“Il respiro del tamburo”. Un libro di Gigi Cavalli Cocchi

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Con uno dei suoi mitici “colpi di penna”, nell’introduzione de Il respiro del tamburo “quel gran genio del mio amico” Riccardo Bertoncelli definisce Gigi Cavalli Cocchi «campione mondiale di una disciplina che chiamerò “divagazione creativa”».

Ai più Gigi Cavalli Cocchi è noto come batterista dei ClandDestino, la band che accompagnò Ligabue dal 1989 al 1994. Altri lo conoscono come il grafico che ha ideato le copertine di album amatissimi come Ligabue, Lambrusco coltelli rose & popcorn, Sopravvissuti e sopravviventi e A che ora è la fine del mondo? 

Gigi Cavalli Cochi

In realtà Gigi ha fatto un sacco di altre cose. Per esempio è stato uno dei componenti dei CSI e dei Mangala Vallis, è tra i cofondatori del gruppo folkrock Lassociazione, ha realizzato copertine anche per Stadio, Teresa De Sio e Nomadi, ha ideato festival, ha collaborato come disegnatore con quotidiani e periodici.

Gigi Cavalli Cochi
Incontro col Dalai Lama

Ora ha dato alle stampe questo libro intitolato Il respiro del tamburo. Storie di successi e di mai successi (Anniversary Books, 20 €). Essendo appunto «campione mondiale di “divagazione creativa”», Gigi salta in continuazione di palo in frasca, raccontando di sé, dei tantissimi incontri professionali e personali che ha avuto nella vita (da Steve Hackett a Ian Anderson, da Mauro Pagani a Lino Vairetti e decine di altri), ma soprattutto infarcendo questo volume arricchito da numerose fotografie e tavole grafiche di aneddoti davvero curiosi. Io per esempio mica lo sapevo che Athos Davoli, fondatore dell’omonima ditta che negli anni 60-70 forniva l’amplificazione a quasi tutti i concerti, compresi quelli mitici dei Beatles e dei Rolling Stones, era di Correggio. Tra l’altro, fu lui a inventare il primo sintetizzatore italiano, chiamato Davolisint. 

Procedendo a zig zag, nel suo libro Gigi passa senza colpo ferire dal primo 45 giri che acquistò (dei Led Zeppelin) all’incontro col Liga. Per poi raccontare altre storie legate a Greg Lake, al Conte Dracula e alla Dinamo Rock, la Nazionale italiana di calcio di cui facevano parte i musicisti rock. Insomma, è un libro decisamente schizofrenico, ma ricco di curiosità e che si legge con piacere.

Gigi Cavalli Cochi

Qui di seguito un breve estratto, che serve a capire qual è il mood de Il respiro del tamburo: 

La sua collocazione sul palco fa del batterista un protagonista privilegiato. Dal suo punto di osservazione nulla sfugge, un po’ come per l’estremo difensore nello sport, che sia calcio, hockey o pallanuoto, e “se non hai un buon portiere là dietro, hai un bel da segnare reti, la partita non si vince!”. La sezione ritmica rappresenta a tutti gli effetti le fondamenta che sorreggono tutto il resto. 

“I batteristi sono molto importanti per la mia musica e per il successo di ogni band… Il batterista è il battito cardiaco di una canzone. Deve essere bravo, se no muori”.  (Neil Young) 

Diventare batterista è la cosa più “facile” ed “economica” che esista. Basta prendere un paio di cucchiai di legno ed è fatta: pentole, coperchi, fustini da detersivo, libri, barattoli, bicchieri, tavoli e sedie. Per buona parte, il mondo intorno a noi, se percosso, suona: il mondo è una gigantesca batteria! 

Gigi Cavalli Cocchi

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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