Claudio Capéo, una star italo-francese al concerto del 1° Maggio insieme a Gianna Nannini

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Claudio Capéo

Fra gli artisti che si esibiranno al concerto del 1° Maggio c’è anche Claudio Capéo, cantautore francese di origini italiane, che per l’occasione suonerà per la prima volta nella terra di origine dei suoi genitori. L’artista in Francia è diventato famosissimo nel 2016 con la canzone Un homme debout. Il brano è stato certificato disco di diamante (su Youtube conta oltre 160 milioni di visualizzazioni) e il successivo album per cinque settimane consecutive è rimasto al primo posto nelle classifiche francesi. Dopo aver collezionato altri successi, recentemente Claudio Capéo ha pubblicato Penso a te, disco composto da 17 brani tra inediti e cover di grandi classici italiani. Al progetto, arrangiato da Regis Ceccarelli, hanno partecipato come autori Pacifico e Davide Esposito. Lo abbiamo intervistato.

Il 1° maggio ti esibirai per la prima volta in Italia. Ci racconti la tua emozione in vista di questo concerto così particolare?
È una grande emozione ed un grande orgoglio venire a suonare per la prima volta nella terra delle mie origini. Abbiamo lavorato sodo con il mio gruppo per offrire il miglior spettacolo possibile al pubblico italiano che mi scopre per la prima volta. Poi essere accompagnati da Gianna Nannini è un ulteriore motivo per essere fieri ed onorati di prendere parte a questo concerto storico, sia per quello che rappresenta, sia per la situazione che stiamo vivendo.

Puoi anticiparci qualcosa della tua esibizione?
Voglio trasmettere la mia energia e far conoscere al pubblico italiano il mio universo, i brani che mi hanno reso famoso in Francia, un inedito del mio ultimo album, non tralasciando di omaggiare la musica italiana, il tutto come dicevo con la preziosa presenza di Gianna Nannini.

Claudio Capéo

Col tuo ultimo disco hai voluto omaggiare la musica italiana, da Battisti a Ramazzotti, da Tozzi a Lucio Dalla, da Paolo Conte a Modugno. Come hai scelto i brani?
Erano i brani che ascoltavo da bambino nella Fiat Tempra di mio padre, partivamo in viaggio con i miei genitori e mia sorella per andare a trovare la famiglia in Sicilia ad Avola, paese di origine di mia madre, o a Bonefro in Molise. Durante il viaggio alternavamo le varie cassette senza sosta, lato A e lato B, contenenti i brani di questi grandi artisti italiani. La scelta è stata piuttosto naturale, è stata anche l’occasione per dare la possibilità alle nuove generazioni francesi di scoprire questi capolavori della musica italiana.

Nella canzone Ciao mia bella c’è un featuring di Gianna Nannini. Come è nata questa collaborazione?
Avevo il desiderio di un featuring in questo album di omaggio all’Italia, Gianna Nannini è sempre stata un mito per me, in Francia la conoscono tutti grazie al grande successo I maschi. Cosi, grazie all’aiuto di Davide Esposito e Pacifico che hanno scritto con me l’inedito Ciao mia bella, abbiamo chiesto a Gianna se avesse voluto partecipare a questo progetto e cantare con me in duetto. Non solo ha accettato, cosa che mi ha reso felicissimo ed onorato, ma ha anche portato il suo tocco nel testo ed ovviamente la sua grande energia e la sua voce inconfondibile. Che bei momenti in studio in Italia quando abbiamo registrato il brano!!!

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Nel 2016 hai partecipato alla versione francese di The Voice. Ritieni che quell’esperienza ti sia stata utile?
Sì certamente, The Voice mi ha aiutato moltissimo, era un momento delicato dove mi ponevo mille domande insieme al gruppo sul futuro… Era il momento di dare una scossa, così ho deciso di partecipare. Sono uscito quasi subito ai “Battle“ iniziali, ma il mio attuale produttore Sebastien Saussez ha visto la mia esibizione e mi ha contattato per propormi un contratto discografico. Cosi tutto ha avuto inizio ed in poco meno di un anno mi sono ritrovato catapultato in vetta alle classifiche francesi. Non me lo aspettavo, ma fortunatamente ho vissuto e vivo tutto questo con umiltà e mantenendo i piedi per terra grazie anche a i miei amici che sono anche i musicisti del mio gruppo con i quali condivido questa bella avventura dall’inizio.

La tua famiglia ha origini italiane. Che rapporto hai con il nostro Paese?
I miei genitori sono nati in Italia, successivamente emigrati in Francia per cercare lavoro, si sono conosciuti in Alsazia dove viviamo tutti attualmente. Il legame con l’Italia è sempre stato molto forte, sia perché ogni anno venivamo a trovare la famiglia o in Sicilia o in Molise ed anche perché a casa si parlava italiano. Sono cresciuto circondato dalla musica, dalla cultura italiana, dalle belle e sane tradizioni. Amo l’Italia e sono davvero contentissimo all’idea di potermi esibire nel mio paese di origine.

Il concerto del 1° maggio sarà l’occasione per farti conoscere da un pubblico più vasto in Italia. Ci consigli una canzone del tuo passato che possa aiutare i nostri lettori a capire chi è Claudio Capéo?
Sono emozionato ed onorato, vogliamo io ed il mio gruppo dare il massimo per trasmettere al pubblico italiano tutta la nostra energia e la nostra voglia di fare musica. Ci sono vari brani che mi rappresentano molto, ma se devo consigliarne uno è forse quello che ha decretato il mio successo in Francia, il mio primo singolo Un homme debout.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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