Lo avevamo annunciato qualche giorno fa proprio in questo spazio che Bruce avrebbe ricevuto il Premio Woody Guthrie, ieri (13 maggio). Ma la notizia del giorno è che Springsteen proprio durante la performance di ieri dal granaio di casa sua a Colts Neck – 65 minuti con quattro brani chitarra voce e armonica – ha annunciato l’uscita di un suo nuovo album e tutti sappiamo che ad ogni nuovo disco in genere fa seguito un tour. Ma non corriamo troppo e procediamo con ordine.
Springsteen – intervistato da Bob Santelli via streaming- ha parlato del grande impatto che ha avuto nella sua formazione musicale e nella sua composizione la California:
“La California – ha detto Bruce – ha avuto un enorme impatto su di me, dandomi l’ispirazione per alcune delle cose più importanti che ho scritto in tutti gli anni Novanta e per tutti i Duemila”. Aggiungendo “E anche adesso, in un disco che uscirà a breve e che è ambientato in gran parte nel West, mi sono trovato molto coinvolto in queste storie ‘western’”.
A premiare Bruce è stata la figlia di Woody Guthrie, Nora, e nel momento della consegna del premio, Springsteen ha sottolineato come Woody Guthrie lo abbia “salvato” in qualche modo: “Quando avevo 28 anni, non avevo speranze, ma nella musica di Woody ho trovato quello di cui avevo bisogno e che non riuscivo a trovare nella musica pop o country dell’epoca, ovvero la speranza stessa. Ho sempre detto – ha continuato Bruce rivolgendosi a Nora – che Bob Dylan è stato il padre del ‘mio’ country’, ma tuo padre è stato il nonno di questo country. E’ stato l’autore della prima musica in cui ho trovato quelle riflessioni sull’America che io ritenevo vere, dove credevo che il velo fosse strappato via, e che stessi vedendo il vero paese in cui vivevo messo a rischio per tutta quella gente come i miei amici e i miei vicini di casa. E questo mi ha portato molto, molto profondamente in una direzione in cui, senza l’influenza di Woody, in quel preciso momento non sarei arrivato. Avevo trent’anni e iniziammo a suonare This Land Is Your Land ai concerti. Non so se ci sarei mai arrivato, non so se avrei mai trovato quel tipo di speranza, quel genere di dedizione, per trasformare il mio lavoro in una qualche forma di azione e di andare un po’ più a fondo nel raccontare le storie di persone che – l’ho sempre sentito – rimanevano spesso inascoltate”.
Parole importanti che spiegano ancora una volta – qualora ce e fosse bisogno – la differenza che c’è tra Bruce Springsteen e tutti gli altri. Al termine della conversazione con Bob Santelli, Bruce si è esibito in quattro brani, di cui due di Woody Guthrie (“Tom Joad” e “Deportee (Plane Wreck at Los Gatos)”, e due suoi: “Across the Border” e “The Ghost of Tom Joad”. Scelta ovviamente non casuale soprattutto per quel che riguarda le canzoni di Guthrie che parlano una della brutalità della polizia americana, e l’altra di immigrazione. Due temi che ancora oggi assillano l’America e che sembrano non solo non essere stati risolti, ma addirittura neanche minimamente alleggeriti. “Le nostre leggi sull’immigrazione – ha sentenziato Bruce prima di attaccare “Deportee” – sono un casino oggi”.
Dunque, la notizia fondamentale è che presto avremo un nuovo disco di Bruce. Sognare? Sì adesso si può… Nel frattempo, ecco cosa ha detto Bruce nel momento di ricevere il premio:
p.s. La foto in evidenza – così come il video – sono tratti da internet







































