Altri guai per Viagogo: accusata in Inghilterra di fare vendita speculativa tramite i suoi dipendenti

Viagogo, società leader nel secondary ticketing, è accusata in Inghilterra di fare vendita speculativa tramite una società spagnola controllata da un suo dipendente.

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No secondary ticketing

Dopo la notizia di ieri della conferma da parte del Tar della multa a Viagogo, un’altra vera e propria bomba viene sganciata sul sito di secondary ticketing da un’inchiesta del Guardian.
Il sito web di rivendita dei biglietti Viagogo, infatti, è stato accusato di aver pubblicizzato biglietti inesistenti per concerti tramite un dipendente della sua consociata StubHub, sollecitando richieste di indagini penali e per violazioni delle normative riguardo la vendita speculativa.

Viagogo e StubHub, che sono nel bel mezzo di una travagliata fusione da 4 miliardi di dollari , sono stati in precedenza oggetto di critiche per una serie di pratiche commerciali controverse, compresa le violazioni del diritto dei consumatori, e sono da anni oggetti delle accuse di artisti e fan per le loro attività di secondary ticketing.

Le nuove accuse si concentrano su biglietti per concerti in tutta Europa per un valore di oltre 1 milione di sterline, alcuni dei quali sono stati pubblicizzati da una società con collegamenti con Viagogo. Stiamo parlando di GES SL, con sede a Madrid, che ha messo in vendita migliaia di biglietti, inclusi più di 600 eventi nel Regno Unito, sul sito web di Viagogo, ma gli organizzatori di alcuni di questi eventi hanno affermato che GES SL non poteva avere tutti i biglietti che stava pubblicizzando: questo perchè una grossa parte di quei ticket non erano neanche stati venduti per l’incertezza riguardo l’eventualità che gli eventi potessero effettivamente tenersi a causa della pandemia.

Reg Walker, esperto di ticketing e consulente di sicurezza presso Iridium Consultancy, ha effettuato acquisti di prova, comprando biglietti su Viagogo. Poco dopo, gli organizzatori di eventi hanno ricevuto ordini per le stesse quantità e a nome di Walker.
Questo, secondo l’esperto, ha dimostrato che qualcuno che agisce per GES SL è impegnato in una pratica fraudolenta nota come “vendita speculativa”, che Viagogo ha detto di non perdonare.

Il sistema, in pratica, funziona in questo modo: vengono messi in vendita su Viagogo biglietti che non sono nell’effettiva disponibilità del venditore, aspettando che un acquirente li compri (magari reindirizzato lì da un motore di ricerca invece che sul sito del rivenditore ufficiale). Nel momento in cui la transazione avviene, vengono acquistati i biglietti tramite i canali ufficiali.
Questa pratica aiuta a sovralimentare i profitti, visto che in questo modo per il bagarino non c’è nemmeno bisogno di acquistare biglietti che potrebbe non essere in grado di rivendere, ma va a colpo sicuro, spendendo i soldi solo a vendita conclusa.

Peter Hunter e David Smith sono stati incarcerati nel 2020 dopo essere stati giudicati colpevoli di quattro casi di frode, incluso uno relativo alla vendita speculativa, a seguito di un’indagine del Guardian del 2016.
Walker ha detto che gli acquisti di prova erano «una prova indiscutibile di biglietteria speculativa, che è una frode». E ha continuato: «Tutto questo sta accadendo sotto gli occhi dell’Autorità per la concorrenza e i mercati», riferendosi ai precedenti sforzi dell’associazione a difesa dei consumatori per reprimere le vendite speculative.

Un portavoce dell’Autorità ha affermato che la CMA (Competition and Markets Authority) è «preoccupata per queste segnalazioni di vendita speculativa. Esamineremo attentamente queste prove per assicurarci che le regole non siano state violate. Se troveremo prove evidenti che Viagogo non rispetta la legge sulla tutela dei consumatori, non esiteremo ad agire».

La CMA ha già portato in tribunale Viagogo nel 2018, costringendo la società a chiedere ai venditori di spuntare una casella per confermare che hanno realmente i biglietti che pubblicizzano proprio per evitare la vendita speculativa dei biglietti, ma oltre a questo non prende altre misure per garantire che ciò sia effettivamente vero. Con la stessa ordinanza il tribunale ha inoltre imposto a Viagogo di fornire ai propri clienti i dettagli di contatto delle persone da cui stanno acquistando.

