Un omaggio a uno degli interpreti più raffinati del cinema francese
Nato a Parigi il 1° novembre 1951, Fabrice Luchini di origini italiane, ama la letteratura fino da ragazzo e poi studia recitazione prima di ottenere piccole parti nel cinema. Ben presto recita sotto la direzione di registi importanti Rohmer, Lelouch, Molinaro, Oshima e altri. L’attore, che detesta la mondanità, si impone da subito con il suo viso qualunque, come uno degli interpreti più straordinari del cinema francese. La rassegna ci propone Parlami di te, 2018, di Hervé Mimran, storia di un manager colpito da un ictus che riflette sulla sua rinascita; Gemma Bovery, 2015, di Anne Fontaine, tratto dal romanzo a fumetti di Posy Simmonds; Nella casa, 2013, di François Ozon, una commedia potente e sarcastica, protagonisti un alunno e il suo insegnante di letteratura; Moliére in bicicletta, 2013, di Philippe Le Guay, un omaggio al mondo del teatro e alla sua fragilità e La corte, 2016, di Christian Vincent, Coppa Volpe per la Migliore interpretazione maschile a Fabrice Luchini al Festival di Venezia, l’esplorazione della complessità dei sentimenti, della vita e della giustizia di un giudice molto severo.







































