Achille Lauro presenta “Lauro”: “Vivo la vita cercando sempre di costruire qualcosa”

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 “Da una panchina di una delle periferie più violentate di Roma all’Olimpo della musica italiana.

Dal degrado dei palazzi di Vigne Nuove ad una vita criticata e celebrata, sotto la luce dei riflettori.

La leggenda nera grava su ragazzi persi che diventano icone di una generazione.

Nessuna omologazione. Mai.

Solo eccesso, follia, libertà, disobbedienza.

Poesie scritte su pezzi di carta stropicciati, dove il buio è giorno e la luce è notte.

Chiacchiere e maldicenza che diventano bollettino quotidiano della vita di un ragazzo di strada.

Quella strada che diventa immagine da copertina.

Sempre fuori da generi musicali e mode.

Sprezzante delle classifiche che ti imprigionano in uno stereotipo.

Angelo nero vessato e sprezzato.

Rockstar lapidata dal gossip del volgo.

Madonna incoronata guardata con sospetto e vilipesa.

Menefreghista e indolente agli insulti, paracadutato sul più grande palco della musica italiana fino ad essere amato come una vergine sacrificale.”

Con queste parole Achille Lauro presenta il suo nuovo album, intitolato semplicemente Lauro, in uscita domani, venerdì 16 aprile. Si avverte quanto Lauro tenga a questo lavoro, ed è un fiume in piena di parole e racconti per spiegare questo nuovo progetto. Un album multisfaccettato e vario, esattamente come vuole essere lui:

“Tutti abbiamo milioni di personalità e sensazioni, cerco solo di fermarne qualcuno. Ogni progetto ha tante chiavi di lettura. Alcuni vedono solo la punta dell’iceberg, sono ossessionato dal dettaglio, e metto in discussione tutto 100 volte. Sono cresciuto con artisti figli di nessuno, e alcuni scrivevano molto bene. E mi chiedevo sempre se fosse a livello. Mi chiedo sempre se il mio prodotto è perfetto. La copertina è una cover minimalista, al contrario di cioò chi ci si aspetterebbe da me. Sono 5 quadri. E una matafora della vita. Il gioco dell’impiccato come si vede non permette di avere il nome completo, infatti la o è rossa. Può essere la fine di un amore, una fine lavorativa, o quando ti correggevano i compiti a scuola. C’è anche il rifiuto della fine che ci è stata imposta. A Sanremo ho incarnata generi musicali che rappresentano la mia crescita artistica. Ogni volta c’è sempre tanta strada fatta. La prima serata è la scelta di essere, di libertà, di glam rock., di esseere tutto o niente. Essere qualcosa di teatrale e la solitudine rappresentata dal trucco. La U è voglia di rinascita, frivola. A Sanremo ho detto Dio benedica gli incompresi. Molte icone sono diventate pop. Il punk rock è l’icona della scorretezza, il mio non essere mai in linea con il resto. La musica popolare va scomparendo. I ragazzi di oggi guardano ciò che funziona, invece è il messaggio che conta. Io ho fatto sempre il contrario di ciò che si sarebbero aspettati da me. La mia vera fortuna è stata avere persone che hanno avuto fiducia in me. La parte classic orchestra rappresenta la profondità della musica. Per me gli elememti dell’orchestra sono coloro che hanno studiato da solisti e insieme formano la grande opera. Non metto solo un costume o una parrucca, c’è la voglia di portare qualcosa di più grande. Per me la canzone ha un colore. Ogni volta che lo chiede mi rispondono sempre con ciò che penso io. Allora è vero che la caznone si guarda anche. Tutto quallo che si guarda anche è importante. Si tratta di non dormire la notte ed essere ossesionati perchè io amo ciò che faccio. Amo immaginare un progetto, i dettagli. Ho un team di persone che amano ciò che faccio. Il fallimento è successo e rappresenta ciò che siamo. Anche nei pezzi più semplici nulla è casuale. Sono stato felice del mio percorso a sanremo, perché oggi magari molte persone hanno capito che qualcosa dietro c’è”.

In questo album, racconta Lauro, ci sono tutte le sfumature della sua anima e i suoi gusti musicali, sempre con un pizzico di malinconia e nostalgia, che fa parte del suo carattere. Tutto, però, senza snaturare se stesso:

“Io scrivo tanto, e alcune le trovate anche nel mio libro. sono riflessioni su di me, sull’amore, sull’attrazione sessuale, su chi sono. Sono una persona malinconica che guarda al passato con malinconia,e al futuro sognando.  Il presente non lo vivo. Sono 12 facce di me a cui tengo molto, e chiedo di averne cura. Voglio che sia preso per quello che è. Molti mi hanno chiesto che magari ilmio personaggio può sovrastare il resto. Ma non resto mai nella mia zona di comfort, porto dei progetti. Ma cosa dovrei fare? Eliminare ciò che sono per fare successo? Ci sono dei brani in cui non c’è bisogno di nulla, come C’est la vie. Il disco è diviso in due parti, quella mia introspettiva, e l’altra è quella del sognatore punk rock. Non ho mai avuto l’appoggio economico della mia famiglia, a differenza di ciò che si dice. Sono figlio di gente onesta, e il mio voler andare avanti deriva da questo. “

