Una donna promettente

Un film che sta allo stupro come Il conte di Montecristo sta alla giustizia. Oscar alla sceneggiatura

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Una donna promettente
di Emerald Fennell
con Carey Mulligan, Bo Burnham, Laverne Cox, Clancy Brown, Jennifer Coolidge.

Fa un certo effetto vedere Carey Mulligan ubriaca marcia, fuori controllo, un po’ discinta, che viene raccattata in un bar da un bravo professionista che le offre un passaggio e poi la porta a casa sua e ci prova anche se lei sembra un cadavere. Lei all’improvviso si riprende lo fissa e sogghigna e lo spettatore ha la sensazione di essere in un film horror: lo mangerà? È una vampira? Un’assassina seriale? No. Le sorprese nel film scritto e diretto (opera prima) da Emerald Ferrell (Oscar alla sceneggiatura, ok, meritata) vanno e vengono e possiamo solo dirvi che è un film che sta allo stupro come il Conte di Montecristo sta alla Giustizia, cioè attraverso la strada della vendetta, ma una vendetta molto elaborata e sottile, anche macchinosa fino all’autolesionismo. Vogliamo dire che è un film finito tra gli Oscar inclusivi perché parla di stupro? È un film MeToo? No, rischia di essere pericoloso per il MeToo. Se volete un aggancio all’attualità nostrana tenete presente che anche qui ci sono stupratori e complici perplessi perché quando si sono filmati in azione erano giovani, incoscienti eccetera. Attenti, le vendette non sono mai gratis.

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