“Stupido hotel”: l’album di Vasco Rossi oggi compie 20 anni

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Stupido hotel

Lo Stupido hotel di Vasco Rossi oggi compie 20 anni. Era infatti il 6 aprile 2001 quando Vasco dava alle stampe il suo tredicesimo album di inediti. Un disco che si discostava molto dal precedente, con pesanti sonorità elettroniche (a dire il vero in alcuni casi invecchiate non benissimo), che si ricorda soprattutto per due autentici capolavori come Siamo soli (singolo di lancio uscito quattro giorni prima rispetto all’album) e Stupido hotel, potente title track che a tutt’oggi rappresenta uno dei pezzi più ispirati ed evocativi fra quelli pubblicati dal Blasco nel terzo millennio.

«Ci sono hotel per tutti nel rock… ogni grande artista ha un suo hotel…», scriveva Rossi nel presentare il disco sulla fanzine Il Blasco, per poi aggiungere: «È una condizione dell’anima… È uno stato d’animo, quello che segue una sbornia! Quello che segue una fuga… non da sé stessi, forse proprio per ritrovare sé stessi o almeno per frequentare quella parte oscura di sé spesso sconosciuta che, dentro ognuno di noi, lavora… macina imprigionata dentro le abitudini, il lavoro, la scuola, dentro la convenienza, l’educazione, la necessità, ma che contribuisce a formare quell’equilibrio delicatissimo e fragile che è la nostra personalità!».

Il lancio del disco fu ovviamente in grande stile. Per l’occasione, a Milano, presso la galleria Grazia Neri, fu organizzata una mostra fotografica di Efrem Raimondi, autore anche dello scatto di copertina. Per chi non lo sapesse, l’albergo immortalato è l’Hotel Carducci 76 di Cattolica. Venne anche aperto un sito temporaneo, www.stupidohotel.it, dove era possibile navigare per scoprire tutti i segreti dell’album.

«Ho impiegato due anni a scrivere le parole di questo album, due durissimi anni di selezione letteraria durissima e spietata – disse Vasco all’epoca – Il precedente cd era più cantautorale, ma anche in questo album ci sono due o tre canzoni da “cantautore”… tipo Canzone generale, Tu vuoi da me qualcosa, Ti prendo e ti porto via… A me piacciono molto quei brani… riescono a mettere a fuoco sentimenti e ironia allo stesso tempo».

Come singolo di lancio, si è detto, venne scelta Siamo soli. Il video, firmato da Swan, fu girato in due diverse location: la linea 3 della metropolitana di Milano e la stazione Roveri della suburbana di Bologna. Per girare il video furono utilizzate 120 comparse, per lo più attori di compagnie teatrali, mentre  come attrice co-protagonista fu scelta Irene Ferri.

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Sempre alla fanzine Il Blasco, Guido Elmi (produttore del disco) raccontò che i primi pezzi erano stati scritti nel 1997 e che nell’autunno di quell’anno c’era stata anche la prima sessione di lavoro. Ce ne fu poi una seconda alla fine del tour del 1999 e nel 2000 tutte le energie di Vasco e del suo team furono indirizzate sul nuovo disco da completare. Una lavorazione complessa, in tre anni furono scartati circa venti brani. «Questo cd rappresenta la continuazione del lavoro avviato con Nessun pericolo per te, ma con alcune influenze pop e molta attenzione alla tournée estiva – scriveva Elmi – In pratica i dieci pezzi sono potenzialmente già arrangiati per il live act».

Il secondo singolo del disco fu Ti prendo e ti porto via, canzone con la quale Vasco vinse quell’anno il Festivalbar. Il premio, nell’occasione, fu doppio, perché Stupido Hotel vinse anche come miglior album. Il titolo della canzone era preso pari pari da quello di un bellissimo romanzo di Niccolò Ammaniti. «Il fatto è che lui ha letto il mio libro e gli è piaciuto – dichiarò all’epoca lo scrittore alla fanzine Il Blasco – Il pezzo mi ha fatto un po’ strano… Se devo dirti la verità, non è quello che preferisco. Siamo soli mi piace di più, però è chiaro che mi ha colpito moltissimo sotto l’aspetto affettivo…».

Standing ovation, terza traccia del disco e quarto singolo estratto, ha un bell’arrangiamento, curato da Guido Elmi insieme a Celso Valli. Fra gli autori della musica figura anche Stefano Bittelli. Raccontava all’epoca Elmi: «Si è partiti da un mio giro armonico a cui Vasco ha fatto la melodia della strofa, mentre Bittelli ha lavorato sulla melodia dell’inciso, del ritornello».

