro della musica e cosa sia realmente il successo, che non ha per forza a che fare con l’essere primi in classifica:

“C’è un mondo di artisti che ha un mercato che ha magari piccoli numeri ma in tutto il mondo e raggiungono quindi tantissime persone. Succede già con il metal, la techno. Trov che questa diversificazione sia molto interessante. Non è essere primi in classifica che fa essere un successo un lavoro musicale. “

Malifesto_tracklist

 Peccato originale

Ti piaci così

Telefonami

Come sarà

Per chi ha paura del buio

Mezzanotte

A mani nude

Brilla

Formidabile

Senza arrossire

 

 

 

 

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