Coletta, direttore Rai1: «I Måneskin sono l’Italia che fa un passo avanti, lontano dalle canzonette»

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Non succede, ma se succede… Il giudizio lo lasciamo agli altri, ma un po’ci stiamo credendo”. Alla vigilia della finalissima del 22 maggio (in diretta su Rai Uno dalle 20:40), i Måneskin raccontano alla stampa italiana l’avventura all’Eurovision Song Contest, che li ha portati a sventolare il tricolore sul tetto del mondo.

Le aspettative sono alte, la band romana è lanciatissima in quel di Rotterdam, ma vincere non è così scontato. “Non vediamo l’ora di rappresentare l’Italia su un palco così importante – interviene Victoria –l’Eurovision è un evento di ripartenza per l’Europa. Non c’è competizione – aggiunge – il clima è di grandissimo supporto reciproco”.

La loro Zitti e buoni è stata accolta con entusiasmo dal pubblico oltre confine, seppure lontana dagli standard classici” della melodia italiana. Il brano è il più ascoltato tra quelli in gara, a livello mondiale. “Noi rappresentiamo quello che siamo, senza per forza incasellarci in un genere – commenta Vic – Ci fa piacere la risposta degli altri Paesi, che non si aspettavano un brano così dall’Italia”. Le fa eco Damiano: “Il nostro segreto sul palco? Funzioniamo perché siamo trasparenti. Siamo quattro amici che suonano”.

Interviene il direttore di Rai Uno, Stefano Coletta. “I Måneskin mostrano un’Italia che ha fatto un passo avanti, con un codice espressivo contemporaneo, lontano dallacanzonette”. Le affermazioni del direttore di Rai Uno, per quanto spinte dall’entusiasmo, sono a dir poco eccessive. L’Italia è la patria di quelle “canzonette” che hanno fatto la Storia del Paese, e che lui oggi sembra ripudiare senza troppi complimenti.

Ringrazio Claudio Fasulo (vice direttore Rai Uno) – aggiunge ancora Coletta – che cura l’evento, e la nostra coppia alla conduzione, Gabriele (Corsi) e Cristiano (Malgioglio). I due, Corsi e Malgioglio, promettono di scambiarsi i vestiti in diretta, in caso di vittoria italiana.

Non succede, come dicono “i nostri”, ma se succede, l’anno prossimo l’Italia potrebbe essere la patria della kermesse. Claudio Fasulo, vice direttore di Rai Uno, smentisce in coda la diceria che vedrebbe l’Italia boicottare l’eventuale vittoria, per non accollarsi i costi di preparazione dell’evento. “È una leggenda metropolitana. Ci piacerebbe eccome vincere, e ospitare l’evento musicale più grande del mondo”.

Dopo l’Eurovision i Måneskin torneranno al lavoro in studio: a fine anno esce il secondo capitolo di Teatro d’ira- Vol.I. E poi c’è il tour.

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