Domani arriva in libreria C’era una volta a San Siro. Vita calci e miracoli di Gianfelice Facchetti (Piemme, pagg. 208, 16,50 €). Il figlio del mitico Giacinto, leggenda dell’Inter e capitano della Nazionale, per questo suo nuovo libro ha chiesto un piccolo aiuto a un amico da sempre tifosissimo dell’Inter e che San Siro lo conosce bene, avendoci suonato per ben 11 volte (la prima il 27 giugno 1997, l’ultima il 28 giugno 2019): la prefazione infatti è firmata da Luciano Ligabue.

Con questo libro, Facchetti prova a dare una risposta a una domanda che in tanti si stanno ponendo in questo periodo: quale sarà il futuro di San Siro? Le società di Milan e Inter, cittadini, comitati e istituzioni s’interrogano e si scontrano sul suo futuro: rinnovare la Scala del calcio italiano o abbatterlo e ricostruire un nuovo stadio più funzionale? Difficile rispondere, soprattutto dopo che la pandemia, oltre alle nostre vite, ha stravolto anche il pallone, con porte chiuse e conti in rosso.
C’era una volta a San Siro ci invita allora a riguardare il film di ciò che è successo, ricordando protagonisti e prodigi compiuti grazie alla santa alleanza tra spalti e campo. Riavvolgendo il nastro dell’epopea, davanti agli occhi di San Siro vediamo sfilare protagonisti celebrati e dimenticati, derby rosso-nerazzurri, fratelli di campo e fratelli di sangue, gol indimenticabili e gol annullati, notti azzurre, notti magiche o da incubo.
Tanti i campioni e gli squadroni cui San Siro ha impresso il marchio dell’immortalità: l’attuale padrone di casa Peppino Meazza e il Grande Torino, il Milan di Rocco e l’Inter di Herrera, Gigi Riva e Pelé, gli olandesi di Sacchi e i tedeschi di Trapattoni, capitan Maldini e capitan Zanetti, Maradona, Totti, Baggio e Del Piero.
Ma San Siro, scrive Gianfelice Facchetti, siamo anche noi, quei tifosi che dopo quasi un secolo sono ancora ai piedi della cattedrale del pallone, confessandole i propri affanni sottovoce, cantando o gridando, trasfigurandoli in emozioni. Rinnovando amore e fedeltà di anno in anno con un anello: primo, secondo o terzo non fa differenza.









































Grazie Gianfelice per le Emozioni del libro.
baracicia.