Paolo Brancaleoni. Una festa per le “Memorie di fine millennio” 20 anni dopo

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A vent’anni dal primo libro/cd Memorie di fine millennio, l’artista umbro Paolo Brancaleoni esce con Memorie di fine millennio 2.0 con la partecipazione  di numerosi artisti che lo accompagnano nelle varie canzoni. Abbiamo raggiunto il cantascrittore, così si definisce, per farci spiegare come sia riuscito a pubblicare un album così ricco di ospiti nonostante la pandemia.

Vent’anni di note e canzoni, quali sono state le maggiori soddisfazioni?

Salire sul palco con maestri come Dario Fo, Gary Snyder, l’ultimo poeta della beat generation ancora in vita, e molti altri che hanno prestato anche la loro voce alle mie canzoni per me questo vale più di ogni altra cosa. La conferma di questo mio percorso l’ho avuta in questa rivisitazione del mio primo disco “Memorie di fine millennio”, dove sono intervenuti in maniera molto amicale e sincera artisti che ho molto stimato come Alberto Fortis, Giovanni Lindo Ferretti, Paolo Benvegnù, Bernardo Lanzetti, Neri Marcorè, Edoardo De Angelis, Erriquez della Bandabordò, Marino Severini dei Gang, Rosario Di Bella, Gabriele Mirabassi, Peppe Consolmagno, presenti nelle dodici tracce di questo mio ultimo cd.

Nell’album appena pubblicato vi sono canzoni inedite?

Sì ho voluto inserire due inediti. Il primo s’intitola Strane sensazioni che doveva già essere inserito nell’album originario di vent’anni fa, ma l’avevo ecluso, proprio perché nei concerti era quello più richiesto e la gente lo chiedeva anche come bis e ci ballava. Una preferenza che in qualche modo mi urtava, perché metteva in secondo piano canzoni che secondo me meritavano di più. Quando ho raccontato questa cosa ad Erriquez, che ha cantato assieme a me questa canzone, lui mi ha dato ragione e mi ha detto che anche per lui a volte succedeva la stessa cosa. L’altro inedito invece s’intitola Gaby, una canzone scritta poco dopo l’uscita del mio primo cd e finita in un audio libro della scrittrice Silvana Pansa, che scrive favole per bambini. La canzone parla del mondo dei disabili.

Quali sono gli argomenti che preferisci sviluppare nella scrittura e nelle canzoni?

Parlo della vita in genere, cercando di non rimanere in superficie ma andando a scavare sempre più in profondità e cercando di abbattere i luoghi comuni anche se non sempre ci si riesce, perché bene o mele siamo tutti invischiati e parte di questo mondo. Per me scrivere oltre ad essere un momento veramente terapeutico diventa anche un momento conoscitivo e di crescita.

Come sei riuscito a coinvolgere così tanti artisti? 

Molto semplicemente alzando il telefono e chiedendo direttamente a queste straordinarie persone  di partecipare a questa festa di compleanno di questo mio primo cd, perché di questo si tratta. Non è un’operazione né di marketing, né studiata a tavolino e questo loro lo hanno ben compreso e hanno partecipato volentieri  regalandomi il dono più bello, cioè la loro arte, la loro anima.

Le registrazioni sono state richieste a distanza o con qualcuno hai avuto con qualcuno hai maturato rapporti personali?

Diciamo che le registrazioni essendo avvenute nell’arco dell’ultimo anno e mezzo ed essendoci stato il lockdown sono state fatte per metà a distanza.  Con la maggior parte degli artisti avevo però maturato rapporti personali, altrimenti non avrebbero mai partecipato a questa  festa.

Salta all’occhio la presenza di Erriquez, come l’hai conosciuto, era già sofferente?

Con Erriquez c’eravamo conosciuti ad Alcatraz, l’agriturismo di Jacopo Fo, dove avevamo suonato assieme a Nada, Fausto Mesolella, Stefano Benni e molti altri per festeggiare i trent’anni anni della struttura. In quell’occasione Dario Fo si esibì assieme ad ognuno di noi cantando le sue canzoni. Io feci  Via del campo la cui musica era stata tratta da una ballata di Jannacci e Dario Fo dal titolo La mia morosa la va alla fonte, mentre i Bandabardò eseguirono il blues di Pianto dei piantatori di piante. Erriquez mi ha confessato di non essersi mai emozionato come quella volta lì, nonostante abbia suonato anche al Primo maggio difronte a migliaia di persone. Quando abbiamo registrato Strane sensazioni a Fiesole, a casa di Erriquez, sapevo che lui non stava molto bene ma non ero a conoscenza della gravità della sua malattia. Ho apprezzato molto questo suo gesto, anche perché credo che questo sia anche la sua ultima registrazione; questo fa capire la grandezza non solo del meraviglioso artista ma anche della splendida persona quale lui era ed è ancora nei cuori di chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo. 

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Zona editore, 2014) e Cose dell'altro suono (Arcana, 2020).

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