Fedez attacca Pillon: «La legge Zan è una priorità. Quali sono le vostre? I selfie di Salvini senza mascherina?»

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Dopo Elodie, anche Fedez si schiera a difesa della legge Zan contro l’omofobia, che doveva approdare ieri nell’ufficio di presidenza della commissione Giustizia del Senato, ma la cui calendarizzazione è stata rinviata. Un ostruzionismo da imputare alla Lega, da sempre contraria al varo della legge. Fedez difende il Ddl del deputato del Pd, Alessandro Zan, nelle storie del suo profilo Instagram, attaccando in particolar modo (come ieri Elodie) il senatore leghista Simone Pillon, tra i più tenaci contrari alla sua approvazione.

Nei video postati nelle storie IG, Fedez riassume l’obiettivo della legge, contestando la prima dichiarazione di Pillon, che sostiene si tratti di una legge che darebbe il via libera agli uteri in affitto. “Che è un bel titolo – dice il rapper – il punto è che nel Ddl Zan non si parla di uteri in affitto”. Lo attacca poi sulla questione delle priorità, ricordando al senatore che su questi temi ha costruito la sua carriera politica. “Lei è famoso per essere quello del Family Day, e oggi si toglie dal dibattito così? Non è da lei, entriamo nel dibattito!”, provoca il rapper, che mostra anche un pezzo di video tratto dal Family Day, in cui Pillon affermava che la società è impazzita perché “i bambini sono costretti a truccarsi”.

Il cantante non risparmia attacchi alla Lega neanche sul piano vaccinale lombardo, e sulla terapia intensiva in Fiera per la quale alcuni donatori starebbero chiedendo indietro i soldi. “Quando io e mia moglie invitavamo nel nostro piccolo a indossare le mascherine, mentre il vostro leader andava in giro a fare assembramenti, a farsi i selfie senza mascherina, per lei era una priorità dire ‘Fedez è un personaggio blasfemo che uccide la nostra civiltà e non può fare appelli di questo tipo’?”.

Un appello da padre” , conclude il cantante, andando dritto al punto. “Io ho un figlio di tre anni che gioca con le bambole, e questa cosa non desta alcun tipo di turbamento in me. Non provocherebbe alcun turbamento in me se un giorno dovesse sentire l’esigenza di truccarsi, mettersi il rossetto, lo smalto, una gonna, perché ha il diritto di esprimersi come meglio crede. La cosa che mi destabilizza è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare le dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese. Questa per me è una priorità”.

Il senatore Pillon, che nelle scorse ore ha scritto un post per esultare del rinvio della discussione sulla legge Zan contro l’omotransfobia e la misoginia, rompe il silenzio, e risponde a Elodie, ancora sui social. “Cara Elodie – scrive su Twitter – chiedere rispetto è giusto, e secondo noi le leggi in vigore già lo garantiscono. Sarebbe anche utile dare il buon esempio. Dire che qualcuno è ‘indegno’ non è un complimento. Chi vuole rispetto offra rispetto. Parliamone. Quando e dove vuoi. Buona vita”.

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