Per il suo compleanno Federico Poggipollini si regala un nuovo disco: “Canzoni Rubate”

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Federico Poggipollini

Un titolo, Canzoni rubate, che racconta da solo ciò che è il senso ultimo del disco che Federico Poggipollini ha deciso di regalarsi e di regalarci per il suo 53esimo compleanno. Un inno e un omaggio alla musica, sua e di altri.

L’album uscito oggi, giorno del compleanno di Federico, su tutte le piattaforme online e in versione fisica è infatti una vera a e propria raccolta di canzoni. Ci sono innanzitutto ben 9 brani portati al successo da cantautori, band e artisti internazionali che Capitan Fede prende in prestito, anzi ruba, e fa un po’ suoi.

Si tratta di pezzi rielaborati in pieno stile Poggipollini, ri-arrangiati con una forte presenza di chitarre –  come c’era da aspettarsi da un artista che considera questo strumento una parte di se –  e maneggiati con estrema cura. Anche questa, un’attitudine tipica di chi ha l’abitudine di pizzicare le corde fra le dita. Canzoni rubate  è, nella parte che riguarda le cover, davvero un disco realizzato con l’attenzione che si deve al lavoro altrui, che non può e non deve essere stravolto, ma senza alcuna paura di osare.

Perché l’impronta – tanto vocale che musicale –  di quello che è uno dei migliori chitarristi italiani sulla scena, in questo lavoro discografico si sente forte e chiara.

Accanto ai brani già conosciuti ce ne sono altri 7, strumentali e originali, che fanno da collante in questo insolito pacchetto musicale. Un mix e un saliscendi di note che pesca, per le origini delle cover e per le influenze negli altri pezzi, soprattutto dagli anni 70-80. E fa l’occhiolino allo stile progressive.

C’è in più anche un altro brano, Delay, inedito e cantato da Federico.

E questo si costruisce, anche semanticamente, su un gioco di parole. Originariamente era stato pensato per essere cantato da una voce femminile e, forse anche per questa ragione, sfrutta l’assonanza tra i titolo e le parole “di lei”. Ma, alla fine, l’unica canzone inedita del disco risulta essere un vero classic rock dalle sfumature vintage, che impreziosisce il lavoro musicale e quello di rivisitazione portato avanti nel resto dell’album.

Poggipollini in questo lavoro discografico si mostra a tutto tondo: un artista che, da anni, non è solo la “spalla” e la chitarra di Ligabue ma parte integrante del pacchetto musicale che rappresenta Luciano. E che, negli ultimi tempi, si sta ritagliando uno spazio personale non indifferente. Anche a contatto con altri colleghi.

A partire da Michael Urbano, ex batterista proprio di Ligabue, che ha suonato la batteria e curato la produzione di ben 5 brani di questo disco. Passando per Annalisa che lo ha voluto accanto e lei sul palco di Sanremo nella serata dei duetti. E arrivando fino a mostri sacri della canzone.

Gianni Morandi ed Eugenio Finardi, ad esempio, con cui in Canzoni rubate Capitan Fede riporta a nuova vita successi come Varietà e Trappole. O attraverso featuring più freschi, come quello con il giovanissimo Cimini, insieme al quale riesce a rendere Monna Lisa di Ivan Graziani un ironico e interessante incontro di due timbri vocali lontanissimi.

Quest’ultimo duetto allaccia anche i rapporti tra due bolognesi, uno di origine e l’altro di adozione: Federico Pogipollini che a Bologna è nato ed è rimasto legato da sempre e Federico Cimini, calabrese, che l’ha scelta invece da dieci anni come nuova casa.

La città di Piazza Grande, tanto amata dagli artisti che l’hanno attraversata e raccontata negli anni, diventa – accanto ai brani strumentali, tutti scritti alla chitarra durante il lockdown – il secondo filo rosso che attraversa l’album. Non solo per il duetto tra Fede&Fede, ma anche grazie alla versione voce e chitarra de Il Chiodo, brano degli Skiantos (anche loro bolognesi) ealla rielaborazione di Città in fiamme, brano della band bolognese Tribal Noise in cui Federico suonava il basso.

Forse proprio a causa del suo animo vintage, il disco è costruito, come fosse un vinile, su un lato A e uno B. Il primo – che contiene i tre feat. e termina con È l’aurora (Prudente e Fossati) – dal taglio più rock e, a tratti, addirittura elettronico. Il secondo che riparte proprio da Il Chiodo, dai suoni più classici e puliti, meno artefatti. E con gli strumenti vivi a fare da protagonisti.

Canzoni rubate va ascoltato tutto ad un fiato, unendo l’ideale lato A al probabile lato B. È un percorso musicale composto da 17 brani da attraversare facendosi prendere per mano direttamente dalle chitarre di Poggipollini. Un viaggio che permette di ritrovarsi in un preciso periodo storico, il decennio 70-80, descritto da uno stile musicale intenso e non immediato. Ma anche di tornare prepotentemente al presente, con alcuni titoli assolutamente contemporanei, come Lockdown e Bobcat che fanno riferimento all’epoca che stiamo vivendo.

Tutto il disco però è univocamente caratterizzato da una potenza, un ritmo incalzante e uno spessore culturale che riescono perfettamente a convivere e merscolarsi. E ad annullare totalmente ogni distanza temporale.

Ecco la tracklist di Canzoni rubate:

01. Elissa
02. Varietà (feat. Gianni Morandi)
03. Delay
04. Ms.Ette
05. Trappole (feat. Eugenio Finardi)
06. Lockdown
07. Monna Lisa (feat. CIMINI)
08. E’ l’aurora
09. Il Chiodo
10. Bobcat
11. Città in fiamme
12. Rise
13. Vincent Price
14. Hondo
15. Malamore
16. Neifile
17. Impossible Dream

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