Dodi Battaglia: «Per vincere serve coraggio. Réunion Pooh solo per beneficenza»

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Dodi Battaglia, uno dei più quotati chitarristi italiani e non solo, si rimette in gioco, realizzando un nuovo album di inediti, Inno alla musica. Nei 14 brani, di cui 4 strumentali, è racchiuso il “coraggio di vincere” di un artista che ha scritto la Storia della musica italiana. “Per vincere ci vuole l’umiltà di mettersi in gioco”. Dodi Battaglia lo fa ancora una volta.

Il nuovo album, che lo vede per la prima volta dal 2016 mettersi alla prova da solo, è stato anticipato dai brani One Sky, realizzato con il leggendario Al Di Meola, Il coraggio di vincere, Resistere e Una storia al presente. Tutti tasselli che fanno intravedere la nuova fase artistica dell’ex Pooh, presente anche in veste di autore.

Intervista (Inizia al contrario: Dodi chiede alla sottoscritta…)

Sei di Roma? Sento un accento poco milanese.
No, ho vissuto a Roma per alcuni anni, ma sono di Salerno

Ma sai che devo venire vicino Salerno in questi giorni? Perché c’è un liutaio che costruisce le chitarre su mie specifiche. Invece di incontrarci nei pressi di Salerno (lui vive ad Atena Lucana, pv. Salerno), ci vediamo a Capua.

Quindi le chitarre le compri dalle mie parti
Il mio attuale “spacciatore di chitarre” (ride) è campano. Si chiama Luigi Spezzacatena. Gli ho “rotto le scatole” per più di un anno sul lavoro, ma alla fine ha realizzato un gran strumento. Ora ha la possibilità di mettere in commercio queste chitarre, ma non prima della mia approvazione. Le cose fatte a mano sono fantastiche, hanno una suonabilità maggiore di quelle fatte in serie nelle grandi fabbriche, ma possono avere delle piccole imperfezioni.

Vedi questi campani… Andiamo al disco, Inno alla musica, un titolo già esplicativo. Un omaggio alla musica, che il Covid ha messo in un angolo.
Un omaggio sì alla musica messa in angolo, e un omaggio anche alla musica che è stata la mia vera costante. La musica, che ho abbracciato quando avevo solo cinque anni, e leggevo le note sul pentagramma ancor prima delle parole, non mi ha mai abbandonato, regalandomi grandi soddisfazioni. La musica è la nostra compagna di viaggio, volente o dolente. Cosa sarebbe la nostra vita se non avessimo una colonna sonora musicale ad accompagnarla? Questo titolo l’ho voluto fortemente, anche se inizialmente avevo scelto Una storia al presente.

Come l’omaggio a Stefano D’Orazio
Esatto, uno dei brani più importanti del disco, che ho voluto dedicare al mio amico fraterno. Ho pensato anche che io stesso fossi “una storia al presente”. Con il mio passato, la “storia in musica” degli ultimi 50 anni, ma anche il presente, colui che sta lavorando a un’operazione discografica in uscita. Alla fine non ho scelto questo titolo, perché non volevo che qualcuno pensasse che avessi approfittato della perdita di un fratello, qual è Stefano. Ho optato quindi per Inno alla musica, perché il disco è un inno a quest’arte, alla mia maniera di intendere la musica. Nel disco ci sono dieci brani cantati, in cui ho partecipato anche come autore.

Non è un debutto in questa veste, però (Ha scritto già per il suo primo Ep, del 1985; tra gli autori figura anche Vasco Rossi)
Avevo già scritto dei testi, ma non come in questo caso, un 80% del lavoro. È un disco in cui ho immagazzinato quanto successo negli ultimi 5 anni, da quando i Pooh hanno deciso di scendere dal palcoscenico fino ad oggi. Approfittando di questo periodo di stasi, mi sono concentrato sul nuovo lavoro. Sono diventato addirittura monotematico: dalla mattina alla sera avevo l’unico obiettivo di portare al termine l’album. Inno alla musica rispecchia molto il mio modo di essere. È concepito con l’intento di fare brani popolari, usando la chitarra con un atteggiamento più energico, più rock, e una maniera di cantare più nostalgica, romantica e tradizionale. A queste mie due scuole di pensiero ho voluto aggiungere una caratteristica che mi accompagna da tempo, quella dello strumentista. Per cui ci sono anche quattro brani strumentali, tra cui One Sky, realizzato con il leggendario Al Di Meola. Per la prima volta, dopo cinque anni, Dodi Battaglia si mette in gioco, e l’ho voluto fare ad ampio spettro, sotto il profilo della canzone, dei brani strumentali, e dei brani più rock, per dare di me una visione inedita.

