Pacifico: “Gli anni davanti”, un brano figlio di questo tempo per il film GENITORI VS INFLUENCER

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È Pacifico a firmare la colonna sonora del film Genitori VS influencer, in uscita il prossimo 4 aprile su Sky cinema, per la regia di Michela Andreozzi e con Giulia De Lellis e Fabio Volo.

È stato proprio quest’ultimo, amico di vecchia data di Luigi “Gino” De Crescenzo (nome anagrafico di Pacifico), a coinvolgerlo nel progetto. Volo – che influencer ante litteram lo è stato per 20 anni attraverso i microfoni di una radio – ha indirizzato e trasportato questo artista molto riservato e schivo verso il mondo degli influencer e dei social media. “Eppure oggi parlo parecchio – ammette Pacifico – questa è una conseguenza dei lockdown: stiamo così in silenzio e lontani dagli altri, che appena abbiamo l’opportunità di parlare, diventiamo logorroici”.

Oltre alle musiche il cantautore milanese, che vive ormai da anni stabilmente in Francia, ha firmato anche il brano portante del lungometraggio: Gli anni davanti.

Un pezzo scritto per immagini, metodo tipico del connubio tra note e pellicola, in cui si parla di possibilità e  futuro, con una speranza ben precisa: “gli anni davanti ci aspettano/io e te abbracciati a riparo da questa vita saremo lì”. Un testo che, pur non ricalcando esplicitamente il periodo che stiamo vivendo, ne subisce – per forza di cose – le influenze nel mood. “È stato scritto un paio di mesi fa, ha dentro la consapevolezza di come le cose possano cambiare in un attimo ma è anche un brano esortativo. Le canzoni spesso descrivono delle fragilità e delle precarietà, gli riserviamo la possibilità di confortarci quando siamo esposti. In questo caso volevo che il pezzo avesse un suono unico, anche avendo compreso il tono leggero della commedia”.

Un’esperienza non del tutto nuova quella di scrivere per il cinema. Il cantautore – che negli anni si è dedicato anche a monologhi e libri– lo aveva fatto già nel 2003 con Ricordati di Me di Gabriele Muccino per cui aveva firmato un brano dallo stesso titolo del film. Nonostante si sia fatto tentare, nel tempo, da altre forme di divulgazione della parola, ritorna però sempre alle canzoni, scritte per se e per altri colleghi che costruisce un pezzetto per volta: “ogni riga è per me una mensola”.

Rispetto al passato, ci sono però due differenze fondamentali in questa nuova collaborazione cinematografica. La prima è un po’ causa del lockdown: mentre per il film di Gabriele Muccino, l’artista era arrivato in coda a scrivere un brano a “prodotto confezionato”, questa volta  non ha visto immagini o anteprime. Pacifico ha dovuto lavorare a scatola chiusa, facendosi guidare dalla forza delle parole di una sceneggiatura che ha definito molto dettagliata e dalle telefonate della regista Michela Andreozzi. Ma ammette che scoprire (a film realizzato) quanto le sue musiche si sposassero bene con le immagini e le scene è stata la cosa più gratificante dell’intero lavoro.

La seconda ragione è molto più personale: questa volta confrontarsi con un film che tratta di genitori e figli ha un sapore diverso e più coinvolgente, perchè oggi Pacifico è papa di Thomas Riccardo, nato nel 2011 . “Lui è ancora alle soglie del tema trattato da questo film, usa gli strumenti offerti dalla rete ma non si confronta ancora troppo con gli influencer. È qualcosa che arriverà e io, come tutti i genitori, cerco un modo per informarmi e tenere il passo”.

E poi aggiunge: “Oggi da padre vedo ciò che mio padre forse vedeva in me. I meccanismi sono gli stessi del passato ma sono cambiati i mezzi: mio figlio mi mostra gli YouTuber e i Pokemòn e mi apre a un mondo che non conosco, io ricordo ancora mio padre che si stupì a vedermi inserire una VHS nel videoregistratore. E per me era ovviamente una cosa normalissima. È il rapporto con le novità e il tempo che passa”.

Quello che non passerà mai, però, è la necessità di avere a che fare con “il bello che non ha anagrafe” e può essere compreso da tutte le generazioni: genitori, figli e influencer, ciascuna a modo suo.

E, nonostante il periodo poco felice che il comparto musicale e creativo vive, Pacifico è molto ottimista: “L’arte non si fermerà, ha superato guerre e carestie, supererà anche questo momento. La scintilla non si spegnerà”.

Come oltrepasseremo questo periodo difficile per il lavoro e per i rapporti umani?  A questo, lui come tutti noi, non sa dare risposta. Di certo ci porteremo colpi e strascichi di questi anni difficili ma, anche un po’ rotti, come canta nel suo brano in uscita il prossimo 5 aprile, ci riusciremo: “Che serve rabbia coraggio in questa vita”.

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