Gianmarco Mazzi, AD di Arena di Verona Srl: «Al Governo chiediamo competenza e chiarezza»

Dure ma certamente condivisibili le parole dell'Amministratore Delegato di Arena di Verona S.r.l.: «Consentire gli spettacoli estivi, seppur a numero contingentato, ma mantenere il coprifuoco alle 22 è un controsenso grottesco. La stagione è ormai alle porte e abbiamo bisogno di regole certe per programmare.»

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Qualche giorno fa Gianmarco Mazzi, Amministratore Delegato di Arena di Verona S.r.l., insieme al Sindaco di Verona Federico Sboarina, hanno lanciato un appello contenente “dieci buone ragioni” per poter consentire gli spettacoli nell’anfiteatro veronese avanzando alcune proposte al governo come quella di poter utilizzare, come è già successo l’anno scorso, una capienza maggiore rispetto a quanto al momento è consentito dalle norme (1.000 spettatori) e per chiedere una deroga al coprifuoco fino a mezzanotte per chi assiste agli spettacoli dal vivo.

Abbiamo raggiunto al telefono Gianmarco Mazzi, che oltre ad essere l’AD di Arena di Verona S.r.l. è anche direttore artistico per i concerti live e gli eventi TV all’Arena, per parlare di questo appello lanciato alle istituzioni.

L’appello che ha lanciato insieme al Sindaco di Verona, Federico Sboarina serve per riportare finalmente un po’ di musica e di eventi, ma soprattutto un po’ di pubblico in Arena.
Abbiamo deciso di fare questo appello perchè l’anno scorso, come Arena di Verona, siamo stati praticamente gli unici ad aver organizzato eventi ospitando fino a 4.000 persone, con tutti i requisiti di sicurezza e senza che ci sia mai stato un caso di contagio.
Durante questo lungo anno abbiamo assistito a diversi confronti senza mai intervenire, ma adesso che la stagione è alle porte non si può più aspettare e abbiamo deciso di far sentire la nostra voce perchè le risposte da parte delle istituzioni sono un po’ tardive.
Inoltre ci ha amareggiato vedere che la risposta che è stata data dai tecnici del governo non era soddisfacente soprattutto in un punto, ovvero quello che riguardava il coprifuoco.

Effettivamente consentire gli spettacoli ma imporre il coprifuoco alle 22 ha poco senso.
Esattamente. Noi abbiamo riscontrato una contraddizione paradossale nel fatto che veniva annunciata la riapertura, pur con mille persone, ma mantenere il coprifuoco alle 22 anche per gli spettacoli all’aperto equivale comunque ad una sentenza di morte.
Per sua stessa definizione uno spettacolo all’aperto nei caldi mesi estivi che vanno da giugno a settembre nasce per la partecipazione dopo il tramonto del sole, anche per una questione di benessere del pubblico.
Noi non entriamo nel merito di giudicare il coprifuoco, non ci permettiamo questo, perchè è materia delle autorità governative e del territorio. Quello che noi critichiamo è che non viene riconosciuta questa palese contraddizione, che per alcune categorie suona quasi ridicola, visto che questa normativa è valida, ad esempio anche per i cinema all’aperto. Ma come sa anche un bambino un cinema all’aperto non può neanche iniziare a proiettare un film se non c’è la totale oscurità, che in estate arriva poco prima del’orario del coprifuoco, quindi ci troviamo di fronte a norme che sfociano quasi nel grottesco.
Per questi motivi in queste direttive abbiamo visto, pur senza voler essere maliziosi, un po’ di superficialità nel trattare l’argomento, ed è una superficialità che il nostro settore non può più accettare da parte dei tecnici del governo, perchè ormai è il tempo di cambiare passo, ed è arrivato il momento in cui tutti si impongano un rispetto e una conoscenza delle vicende che sia anche professionale. Capisco che ci sono delle specificità in ogni settore, ma un tecnico, ancor più se indicato dal Governo, deve conoscerle e confrontarsi con il settore.

Inizialmente avevate pensato di unire alla protesta anche un gesto eclatante, come quello di incatenarvi all’Arena.
Abbiamo inizialmente accompagnato il nostro appello con una provocazione, appunto dicendo che ci saremmo incatenati all’Arena, ed all’inizio qualcuno ci ha perfino creduto, tanto che siamo stati sommersi da messaggi di solidarietà di diverse categorie economiche ma anche di artisti e semplici amanti degli spettacoli che si sono detti disponibili ad incatenarsi con noi.
Ovviamente si trattava di una provocazione, tant’è che nella giornata in cui avevamo ipotizzato di fare questo in realtà abbiamo invitato Il Volo a cantare l’inno italiano. Noi lo canteremo insieme a loro, e da italiani rispetteremo le decisioni del Governo, ma chiediamo competenza e di conseguenza risposte competenti, perchè non possiamo più accettare decisioni approssimative e assunte con superficialità.

Nel vostro appello chiedete quindi una capienza ampliata a 6.000 spettatori e una deroga sul coprifuoco per poter finire gli spettacoli alle 24.
Ci sembra una proposta di buonsenso, e tra l’altro rappresentiamo una realtà che organizza spettacoli da cento anni, e in vista di questa stagione estiva abbiamo anche presentato un protocollo di sicurezza con tutti gli elementi per garantire la sicurezza dello spettatore di ben 55 pagine.
Questo sta a significare che non siamo improvvisati, ma siamo dei professionisti che lavorano insieme ad altri grandi professionisti, perchè le aziende dei live che lavorano all’Arena di Verona sono le più grandi e qualificate a livello nazionale e internazionale.
E vorrei spendere una parola per il nostro ambiente dicendo che gli organizzatori di live italiani sono veramente straordinari, perchè rispettano una molteplicità di normative con un alto grado di capacità, per cui bisognerebbe anche dare fiducia alle organizzazioni.