Perché non piangi per me, sesta traccia dell’album, è l’ultima canzone co-firmata da Massimo Riva (scomparso due anni prima) incisa da Vasco.

Canzone generale, che chiude l’album, richiama invece in modo chiaramente ironico La canzone popolare di Ivano Fossati. Dal vivo, a rimarcare il concetto, imbracciando la chitarra (caso abbastanza raro nella sua carriera) Vasco accennava anche Jesahel, storico brano del 1972 dei Delirium, band nella quale all’epoca militava Fossati.

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Il cantautore genovese non la prese benissimo. Quell’anno pubblicò un disco intitolato Not One Word ed in un’intervista pubblicata dal quotidiano La Stampa il 16 maggio 2001 testuale dichiarò: «La “Canzone generale” merita come risposta il titolo del nuovo disco: non una parola. Io non sapevo niente, leggevo davanti alla tv, ho visto la faccia di Vasco, ho sentito il mio nome. Non ho mai ascoltato quel brano, mi hanno detto che è una scemenza».

Stupido Hotel

Il disco fu seguito dal solito tour trionfale, nel corso del quale per la seconda volta Vasco cantò ad Imola, dopo il clamoroso successo del 1998. In occasione della data zero di Fabriano del 10 giugno, però, qualcosa andò storto. «Pare che a Fabriano sia andata molto bene… a parte la caduta iniziale! – raccontò Vasco – L’hanno visto tutti, sono caduto dal palco alla prima nota del primo pezzo! È andata bene, la pedana era bagnata e scivolosa, una caduta da copione e le prime parole del secondo pezzo, Quel vestito semplice, sembravano scritte apposta. Quella caduta è stata un bel segnale… Ok, andrà tutto bene!».

Finito il tour, appendice settembrina compresa, Vasco si dedicò alla realizzazione del video di Stupido hotel, che fu girato all’interno delle grotte di Frasassi, in provincia di Ancona. La regia fu affidata a Stefano Salvati, i problemi fra i due erano ancora lontani da venire. Salvati, sempre alla fanzine Il Blasco, raccontò che la prima idea del video, nata nel mese di giugno, fu poi abbandonata a causa degli attentati dell’11 settembre.

«Proposi a Vasco di affidare la sceneggiatura del video a un grande personaggio del cinema – spiegò Salvati – Un personaggio che ha influenzato fortemente la mia formazione professionale e che ho incontrato per la prima volta l’anno scorso a Bologna, quasi per caso. È un personaggio mitico ma poco conosciuto al grande pubblico perché, dopo i primi incredibili film dei primi anni ’70, ha seguito un percorso artistico anomalo, tutto suo, in linea con il personaggio… Si definisce un filosofo alchimista, adesso vive a Parigi, legge le carte per sé e per gli altri, lavora in teatro e la sua mente viaggia velocissima, proprio come piace a Vasco».

Sembra il ritratto di Alejandro Jodorowsky, ma non ne avremo mai la conferma. E mai vedremo quel video, la cui sceneggiatura, di 8 pagine fitte firte, Salvati definiva «surreale, potentissima, devastante».

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Su quotidiano la Repubblica, il 5 aprile, Giuseppe Videtti scriveva: «Se tutto l’album fosse all’altezza di Siamo soli, Vasco avrebbe bissato quel capolavoro che fu Gli spari sopra (un album decisamente incompreso dalla critica). Perché non piangi per me è un pezzo più nelle corde di Patty Pravo che nelle sue. E Standing ovation della Bertè. E’ migliore l’escursione hip hop di Io ti accontento, che ospita le voci di due rapper, Black Diamond e Monyka “Mo” Johnigan».

Lo stesso giorno, sul quotidiano La Stampa, Marinella Venegoni definiva Stupido hotel «una bella sfida stilistica, vinta». La giornalista però bacchettò Vasco per il verso «io ti violento» contenuto all’interno di Io ti accontento, canzone peraltro abbastanza dimenticabile. «Con tutti i cattivi maestri già in circolazione – scriveva la Venegoni – non si sentiva proprio il bisogno che anche lui si mettesse nell’elenco. Sarà maschilismo estetico, ma sempre maschilismo è».

Stupido hotel

La risposta di Vasco, piuttosto piccata, tardò una ventina di giorni e fu pubblicata su La Stampa il 24 aprile. La potete leggere qua sotto, con tanto di controreplica in calce della Venegoni.

Stupido hotel

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