Storie di mare e piccole terre, Isabella Turso: «Rispettiamo il nostro pianeta»

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Musica e teatro si uniscono in un appello per la tutela dell’ambiente. Storie di mare e piccole terre è una fiaba surreale ed ecologica di Maurizio Dini Ciacci, con la video-regia del premio Oscar Luc Jacquet, testi e voce di Dario Vergassola, e interventi musicali di Isabella Turso, Dargen D’Amico, Marquica e Michele Tadini. Lo spettacolo inedito, al debutto il 20 maggio dal teatro Auditorium di Trento è in live streaming su LIVENow, questa sera – 23 maggio, alle 20.

Il progetto, che unisce diverse espressioni artistiche, è prodotto dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, in collaborazione con il MUSE, Museo delle Scienze. Ne abbiamo parlato con la pianista/compositrice Isabella Turso, che ha curato le musiche con Maurizio Dini Ciacci – direttore d’orchestra, pianista, compositore e responsabile musicale dello spettacolo – e Michele Tadini.

Storie di mare e piccole terre va in scena questa sera in streaming su Live Now. Com’è stato accolto lo spettacolo?
Con molta curiosità, complici i protagonisti, come il premio Oscar Luc Jacquet, che ha curato la video-regia, creando incredibili suggestioni visive. I testi e le voci sono di Dario Vergassola, che recita le “Storie di mare e piccole terre” tratte dal suo libro, con animali del mare che prendono vita e raccontano delle storie in prima persona, divertenti e poetiche. Gli interventi musicali sono invece condivisi con il mio carissimo amico Dargen D’Amico, con cui ho realizzato un album e un tour qualche anno fa. Sono felice di ritrovarmi dopo il lockdown e un anno difficile come questo – soprattutto per il mondo dello spettacolo – a calcare il palco con questi artisti.

Il debutto era previsto per lo scorso ottobre, rinviato proprio per il Covid…
Pensa che hanno deciso di chiudere tutto proprio dopo la prima prova. È stata una bella botta, soprattutto per il lungo lavoro fatto. Avevo già scritto le musiche con il maestro Maurizio Dini Ciacci e Michele Tadini.

Com’è tornare sul palco dopo tanto tempo?
Da chi sale sul palco al tecnico delle luci, tutte le persone coinvolte avevano una luce negli occhi che mi ha emozionato molto. È come se non ci fossimo mai fermati, nonostante la pausa, perché la passione che abbiamo fa ripartire tutto più velocemente.

Come accennavi, ci sono diverse espressioni artistiche sul palco. Lo spartiacque tra i generi quindi è un limite solo della critica e del pubblico?
Forse più della critica. Il pubblico è più preparato, soprattutto in questa fase storica, perché c’è desiderio di avvicinare sensibilità solo apparentemente differenti. Questo spettacolo, con tutte le diversificazioni artistiche, è la mossa giusta per “abbracciarsi” e fare gruppo.

Storie di mare e piccole terre è una fiaba ecologica…
Un tema a cui tengo molto. Ho pubblicato un album proprio lo scorso anno sulla tematica. Le storie parlano degli animali che vivono questa situazione sulla loro pelle. Una situazione che condiziona anche noi, perché anche noi viviamo su questo pianeta, anche se lo dimentichiamo spesso e volentieri: gli dobbiamo rispetto. Mi auguro che alla fine dello spettacolo si abbia qualche consapevolezza in più sul mondo che ci circonda.

La pandemia ha messo in risalto quanto poco sia considerata la musica in Italia. Quante volte ti sei sentita dire: “Fai la musicista.. ma di lavoro?”.
Ehh (sospira) non le conto più. Posso accettare che uno di questi tempi non capisca come si possa vivere di musica. In realtà l’industria musicale è un motore economico importantissimo, anche se non si fanno scelte mirate per aiutarla.

Lo streaming è stato un buon sostituto del live, in questi mesi?
È stato una boccata d’aria. In futuro credo avrà il ruolo di amplificatore mondiale di quello che succede sul palco, dal vivo. Questo può creare ancora più opportunità.

Come si rialza il settore dello spettacolo dal Covid?
Come facciamo noi, abbracciando situazioni artistiche diverse, senza paure e preconcetti.

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