Parte da NoLo la mostra a cielo aperto Zero Hyperlocal

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Un romanzo illustrato che mostra i volti di Milano, delle persone che la vivono e dell’unicità che la attraversa. E’ lo scopo di Zero Hyperlocal, la mostra a cielo aperto organizzata da Zero in collaborazione con il Comune di Milano.

L’esposizione che coinvolge il capoluogo meneghino, parte oggi – e durerà fino al 16 maggio – da uno dei quartieri culturalmente più attivi, vivaci e stimolanti della città: NoLo. Un luogo in cui personalità, novità, varietà e racconti si fondono e si trasformano in un modus vivendi.

40 volti degli abitanti di questo quartiere saranno affissi per tre settimane consecutive sui muri di via Giacosa e tenteranno, attraverso una mostra di foto, immagini, illustrazioni e parole (ci saranno infatti anche interviste ai protagonisti) di raccontare la storia del quartiere. Il quale deve il suo nome alla posizione geografica in cui si trova (North of Loreto) ma che rappresenta, oggi come non mai,  molto di più.

Da un anno a questa parte i quartieri delle città, così come i borghi di provincia, sono diventati infatti i luoghi in cui vivere a tempo pieno, il perimetro dentro cui iniziare a reinventarsi. Le prigioni dorate che rappresentano totalmente lo specchio di un tessuto sociale, economico e culturale che accomuna chi li vive.

Non è casuale quindi la scelta di partire da NoLo: un quartiere giovane, contraddittorio e innovativo. Quello che accoglie le comunità latine, le generazioni più giovani, le diverse personalità appartenenti al mondo LGBT+ e si proietta al futuro con una forte atttenzione alle tematiche green e sostenibili.

La mostra Hyperlocal vuole, in qualche modo, costringere gli abitanti dei quartieri a ricominciare a guardare questi luoghi – residenziali e metropolitani al tempo stesso –  con la curiosità dei turisti e l’empatia di li conosce e li vive. E a anche di sensibilizzare alle differenze che ogni luogo porta con sè.

I prossimi quartieri di Milano coinvolti nell’iniziativa Zero HyperLocal saranno i Navigli e Porta Venezia e l’obiettivo finale della mostra sarà quello di raccogliere 1000 volti e affiggerli per le strade del capoluogo lombardo per riuscire a realizzare, nel complesso, un’opera d’arte pubblica.

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