Resistere è uno dei singoli già usciti. È un po’ il comandamento di questi tempi. Come resiste Dodi Battaglia?
Resistere è proprio un imperativo, in questo momento. Con i Pooh abbiamo “resistito” 50 anni perché avevamo il grande obiettivo di portare a termine almeno il sogno di cinquant’anni di attività. In questo momento ho il sogno di portare avanti il mio modo di essere.

Citando Il coraggio di vincere, ci vuole più coraggio a vincere che perdere?
Per avere il coraggio di vincere ci vuole l’umiltà di prepararsi al traguardo. L’umiltà di mettersi in gioco. Sono anche un pilota di auto e so cosa vuol dire. Questo lo puoi fare solo quando hai una preparazione adeguata. Prima di salire su un palco o una macchina da corsa, devi studiare, devi parlare con i tuoi meccanici, guardandoli in faccia. Devi essere sicuro che i bulloni siano avvitati, devi essere sicuro di poter affrontare un concerto che dura due ore.

In Festa racconti la normalità a cui speriamo di tornare. Sarà una normalità giocoforza diversa da quella a cui eravamo abituati…
Immagino una maggior profondità. Saliremo su un palco con una convinzione ancora maggiore di vivere un momento che può finire da un momento all’altro. Chi fa questo mestiere, immagina e posticipa i tour negli anni.. Ma ora non daremo più niente per scontato. Ogni festa, ogni spettacolo, ogni momento di aggregazione, sarà un’occasione unica, pensando: “Chissà se tornerà”.

Sempre in Resistere dici di aver fatto due chiacchiere con te stesso. Ti intimorisce l’introspezione?
Il dialogo con se stessi è una caratteristica che deve contraddistinguerci. Fa bene, dà una grande motivazione per affrontare i grandi traguardi che quotidianamente ci diamo. Personalmente mi interrogo molto, anche prima e dopo la nascita di questo disco. Mi sono chiesto quale immagine volessi dare di me stesso, cercando di tirare fuori chi sono veramente. Sono sicuramente un chitarrista con una passione bruciante, che ha fatto questo mestiere per tanti anni, e vuole continuare a farlo, sempre con nuovi stimoli e traguardi.

Farai dei concerti in giro per l’Italia?
Pochi giorni fa ho ricevuto la prima offerta concreta per fare un concerto con la mia band. Ho risposto al mio manager: “Mille di questi concerti”, con la speranza che ce ne saranno altri.

L’ultima domanda non può che essere questa: ci sarà una réunion dei Pooh in onore di Stefano?
Per me anche domani mattina. A patto però di trovare una persona che stacchi un assegno in ONI, e che vada in beneficenza. I Pooh hanno avuto talmente tanto nel corso della loro storia, che devono essere messi in condizione di poter restituire.

Questa la tracklist dell’album: “Il coraggio di vincere”, “Resistere”, “Un film da festival”, “I love you disperato”, “Quasi un miracolo”, “Una storia al presente”, “Maledetto il destino”, “Lisbona”, “Festa”, “Inno alla musica”, “One sky Extended (Feat. Al Di Meola)”, “Sincerity”, “Primavera a New York”, “Fire (Feat. Alexandra Greene) (Bonus track)”.

Il disco (in uscita il 14 maggio) è disponibile nella versione CD, contenuta in un cofanetto cartonato insieme a un libro fotografico di 64 pagine con testi e foto, e in versione doppio vinile, con cofanetto cartonato, libro fotografico di 32 pagine con testi e foto e i 2 vinili 33 giri 180 grammi di colore nero.

Dodi BattagliaLa copertina lo ritrae con una chitarra che brucia, gesto che emula quello di Jimi Hendrix del ’67, e omaggia la sua compagna di palco.

 

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