Il Guardian inoltre afferma che le informazioni fornite da Viagogo riguardo la società GES non sono corrette e di aver stabilito un collegamento tra le due società.
L’indirizzo di Madrid fornito da Viagogo per GES SL non solo non è corretto ma il nome della compagnia non è completo. Secondo una fonte ben documentata il nome corretto dell’azienda sarebbe Global Experience Solutions, ed una seconda fonte con conoscenze all’interno della società afferma che era gestita da un dipendente senior di StubHub in Spagna. Questo dipendente non ha risposto a nessuna richiesta di commento tramite LinkedIn o StubHub che, ricordiamo, è stato acquistato da Viagogo nel febbraio dello scorso anno per 4 miliardi di dollari.

StubHub, da parte sua, ha affermato di «non vendere i biglietti in modo speculativo e di non avere alcun rapporto con una società chiamata Global Experience Solutions. Non siamo a conoscenza del fatto che alcuno dei nostri dipendenti abbia una relazione con questa entità e indagheremo su qualsiasi potenziale violazione del nostro codice di condotta».

Una fonte vicina a Viagogo ha affermato di non avere altri collegamenti con Global Experience Solutions, ma attivisti ed esperti di sicurezza hanno affermato che i collegamenti tra la società e Viagogo hanno sollevato dubbi sull’impegno del sito web di rivendita per prevenire la vendita speculativa.

«Il modello di questi annunci di vendita, combinato con le prove degli acquisti-test, indica che Viagogo potrebbe essere complice di una frode globale multimilionaria», ha affermato Adam Webb di FanFair Alliance, un gruppo dell’industria musicale sostenuto da manager di artisti come Arctic Monkeys e One Direction.
Le accuse di Webb proseguono: «L’azienda sta attivamente allestendo centinaia di pagine di eventi e consentendo a un singolo venditore, collegato a Viagogo, di mettere in vendita biglietti che non crediamo possieda. Avendo sollevato la questione in modo specifico con la CMA a gennaio, FanFair scriverà ora ad Andrea Coscelli (amministratore delegato della CMA, ndr), e al suo staff sollecitando nuovamente un’azione immediata. Trovo inconcepibile che un’attività offshore canaglia, già sotto inchiesta dei regolatori britannici e con una storia così complicata, possa continuare a operare in questo modo. Viagogo dovrebbe essere oggetto di un’indagine penale completa».

Sempre Reg Walker ha affermato che era essenziale che la società, che ha sede in Svizzera, rimuovesse gli annunci di GES SL ed è convinto che ci siano abbastanza prove per giustificare un’indagine penale.

Sharon Hodgson, il parlamentare laburista che co-presiede un gruppo interpartitico che indaga sugli abusi riguardanti i biglietti, ha dichiarato: «Non dovrebbe essere compito di gruppi parlamentari, artisti, locali o promotori monitorare un sito web di biglietteria secondaria per garantire che agisca legalmente. La CMA dovrebbe immediatamente intervenire, indagare su queste accuse e intraprendere le azioni legali necessarie».

La CMA, che si è più volte scontrata con Viagogo e StubHub per violazioni del diritto dei consumatori, sta già esaminando la fusione delle due società ed ha ordinato a Viagogo di vendere le attività internazionali di StubHub, inclusa la società spagnola al centro delle accuse di frode, per soddisfare le preoccupazioni in materia di concorrenza.

Gli artisti i cui biglietti sono apparsi su Viagogo negli annunci inseriti da GES SL si sono detti sconvolti dalla facilità con cui il bagarinaggio di biglietti su scala industriale continua incontrollato. La band indie scozzese Arab Strap ha dichiarato: «Siamo sempre stati inorriditi dai bagarini. Ci fa male pensare che i nostri concerti potrebbero portare i fan a essere derubati da quella che ora è un’industria tanto fiorente quanto immorale. Nessuno merita di trarre profitto dai concerti tranne i musicisti, il loro staff, i promotori, il personale del bar e tutti coloro che lavorano agli eventi, e un biglietto dovrebbe valere solo il prezzo stampato su di esso».

Prima di chiudere, vogliamo ricordare che il logo che abbiamo scelto come immagine di apertura di questo post è quello di un convegno sul secondary ticketing organizzato nel gennaio del 2017 dalla Barley Arts di Claudio Trotta. È proprio grazie alla determinazione di Trotta se anche in Italia sono successe parecchie cose, sfociate per esempio nella multa a Viagogo di cui abbiamo riferito ieri e in un’inchiesta della magistratura milanese che ha portato alla messa in stato di accusa di varie agenzie. Da quel giorno l’argomento è diventato di dominio pubblico, e i fan – magari non tutti, ma in buona parte sì – hanno iniziato ad aprire gli occhi. «Ma il fenomeno», dice Claudio Trotta, «è lontano dall’essere debellato. Ancora ci sono tante cose da fare, e per quanto mi riguarda continuerò a tenere gli occhi bene aperti e fare tutto quanto in mio potere per poterlo sconfiggere definitivamente».

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