Lauro si sente parte di una generazione che però ha perso molti dei riferimenti che aveva in passato e non è più capace di trovare se stessa:

“Sono una persona curiosa, imparo da chi ne sa più di me. La mia generazione non crede più, non sanno più chi vogliono essere. La generazione x di cui parlo non crede in Dio, o comunque non è quello della religione ordinaria. Femmina ad esempio parla del maschio che si nasconde dietro la virilità. Questa è una sfumatura caratteriale molto comune, tra le persone che non sono istruite al rispetto della figura femminile. Io sono un po’ allergico a quel mondo lì. Io ho avuto la fortuna di capire subito chi volevo essere e di crescere con persone più grandi di me e mi sono reso conto di non voler diventare come loro. Non rinnego nulla di chi sono stato e dove sono cresciuto. Roma è una città decadente ma anche poetica. Devo ringraziare tutto ciò che ho vissuto, perchè non sarei chi sono oggi. Non scambierei mai ciò che sono oggi con ieri.”

L’unicità , per Lauro, va tutelata in ogni sua forma, altrimenti si rischia un’omologazione pericolosa:

“Sono molto vicino a certe tematiche e ai diritti umani. La base è difendere il diritto di scelta, non solo di chi amare ma anche dare la possibilià ai giovani la scelta del cambiamento. Siamo in un momento di transizione nella storia dell’umanità . Metterci dentro dei recinti ci priva del nuovo. Siamo figli di stereotipi pericolosi.”

Lauro sottolinea più volte la forte  motivazione che c’è dietro ogni scelta:

“Non è che mi sieda per fare una battaglia sociale. Sono una persona tormentata dagli stati d’animo forti. Le canzoni sono veramente spontanee, a volte mi sfugge di “fermare” qualcosa. A volte mi sveglio anche la notte per appuntarmi dei pensieri. Quando mi capitano canzoni come Femmina, allora analizzo più a fondo., per far capire agli altri cosa c’è dietro. Per questo cerco sempre di portare qualcosa di più. A sanremo avrei potuto promuovere il mio album, tralasciando gli inediti. Ho provato a costruire uno spettacolo perchè a me piace creare.”

Anche se sul palco sale lui, Lauro non tralascia mail suo team, con cui crea e si confronta di continuo:

“Sono molto attento al background di una persona. Leandro (si riferisce a Leandro Manuel Emede, nuovo arrivato nel team e autore delle foto del progetto- n.d.r) è una persona di grande cultura e abbiamo lo stesso gusto. Nel nostro team si lavora tutti insieme e ognuno porta i propri spunti e le proprie idee. C’è sempre un percorso creativo in evoluzione. Ognuno ha il dovere di dire la propria. Leandro è una persona molto preparata che ha dato un impatto visivo diverso, è un esteta.”

Lauro prende ispirazione dalla vita e soprattutto da ciò che è stato:

“Sono stato infleunzato da tanti generi, credo si intuisca. Nell’ultimo anno mi sono appassionato al mondo fantascientifico e distopico. Prendo tanto da tutto, l’ispirazione è ovunque per me. Niente nasce da niente. Tutte le persone sono il risultato di ciò che sono state. L’identità è frutto di tante cose.”

Di paragoni a Lauro non piace molto parlare, ma per il semplice fatto che ognuno è unico a modo proprio. Quindi non dissente poi così tanto dalla parole che Renato Zero disse qualche mese fa, e sottolinea come anche lui provenga dalla periferia:

“Ognuno è qualcosa di unico e originale, ha ragione. Sono cresciuto nelle periferie, in contesti molto difficili. Di conseguenza io cerco di aiutare concretamente le persone. Ma non lo vado a sbandierare, l’importante è farlo, non dirlo.”

Non c’è una  canzone che lo rappresenta di più, ognuna è figlia di momenti precisi e personali:

“Il lusso che mi concedo è essere libero grazie al successo. Le canzoni mi fanno tornare al momento esatto in cui sono state scritte. Io le sento e le vivo, fanno parte di momenti miei intimi tutti legati alla vita. Voglio prima vivere e poi ritornare alla canzoni, per fare veramente ciò che faccio.”

La malinconia, afferma Lauro, è parte integrante del suo carattere ma anche dell’umanità in generale:

“Fa parte dell’essere umano, il mistero della vita e dell’essere umano mi mette alla prova.”

“Cerco continuamente qualcosa, e finisce nel momento in cui la canzone è finita. C’è una continua ricerca e tormento.” -spiega Lauro. “Tutto è una continua ossessione a qualcosa di più. Questo è il motore di ciò che faccio. Vivo la vita cercando di costruire qualcosa. I momenti per me sono veramente pochi, vivo in funzione di ciò che voglio sia il mio futuro.”

 

Tracklist di Lauro: 

  1.     PREQUEL
  2.     SOLO NOI
  3.     LATTE+
  4.     MARILÚ
  5.     LAURO
  6.     COME ME
  7.     FEMMINA
  8.     A UN PASSO DA DIO
  9.     GENERAZIONE X
  10. BARRILETE COSMICO
  11. PAVONE
  12. STUPIDE CANZONI D’AMORE

13. SABATO SERA

 

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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