Bruce Springsteen e l’ennesimo riconoscimento della carriera: il Woody Guthrie Prize in arrivo il 13 maggio

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I riconoscimenti e i premi per Bruce non finiscono mai. L’ennesimo di una carriera straordinaria arriverà tra pochi giorni, il 13 maggio, ed  è uno di quelli forse meno glamour agli occhi di noi europei, ma di sicuro tra i più apprezzati da Springsteen. Parliamo del Woody Guthrie Prize, un’onorificenza con la quale ogni anno il Centro che porta il nome del grande musicista e scrittore americano premia i migliori storyteller. Il riconoscimento quest’anno va a Bruce e gli verrà consegnato la prossima settimana seppur con una cerimonia virtuale. Il premio va a Bruce perché “ha usato la capacità dello storytelling per scrivere canzoni  collegate a  persone che hanno dovuto affrontare tempi duri e festeggiato i momenti buoni”. 

Il Premio viene assegnato ogni anno a un artista di qualsiasi settore che abbia seguito il solco tracciato da Woody Guthrie, cantore delle classi sociali più deboli, di coloro che non hanno voce e che proprio grazie  a personaggi come Guthrie hanno trovato uno spazio. Springsteen è sempre stato in prima linea, ha sempre raccontato le storie e le vite degli ultimi, e dopo venti album e un’infinità di storie raccontate al di fuori dei suoi dischi, Bruce continua a portare i più deboli al centro delle sue storie, partecipando concretamente a restituire dignità a un popolo immenso. Sono note a tutti le sue prese di posizione e le sue raccolte fondi per innumerevoli cause umanitarie e sociali.

“Sono onorato – ha detto Bruce – di ricevere il Woody Guthrie Prize 2021. Woody ha scritto alcune delle più grandi canzoni sulla lotta combattuta dall’America per essere all’altezza dei suoi ideali in maniera convincente. E’ una delle persone che più mi hanno influenzato e ispirato”.

Chi ha visto i concerti del 1985, ricorderà che a un certo punto Bruce raccontava di “un libro che ho appena finito di leggere s’intitola Woody Guthrie A Life, ed è scritto da questo Joe Klein. Woody Guthrie ha scritto una delle più belle canzoni mai scritte sull’America, una canzone che va dritta al cuore della promessa di ciò che avrebbe dovuto essere il nostro Paese. Io non so se voi avete parlato con uno dei metalmeccanici disoccupati di Pittsburgh o di East L.A., ci sono un sacco di persone i cui lavori stanno scomparendo. Io non so se loro ancora sentono vera questa canzone, non ne sono sicuro ma so che il nostro paese dovrebbe essere così. Quindi, vorrei fare questo brano per voi ricordandovi che con i paesi, così come per le persone, è facile lasciare andare via la propria parte migliore. Questa canzone s’intitola This Land Is Your Land”.

Tra Bruce e Woody Guthrie c’è sempre stata una continuità importante, testimoniata anche dalla sua partecipazione a un documentario-tributo a Guthrie del 1988 intitolato A Vision Shared – A Tribute To Woody Guthrie And Leadbelly  in cui Bruce suonava tre brani di woody: “Vigilante Man” e “I Ain’t Got No Home” oltre alla già citata “This Land Is Your Land” cantata con un gruppo di musicisti che vedevano Arlo Guthrie, Taj Mahal, Emmylou Harris, Little Richard, Bono e John Mellencamp.

Continuità che Bruce ha sempre avuto anche con Pete Pete Seeger con il quale – non a caso – cantò proprio This Hard Land nel 2009 a Washington per l’insediamento di  Barack Obama come Presidente degli Stati Uniti. E non  un caso nemmeno che lo stesso Seeger abbia  ricevuto il Woody Guthrie Prize in passato.

Commentando il conferimento del premio di questa edizione, la direttrice del WG Center Deana McCloud ha commentato: “Come osservatore della condizione umana e cronista della gente comune, Bruce Springsteen è il vero figlio di Woody Guthrie. Springsteen continua il lavoro di Woody scrivendo delle lotte di questa terra di speranze e di sogni e ha fatto una delle migliori versioni di This Land Is Your Land  al primo insediamento di Obama insieme a Pete Seeger. Il Woody Guthrie Center è orgoglioso di consegnare a Bruce Springsteen questo meritatissimo riconoscimento alla sua attività di cantore di chi non ha voce e di aver ispirato diverse generazioni a cercare il potere della loro stessa voce”.

Nora Guthrie, figlia di Woody e presidente della WG Publications, ha aggiunto: “Abbiamo sperato che Bruce si unisse alla nostra famiglia allargata che comprende i figli e le figlie spirituali di Woody come  Pete Seeger and Lead Belly e quest’anno possiamo dire Grazie per la tua premura, per la tua preoccupazione e per aver fatto sentire la tua voce. Benvenuto fratello!”.

La cerimonia, con l’intervento di Bruce da casa sua, verrà trasmessa per i soli componenti del centro, ma ci si può iscrivere a questo link: https://woodyguthriecenter.org/support/#memberships

 

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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