Meazza: in un singolo racconto “Le parti peggiori” dell’amore

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Vincitore del Festival di Sannolo 2020 con Mari Stregati, il giovane Meazza torna con un nuovo singolo. Un brano dalle influenze elettro-pop e dal ritmo leggero che affronta, però, un tema pesante: quello dell’amore che non ha la forza di finire.

Il titolo è emblematico: Le parti peggiori. Si tratta di un brano che racconta di una storia in cui l’amore e il dolore camminano di pari passo, quasi sfiorandosi. Una di quelle relazioni che va avanti per inerzia e in cui la voglia di ferire l’altro a volte supera anche quella di preservare se stessi. Il sentimento è forse consumato, ma manca l’onestà per ammetterlo.

La promozione de Le parti peggiori è stata abbinata ad un LOVE TEST, un questionario auto-ironico sulle relazioni a cui l’utente risponderà per approdare in modo creativo all’ascolto del singolo e che serve anche a smorzare un po’ i toni dell’argomento.

Il pezzo è anche accompagnato da un videoclip in cui oggetti e liquidi travolgono il  giovane cantautore e rappresentano l’escalation delle discussioni in una coppia. C’è però un lieto fine: la consapevolezza che anche lo sporco più sporco, se l’amore c’è e persiste, può essere lavato via.

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Abbiamo intervistato Meazza per farci raccontare qualcosa in più su questo pezzo e sul suo cammino artistico.

Come e quando è nato Le parti peggiori?

Ho finito di scrivere Le Parti Peggiori nel 2020 poco prima del lockdown. Il testo è stato scritto di getto e senza pensare a quale sarebbe stata la tematica. E’ stato in un certo senso un testo rivelatore.

Si parla di relazioni difficili, in particolare di quelle storie in cui dolore e sentimento camminano di pari passo fino al punto di voler quasi ferire l’altro e di fare male anche a se stessi. Si tratta di qualcosa che hai vissuto sulla tua pelle?

Esattamente, scriverlo mi ha aiutato a fare i conti con me stesso e con quello che stavo vivendo e con il modo che avevo di gestire le relazioni. Penso sia un tema su cui vale la pena riflettere e in questo pezzo mi sono rivolto agli ascoltatori. Ho cercato di accogliere con il suono ma anche di scuotere con le parole.

Credi, come accade a molti, che i grandi amori siano tutti come quello che canti in questo brano e cioè che debbano necessariamente accompagnare la passione con la sofferenza?

Assolutamente no, forse parliamo di amori immaturi. C’è tempo per vivere le proprie esperienze e farsi la propria idea. Penso che il vero amore sia un amore privo di sofferenza.

Musicalmente il pezzo attraversa un’atmosfera elettro-pop, come mai questa scelta stilistica?

Con il mio produttore Ioska Versari abbiamo deciso di vestire questo brano con questa identità sonora e con un idea precisa: trovare un arrangiamento che aiutasse a creare un contrasto tra la pesantezza della tematica e la leggerezza all’ascolto.

Al pezzo è stato abbinato un love test ironico sui rapporti di coppia. Da cosa arriva questa idea?

Il love test è un’idea che ci è venuta discutendo in team. Abbiamo voluto creare un qualcosa che portasse l’ascoltatore ad interagire in modo creativo con Le Parti Peggiori. Il risultato è un Love test auto ironico che punta anch’esso a smorzare la pesantezza della tematica.

Il brano segue altri due singoli un po’ provocatori anche nei titoli (vedi STRxxxO) o nei testi dove non disdegni qualche parolaccia. Ti ritieni un artista che vuole smuovere il pubblico con questi piccoli eccessi?

Non c’è nulla di calcolato in ciò che scrivo e metto in  musica. Mi ritengo una persona che si emoziona, un artista che scrive i propri pensieri senza freni e li canta.

Con Mari Stregati hai vinto il Festival di Sannolo che per il 2020 – come tanti altri eventi – è stato solo online. Come hai vissuto questa esperienza?

E’ stata una bellissima esperienza. Contrariamente a quanto si possa pensare, aver partecipato al festival online ha permesso di avere una maggiore esposizione. Gli streaming sono andati molto bene e ne sono felicissimo. E’ ovvio che sia mancato il contatto con il pubblico ma ci sono state altre cose belle.

Che progetti ci sono nel tuo futuro?

Suonare e tornare a fare musica dal vivo. Scrivere ed emozionarmi sempre. Far uscire i pezzi che ho già prodotto e aspettano solo di essere ascoltati. Valuteremo i prossimi passi in team. Non vedo l’ora!

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Maria Francesca Amodeo
Classe 1991, calabrese, testarda e abitudinaria. Ho conseguito un master in giornalismo politico, economico e di informazione multimediale alla Business school del Sole24Ore. Amo il mare, soprattutto quello di casa mia. Le grandi passioni della mia vita però sono soprattutto tre: la politica, la scrittura e Luciano Ligabue. Ho così tanti sogni nel cassetto che non so più dove mettere i vestiti!

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