Marco Masini: «Suonare in un teatro vuoto sarà strano, ma bisogna tornare a fare musica» (intervista)

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Marco Masini
@Luisa Carcavale

Domani, domenica 9 maggio alle ore 21 in diretta streaming dal Teatro della Pergola di Firenze, Marco Masini si esibirà per la prima volta in live streaming, con uno speciale concerto acustico. I biglietti dello show sono disponibili in prevendita sul sito ufficiale dell’artista, www.marcomasini.it.

 Il concerto, realizzato al Teatro della Pergola di Firenze per gentile concessione della Fondazione Teatro della Toscana, sarà l’occasione per ascoltare i grandi successi del cantautore toscano in una speciale veste acustica, oltre ad alcuni brani riscoperti per l’occasione.

Abbiamo raggiunto Marco al telefono durante le ultime prove di messa a punto della scaletta per farci raccontare quello che succederà domani sera, in questo suo “debutto” streaming.

Come ti senti a poche ore da questo concerto che sarà una novità per te, sia per la forma, ovvero lo streaming, che per la sostanza, visto che i tuoi brani avranno una veste musicale nuova?
Siamo sotto pressione, ma un po’ di pressione fa bene dopo questo periodo così vuoto. Finalmente un po’ di lavoro e di adrenalina: ci serve e ne abbiamo anche bisogno perchè siamo stati troppo tempo senza.
Ci stiamo preparando a qualcosa che appartiene alla nostra quotidianità e torniamo nel nostro habitat naturale che è il teatro, il palcoscenico, quindi la musica.
Credo che sia necessario anche per non perdere la speranza, perchè già è brutto tenere fermo un artista e dei musicisti, ma in conseguenza di questo bloccare anche tutto il resto della categoria, come i tecnici, i fonici, i datori luci e tutta quelli che fanno sì che la musica esista è veramente difficile, anche perchè dietro ognuno ognuno di loro c’è una famiglia.
Anche per questo siamo contenti di fare questo concerto.

Inoltre questo live sarà a sostegno della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.
Abbiamo cercato anche di rivolgere uno sguardo a chi quotidianamnete soffre di problemi che sono passati in secondo piano per colpa di un protagonista assoluto come il Covid.
Io penso che i bambini abbiano bisogno di attenzione, anche psicologica, e che abbiano bisogno di affetto e di iniziative che si rinnovano continuamente per regalare loro non solo le cure, ma anche un sorriso, e l’Ospedale pediatrico Meyer con la sua Fondazione lo fa veramente da tanto tempo.
Di conseguenza abbiamo deciso di collaborare con loro e usare questo concerto e la musica, che per noi è un linguaggio universale e che può lanciare messaggi importanti, e devolvere una parte d’incasso per contribuire ad una causa importante in un momento così delicato e particolare.

Come sarà fare un concerto in un teatro vuoto, però sapendo che il pubblico ci sarà, anche se dall’altra parte di uno schermo?
È la domanda che mi pongo tutte le notti prima di andare a dormire, ma finchè non lo faccio non potrò capirlo.
Spero che non ci saranno momenti di tristezza, perchè non vedere gente in sala sarà abbastanza triste, alla fine il pubblico è l’80% del concerto, e cantare tutto da solo è veramente brutto: le storie si condividono perchè si devono cantare insieme.
Anche per questo motivo qualche parte la canterà qualche mio musicista, ci alterneremo e cercheremo di creare una sorta di band vera, di gruppo, cercando di fare il possibile per dare un senso d’insieme, perchè non è bello sentire una voce sola nei concerti, ma è bello sentirne mille, duemila, tremila.

Tra le foto che hai pubblicato su Instagram nei giorni scorsi ce ne sono un paio di te con la chitarra in mano: una novità assoluta, per come ti abbiamo sempre conosciuto, ovvero un tutt’uno col pianoforte.
La chitarra un po’ la strimpello, anche se chiaramente non sono Steve Lukather. In quel momento lì stavo pensando una cosa e mi era venuta con un giro di chitarra, così ho deciso di farmi una foto con la chitarra in mano.
In passato l’avevo già suonata in Bella stronza e un paio di volte l’ho suonata anche dal vivo, però non sono un chitarrista, anche se vado a tempo.
Quindi nonostante quelle foto non penso che domani sera mi vedrete suonare la chitarra.

Visto che anche l’estate scorsa, quando hai fatto il tour solamente piano e voce, hai ripescato alcuni brani che non eseguivi da tempo, pensi che domani possa essere un’occasione per rispolverare qualche canzone che negli anni hai proposto meno dal vivo?
Può essere che un paio di pezzi di questo tipo ci saranno, anche se ancora non abbiamo deciso quale sarà la scaletta definitiva perchè avendo riarrangiato tutti i brani in versione acustica stiamo ancora facendo le ultime scelte.
Ovviamente non possiamo lasciare fuori pezzi popolari come T’innamorerai, Bella stronza o Ci vorrebbe il mare, però gli altri magari un po’ più di repertorio li stiamo valutando e selezionando a seconda dell’arrangiamento che ne viene fuori.

Gli ultimi concerti dal vivo che hai fatto sono stati appunto quelli dell’estate scorsa nel tour piano e voce, dato che purtroppo il tour teatrale previsto in primavera è stato nuovamente posticipato e al momento per quest’estate è in programma solo il concerto in Arena a settembre.
Pensavi di fare comunque un tour estivo, magari simile a quello dello scorso anno?
Questo non lo so, perchè non si sa quello che succederà, anche se noi ci facciamo trovare pronti.
Lo vedi tutti i giorni, questo è un paese che apre e richiude, quindi non ho la più pallida idea di quello che potrà accadere.
Magari ad esempio programmiamo un concerto in Puglia, la Puglia diventa arancione e non si fa più il concerto, oppure ne programmi dieci, capita che cinque sono in zone rosse e quindi non li fai più.
Non è possibile capirlo, purtroppo, però noi ci faremo trovare pronti, quindi se dovesse capitare l’occasione ci saremo.

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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