“Paradise”: gli Shakalab in feat con Sud Sound System e Inoki

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Esce il 26 marzo, su tutte le principali piattaforme digitali, Parasite, nuovo singolo degli Shakalab feat. Sud Sound System e Inoki. Il brano (su etichetta Believe Digital) anticipa l’uscita di nuovo album della band, atteso per la primavera. Gli Shakalab (considerati una delle più interessanti e storiche reggae band italiane) collaborano nuovamente con i Sud Sound System, e per la prima volta con il rap italiano Inoki.

Parasite è un brano ispirato al pluripremiato film del regista coreano Bong Joon, e affronta tematiche scomode e antisistemiche. Il parassita è rappresentato all’interno del pezzo come un insetto, una cimice o un avvoltoio, ma anche un predatore senza scrupoli, un approfittatore, un arrampicatore sociale. Il significato letterale della parola si scontra con il significato metaforico, dando vita a un tema che viene trattato nel brano sotto tutti i punti di vista.  Il singolo descrive una realtà cinica e spietata, dove il “parassita” è sempre pronto ad approfittarne.

Siamo molto felici di lavorare con i nostri amici Sud Sound System, con loro ci sentiamo pienamente noi stessi, è come se parlassimo la stessa lingua. Anche con Inoki, nonostante sia la nostra prima volta insieme, ci siamo trovati subito bene”, ha dichiarato la band.

“Nella definizione classica, per parassita s’intende un organismo che vive alle spese di un altro organismo, ma nel caso degli umani è un sostantivo usato spesso per descrivere una determinata condizione economica e sociale”.

“Il nostro invito è di fare leva sull’empatia e scoprire che spesso si guarda il mondo da due prospettive opposte, si punta il dito sul vicino di casa, su un mendicante per strada o su una persona che arriva disperata nel nostro Paese in cerca di fortuna, dimenticandosi che un domani chiunque potrebbe essere nella stessa condizione, noi stessi compresi. Il vero parassita è chiunque guadagni su queste divisioni, chiunque alimenti il divario fra ricchi e poveri per trarne profitto. Loro sì che vivono alle spese di un altro organismo: l’umanità”.

La canzone è un’esplosione di elementi diversi, in cui sonorità rap e urban s’intrecciano perfettamente, con l’inconfondibile stile reggae che contraddistingue la band.

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