Ligabue sul “caso Fedez”:”Se mai avessi avuto sentore di limitazione di parola me ne sarei sempre andato”

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Foto di Ray Tarantino

Non si placa la polemica scoppiata dopo il discorso di Fedez sul palco del Primo Maggio lo scorso sabato sera. Parole che hanno colpito politica, giornalisti e opinione pubblica, sollevando questioni troppo a lungo taciute. Tanti i pensieri in merito, soprattutto ci si è chiesto se sia giusto che un discorso venga “controllatato” prima di essere pronunciato e se un rapper, famoso e privilegiato, possa esporsi su temi così delicati.  A tal proposito non ha dubbi Ligabue, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera pubblicata questa mattina in occasione del Ligabue Day, risponde senza indugi. «Se mai avessi avuto sentore di limitazione di parola me ne sarei sempre andato» risponde Luciano sulle accuse di censura rivolte da Fedez alla Rai.

E sul fulcro del discorso del rapper, ovvero il Ddl Zan, sul quale Fedez si espone da settimane senza mezzi termini, anche Luciano ha le idee chiare:
«Da sempre credo che ognuno abbia il diritto di amare e di essere amato come e con chi gli pare. Quel diritto va protetto con ogni misura e attenzione possibile e qualsiasi discriminazione, offesa e violenza contro gay, donne, transgender o disabili va punita a dovere. Chi dichiara che se avesse avuto un figlio gay lo avrebbe bruciato nel forno si commenta da solo».

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