Per rispettare un’eventuale deroga del coprifuoco alle 24 senza che nessuno possa fare il “furbetto” avete pensato anche ad un semplicissimo quanto efficace strumento di controllo.
C’è uno strumento che non viene considerato dal governo e che ha non solo la forza ma anche l’autorevolezza di autocertificazione, che è il biglietto: basta che sia dato valore di autocertificazione al titolo d’ingresso di uno spettacolo, che quello consente allo spettatore, una volta finito lo spettacolo a mezzanotte grazie alla deroga concessa, di tornare a casa senza problemi.
Inoltre quello che può testimoniare della sua corretta condotta di comportamento è proprio il biglietto d’ingresso, perchè se quello spettatore magari viene da Bologna e se dopo un’ora viene fermato a Modena vuol dire che sta tornando a casa, mentre se viene fermato a Milano dovrà essere sanzionato.
Può essere davvero il classico uovo di Colombo, in quanto è sicuramente molto più autorevole che non quella che compila e firma la persona di proprio pugno.

A livello governativo avete avuto delle risposte o siete ancora in attesa?
Risposte ancora non ne sono arrivate, ma ci sono dei rumors che sembrerebbero mostrare un’intenzione favorevole da parte del Governo: abbiamo visto che anche il Presidente del Consiglio in questo momento sta lavorando per riaprire il Paese, quindi speriamo che avvenga presto e rimaniamo in scia.
Il problema è che siamo a meno di un mese dalla partenza, visto che il 5 giugno c’è il primo evento stagionale con il concerto de Il Volo in tributo al Maestro Ennio Morricone ed è chiaro che siamo allarmati e preoccupati perchè il tempo è poco e non abbiamo ancora cominciato a vendere i biglietti, per cui abbiamo deciso di far sentire la nostra voce.
Chiaramente noi parliamo a nome dell’Arena di Verona perchè rappresentiamo l’Arena, ma questa cosa si può estendere anche a molte altre situazioni riguardanti spettacoli in Italia. Per la storia e l’importanza che riveste questo luogo ci siamo presi le nostre responsabilità e puntiamo ad essere degli apripista, facendo in modo di trascinare dietro di noi tutto il settore degli eventi.

Siccome manca meno di un mese alla partenza della nuova stagione, vi siete posti dei paletti oltre i quali non si può più attendere per quello che riguarda il rinvio o l’annullamento degli spettacoli?
Al momento bisogna navigare a vista ed è abbastanza difficile fare programmi, quindi ci stiamo concentrando sugli eventi che riguardano la partenza della stagione pop, ovvero il concerto de Il Volo del 5 giugno e quello di Emma Marrone del 6.
Quello de Il Volo è un evento televisivo, quindi è chiaro che pensiamo di andare avanti in ogni caso, augurandoci che le autorità ci consentano di portare la capienza da 1.000 a 6.000 persone.
Se saremo costretti a farlo solamente con mille spettatori probabilmente lo faremo lo stesso, col rammarico di dare un’immagine dell’Italia molto scoraggiante con un’Arena praticamente deserta, perchè è chiaro che far vedere un luogo che potrebbe contenere 15.000 persone ospitarne invece solo 1.000 è un’immagine deprimente, mentre con 6.000 sarebbe già un risultato importante.
Per quanto riguarda Emma, invece, ci troviamo di fronte ad un’artista che aveva già venduto oltre 11.000 biglietti, quindi nell’attesa che possa arrivare un’autorizzazione per aumentare la capienza, in base alle direttive che arriveranno, se sarà possibile ospitare 6.000 persone o magari anche 4.000, rimoduleremo l’offerta per “spalmare” l’evento su due date (il 6 e il 7) oppure su tre (6, 7 e 8).
Lanciamo questo appello proprio per cercare di accelerare una risposta da parte delle autorità e poi procedere con l’organizzazione.

Anche perchè dopo oltre un anno in cui i voli da e per gli Stati Uniti sono bloccati e solo ora le cose cercano di tornare lentamente alla normalità, far arrivare oltreoceano l’immagine di un’Arena di Verona con un buon numero di spettatori potrebbe anche essere una bella cartolina che può fare da volàno per il turismo e, di conseguenza, per la nostra economia.
Questo sicuramente è un aspetto fondamentale per la città e per l’Arena, perchè il concerto-evento de Il Volo, infatti, verrà visto in diretta in Italia ma anche negli Stati Uniti, dove verrà trasmessa una sintesi di 60 minuti sul canale pubblico statunitense PBS, seguito quotidiamanente da circa 90 milioni di spettatori.
Di conseguenza se noi adesso diamo un’immagine incoraggiante favoriamo anche il turismo, e io vedo che in questo momento anche il Governo è molto attivo in questo senso: il Presidente Draghi si sta battendo per risollevare le sorti del turismo in Italia, anche perchè stiamo subendo la concorrenza di paesi in un certo senso più “spregiudicati” di noi che fanno proposte più allettanti che rischiano di lasciarci al palo.
Anche per questo motivo noi diciamo che bisogna approfittare anche di queste occasioni, perchè l’Arena rappresenta anche uno dei simboli della cultura italiana, quindi nel momento in cui diamo un’immagine più normale o che si sta avviando verso la normalità è chiaro che incoraggiamo sia il turismo interno che quello che arriva dall’estero.

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