Silvia Conti: «Ho voluto ricordare Erriquez scrivendo una canzone che parla di lui»

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Erriquez

Come è nata Il filo d’argento (per Enrico), la canzone che Silvia Conti ha dedicato a Erriquez della Bandabardò, scomparso recentemente, lei lo racconta così: «Enrico è stato uno degli uomini più importanti della mia vita e la sua morte mi ha lasciata sgomenta e furiosa. Ho scritto questo pezzo nove giorni dopo la notizia, l’ho praticamente “vomitata” in una manciata di istanti. La creatività, esorcizzare il dolore attraverso la forma del suono e delle parole è stata una piccola salvezza. Almeno per resistere un poco di più… Eppure non mi era facile lavorarci sopra. Così l’ho messa nelle mani di Bob (Mangione) per aiutarmi a tirar fuori il vero sentimento del brano. E lui l’aveva conosciuto bene Enrico… ed è bastato per far quadrare un cerchio di vita e di non vita… Penso sia nata una bella canzone. Di sicuro è nata una canzone per la mia vita. Ma è altrettanto vero che questa è una delle canzoni che nessuno vorrebbe mai dover scrivere…”».

Questo brano in pratica è una sintesi del suo eterno legame con Erriquez. Silvia Conti manifesta una dovuta fragilità, un dolcissima linea di confine tra la vita e la morte, dentro cui poggiare parole sofferte e sentite in un equilibrio che non sarà mai stabile e sicuro.
Ne Il filo d’argento (per Enrico) ritroviamo le chitarre e la produzione artistica di Bob Mangione, la batteria di Fabrizio Morganti, il basso di Lorenzo Forti e i disegni di chitarra acustica di Francesco “Frank” Cusumano. La squadra torna a completarsi con la registrazione di Gianfilippo Boni presso Paso Doble Studio e il mastering di Giovanni Versari presso la Maestà Studio.

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Ritroviamo anche quelle tracce di blues delle origini, quella viscosità vocale che è segno di ferite e di vita vissuta, che è segno di nostalgie e di colpe, che è anche un motivo in più per non fermare il tempo per quanto sarebbe un sogno di rinascita e di salvezza.

Una canzone che cerca nel senso alto e nobile del suo significato, un modo di fotografare per l’eternità quel legame di anime affini che si crea dopo aver condiviso tanto nella vita e dentro tutti i suoni che essa custodisce.

Silvia Conti ha passato gran parte della sua vita su un palco, sia come solista, sia collaborando tra gli altri con Le Orme, Bandabardò, Tiziano Mazzoni, Whisky Trail e Marco Cantini. Intensa anche la sua attività teatrale. Il suo primo album solista è datato 2017 e si intitola A piedi nudi (psichedeliche ipnotiche nudità).

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Redazione
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