Nomadland

Un on the road tra I nuovi nomadi USA. Tre Oscar

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Nomadland

Nomadland
di Chloé Zhao
con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Charlene Swankie, Derrick Janis.
In sala e su Disney +

Era scritto nel cielo (al tramonto) che gli Oscar principali (film regia attrice) li prendesse Nomadland, già Leone d’oro a Venezia: la carriera di Chloè Zhao decolla. Curioso visto che ha già in cantiere due film che suonano  diametralmente opposti a questo e al precedente The Rider. Ma non si sa mai. Quote Oscar alle donne per il nuovo protocollo dell’inclusività? Speriamo di no. Comunque è storia della vedova Fern che viene da Empire, Nevada, dopo che la fabbrica/comunità ha chiuso e persino il codice di avviamento postale è stato eliminato. Sui sessanta, anziana per un lavoro, non pronta per la pensione, vive in giro, si muove e dorme nel furgone, piscia nel nulla, se può tira su dei soldi lavorando per Amazon o per per parcheggi di camper, cita “i nostri ieri» del Macbeth, incrocia comunità di nuovi nomadi, poveri, malati, ex Vietnam con lo stress post traumatico, conosce il santone Bob Wells (vero, interpreta se stesso) che sente che “il Titanic del sogno americano e del capitale è pronto per affondare” e lavora per unire i “cavalli da soma” della classe operaia prima che vengano scartati. Molti parlano di viaggio terapeutico, altri sentono di essere fatti di atomi di stelle, alcuni si identificano con i pionieri. Di fatto il film di Chloe Zhao è un western, un on the road e una meditazione sul futuro dell’America impoverita con tanti tramonti struggenti. C’è poca storia privata nel film (la tentazione di un amore finale, ma anche no, meglio la vita nomade) e una serie di personaggi che entrano in maniera documentaria, perché il tutto nasce da un’inchiesta di Jessica Bruder tra gli americani che vivono così per amore o per forza. È il classico film da Sundance, sociale, sentimentale, colto, pauperistico e firmato da un’autrice di culto con attrice di culto, la Frances McDormand di Tre manifesti a Ebbing, Missouri.

 

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