Crudelia

Da dove viene la Crudelia della Carica dei 101?

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Crudelia
di Craig Gillespie
con Emma Stone, Emma Thompson, Mark Strong, Paul Walter Hauser, Jamie Demetriou

La scommessa, a sessant’anni dalla Carica dei 101 della Disney, quella a disegni animati, era spiegare che Crudelia De Mon (in originale Cruella De Vil: De Mon demone, De Vil diavolo) non era cattiva: è che l’avevano disegnata così.
Qui hanno ripreso il personaggio inventato da Dodie Smith della nevrotica dai capelli bicolore che vuole farsi pellicce di cane dalmata e l’hanno trasformata in un’orfana a cui una terribile creatrice di moda (la Baronessa) ha ucciso la mamma facendola attaccare da cattivi cani dalmata. Le parti si sono invertite. Cattivi erano i cani. L’orfana dai capelli bicolore (da adulta Emma Stone) vero nome Estella, soprannome Crudelia perché ha un cattivo carattere, si nasconde in una Londra tra Dickens, Tim Burton e gli anni Settanta, cresce insieme a due ladri, ma sogna di rivoluzionare l’alta moda e s’infiltra nell’atelier della Baronessa (Emma Thompson) dove si fa notare per la sua creatività come Estella: poi all’esterno come Crudelia, mix gotico punk di una supereroina, la cugina di Joker e una creatrice di moda, l’attacca e le fa guerriglia modaiola creando abiti immaginifici fino a scalzarla dal suo piedistallo.
È una storia terribile? Sì, ma non triste, anche se c’è persino l’agnizione e il medaglione come nei feuilleton, ed è scandita da molte belle canzoni ormai mitiche e una recitazione survoltata, una specie di balletto che ogni tanto frena, ma è potente: il regista è il Craig Gillespie di Tonya (la storia della pattinatrice criminale) e di Lars e una ragazza tutta sua (Ryan Gosling innamorato di una bambola a grandezza naturale). È la seconda volta che la Disney fa una variante della Carica dei 101 con attori in carne e ossa (La carica dei 101- Questa volta la magia è vera), e non è chiaro se questa Crudelia è un prequel di quella Crudelia, perché questa è inquieta, ma quella là i cani a pois voleva scuoiarli davvero (e infatti aveva più fascino dei personaggi buoni…)

 

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