Fedrix & Flaw: “Archimede” è il nostro addio all’insicurezza

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Fedrix & Flaw, nomi d’arte di Federico e Flavia Marra, sono un duo romano di cantautori e lo scorso 9 aprile hanno pubblicato il loro nuovo singolo: Archimede.

Si tratta di un brano che mescola le sonorità urban al classico pop e spiana la strada a uno stile totalmente nuovo in cui due ragazzi vogliono identificarsi pienamente. Un sound divertente, leggero, dai tratti catchy, estremamente ricercato e  capace di raccontare – nella sua essenzialità – anche storie complesse.

Proprio Archimede, infatti, mescola la leggerezza dei suoni a un testo per nulla banale che assomiglia a una risalita. Gli stessi autori lo hanno definito come una boccata d’aria dopo un periodo di apnea. Una scalata verso la libertà. Archimede diventa quindi molto più di una semplice canzone: è il sinonimo di acquisizione di nuove consapevolezze che passano per la necessità di allontanarsi dai facili giudizi (non richiesti) a cui spesso siamo sottoposti. È un rifiuto delle insicurezze, del senso di oppressione e di inadeguatezza imposto dalla società. Un mezzo utile per oltrepassare e distruggere barriere e imposizioni.

Abbiamo intervistato Federico e Flavia per farcelo raccontare.

È da poco uscito Archimede il vostro nuovo singolo. Avete detto che scrivere questo brano è stato come “prendere una boccata d’aria dopo un periodo di apnea”. Volete raccontarci com’è nato?

Flavia: Archimede è quella tipica canzone che nasce in un determinato momento ma non è ancora pronta per uscire. Poi passa del tempo, ci torni su e riesci a darle la veste giusta. Circa un anno fa, durante il primo lockdown abbiamo ripreso in mano questa canzone che era fino a quel momento solo abbozzata. Abbiamo trovato le parole che servivano, quelle che volevamo dire. E ci siamo liberati dall’oppressione e da tanti pensieri che si erano accumulati nel corso del tempo ma che – solo in quel momento, e forse anche grazie al periodo particolare che stavamo vivendo – si sono concretizzati nella forma giusta.

Si tratta di un brano fondato sui contrasti: il testo tratta un tema molto profondo ma le sonorità sono piuttosto leggere. E anche il videoclip mette in scena un non-luogo e un non-tempo onirico che è un ossimoro se paragonato alle parole molto concrete del testo. Come mai questa scelta di lavorare sugli opposti?

Federico: ci piace lavorare sui contrasti, a livello musicale ci piace tanto giocare sugli opposti. Come ha già detto Flavia, musicalmente il pezzo è nato prima del lockdown e quando lo abbiamo ripreso e abbiamo scritto il testo definitivo, abbiamo capito che il video poteva essere strutturato in questa maniera, quella in cui poi è stato realizzato. Tutto questo è stato possibile anche grazie al lavoro del nostro staff e di chi ci sta intorno, che ci ha fatto una proposta che ci è sembrata ottima.

Flavia: Diciamo che questo set mette bene davanti alla telecamera lo scenario che avevamo in mente quando abbiamo scritto il pezzo: le distese infinite esprimono pienamente il senso di libertà. Il video è un po’ la concretizzazione di quello che c’è nella nostra mente: una mente che non può essere ingabbiata da nessuna regola e nessuna imposizione. Giocare con i contrasti, poi, è una cosa che ci caratterizza perché di solito unisce due cose che sembrano lontane. Un po’ come noi due, che siamo molto diversi ma restiamo insieme, uniti.

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Proprio perché siete due personalità distinte e molto diverse, come si coniuga il vostro lavoro: scrivete testi e musica insieme o vi dividete il lavoro e ognuno ha un suo ruolo preciso?

Federico: Scriviamo insieme, entrambi proponiamo un’idea iniziale e poi su quella lavoriamo a 4 mani. Solitamente inizio io lavorando a livello musicale e poi lei interviene sia sulla melodia e sul testo che arriva quasi sempre dopo.

Flavia: Molto comunque dipende dal momento, non abbiamo ruoli stabiliti e tempistiche predefinite. Siamo le due facce di una stessa medaglia e riusciamo a combaciare facilmente.

Siete due fratelli e storicamente queste accoppiate hanno portato fortuna alla musica ma non sempre ai rapporti familiari. Dagli Oasis fino a Paola&Chiara. Avete paura che lavorare insieme possa incrinare il vostro rapporto?

Flavia: È una domanda interessante perché non ci avevo mai nemmeno pensato. In realtà la musica è sempre stata un valore aggiunto al nostro legame, qualcosa che ha rafforzato l’unione fraterna nel corso degli anni. Sin da piccoli ci ha legati, quindi pensarla oggi come una cosa che ci possa separare o allontanare a livello umano è surreale. Per quanto mi riguarda non mi spaventa questa possibilità, non la ritengo plausibile.

Federico: Condivido questo pensiero, la musica ci ha legati. Pensarla come lavoro è stato anche successivo, prima era solo una cosa della nostra vita, una passione condivisa. Mi viene davvero difficile pensare che possa diventare qualcosa che ci divide.

Federico, da solo, ha lavorato anche per il cinema e per il doppiaggio. Vi piacerebbe in un futuro prossimo intraprendere come duo un’esperienza cinematografica, magari scrivendo la colonna sonora di un film?

Federico: A livello musicale non chiudiamo le porte a nulla, scrivere per il cinema sarebbe un’esperienza nuova e credo di parlare a nome di entrambi se dico che ci affascinerebbe molto farlo.

Posso chiedervi per che genere di film vi vedreste bene?

Flavia: Io non ci vedrei bene in un film d’amore ad esempio, molto meglio in qualcosa di fantasy. Anche per sperimentare il nostro livello musicale. Ci sono sonorità interessanti che vorremmo e potremmo mettere in gioco in un film del genere.

C’è un album all’orizzonte e potete anticiparci qualcosa sui progetti futuri?

Federico: Questo periodo è un po’ particolare, quindi pensare adesso di pubblicare un album o qualcosa di più importante ci preoccupa un po’. Per il momento andiamo avanti con i singoli, aspettando ovviamente che si ricominci con i live. Perché suonare dal vivo è la cosa che ci appassiona di più.

Flavia: Ovviamente abbiamo altre canzoni pronte e stiamo continuando anche a scriverne di nuove. Quindi nei prossimi mesi usciranno di sicuro altri singoli, ma progetti troppo definiti non sono in programma almeno per il momento.

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Maria Francesca Amodeo
Classe 1991, calabrese, testarda e abitudinaria. Ho conseguito un master in giornalismo politico, economico e di informazione multimediale alla Business school del Sole24Ore. Amo il mare, soprattutto quello di casa mia. Le grandi passioni della mia vita però sono soprattutto tre: la politica, la scrittura e Luciano Ligabue. Ho così tanti sogni nel cassetto che non so più dove mettere i vestiti!

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