Saturnino: «C’è sudore dietro un concerto. Chi lavora con la musica dovrebbe avere un sussidio sempre»

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Saturno e le sue lune. Nasce così Satelliti, nuovo lavoro di Saturnino Celani, polistrumentista, compositore e  produttore ascolano, nonché uno dei migliori bassisti sulla scena italiana e internazionale (e musicista storico di Jovanotti). Il titolo dell’Ep è un omaggio al suo nome, idea nata da uno spunto di Pierpaolo Peroni (che supervisiona l’intero progetto). Il disco, “un omaggio alla disco music, ma anche al funk e alla musica che ha il basso come co-protagonista”, è interamente registrato con Davide Ferrario nel suo studio. Un lavoro “nato per la dimensione del club – racconta Saturnino nella nostra intervista- Lo immaginavamo con Pierpa alla consolle, Davide ai synth e chitarra, e io al basso. Per il momento, causa Covid, è solo in formato disco, ma stamperemo anche il vinile. Usciranno poi otto remix, con dj e producer di livello internazionale!”, anticipa.

Cinque le tracce dell’ Ep strumentale:  tre prendono il nome dalle ottantadue lune di Saturno, Mimas, Rea, Teti, l’intro che gioca con il suo nome, Saturnintro, e un omaggio a Milano (sua città d’adozione), primo dei due assaggi del disco. “Sono più di 32 anni che vivo a Milano – ricorda il musicista-  e quest’anno sono anche trent’anni di collaborazione con Lorenzo. Il mio rapporto con la città è stupendo, inizia proprio dal condominio dove vivo.  E’ una città che mi ha adottato e permesso di trasformare la mia passione in un lavoro remunerato.  A Milano devo tutto”.

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Saturnino è stato protagonista anche di Bauli in piazza, sia a Milano che Roma e del Rumore del silenzio, tour organizzato da Bauli in piazza per ricordare che da più di un anno le location per concerti sono vuote. “C’ho messo la faccia perché mi faceva piacere aumentare la visibilità su tutta una serie di eccellenze che fanno in modo di regalare a chi va a vedere un concerto due ore memorabili – dice il bassista – Purtroppo le persone non sanno quanto lavoro e sudore c’è dietro. Bauli in piazza lo sta sottolineando. Chi lavora con la musica – aggiunge – dovrebbe avere un sussidio sempre, anche quando le cose vanno bene”. Infine due parole sullo streaming: “La musica non deve essere gratis, alzerei al massimo la tariffa di Spotify”.

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