Scarda, è uscito “Bomboniere”: le mie canzoni d’amore gentili e mai banali

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È uscito venerdì 4 giugno il nuovo album del cantautore Scarda, all’anagrafe Domenico Scardamiglio, classe 1986.

Questo artista nato a Napoli che ha trascorso la sua infanzia in Calabria, a Vibo Valentia, è gentile, pacato e poetico e i tratti distintivi del suo carattere di rispecchiano a pieno nel titolo del suo terzo album: Bomboniere. L’unico termine – ci ha detto – che potesse descrivere il significato di questo disco.

Una raccolta di brani delicati, intimi e preziosi. Dieci canzoni essenzialmente pop ma caratterizzate da un profondo piglio cantautorale e legate le une alle altre da un unico tema portante, il più cantato di sempre: l’amore.

Abbiamo intervistato Scarda alla vigilia del suo concerto milanese di questa sera e ci ha raccontato qualche aneddoto sul nuovo album.

È uscito da qualche giorno il tuo nuovo album: da cosa viene il titolo, Bomboniere?

È fondamentalmente la parola che mi veniva in mente per descrivere tutte le canzoni. Sono brani “confezionati” in un certo modo e ci tenevo fossero così ordinati. Sono dei gioiellini, delle canzoni “piccole” e delicate, gentili, in questo disco non ci sono toni sopra le righe. Bomboniere è una parola che mi trasmette delicatezza e gentilezza, quella che reputo la più adatta a raccontarle.

Tu sei un cantautore molto riconoscibile nello stile, questo album ha come filo conduttore però l’Amore che è forse il tema più cantato e inflazionato: hai avuto paura di risultare banale?

Si, è una paura che ho avuto e che tutt’ora c’è. Allo stesso tempo però anche io rivendico il diritto di parlare d’amore, come tutti. È un tema molto pop, ma perché si scrivono canzoni d’amore? Perché la gente vuole sentirle e perché è il sentimento che ci preoccupa di più e a cui pensiamo di più. È difficoltoso trovare nuove parole che non siano già state usate per parlarne quindi è chiaro che il timore di essere banale c’è, ma lo faccio lo stesso. In fondo l’amore è anche un tema sociale.

Ci sono due pezzi: È stato lui e Asciutto in cui ti metti nei panni di una donna. Nel primo parlando addirittura in prima persona al femminile nel secondo pezzo immaginando e interpretando cosa una donna pensa. Come mai questa voglia di vedere il mondo da un punto di vista femminile?

Gran parte del mio pubblico, lo noto sia ai concerti che sui social, è femminile. Io vedo in loro molta immedesimazione nelle mie canzoni, non so se sia questo che mi spinge a mettermi nei loro panni. È una sorta di scambio che ho con chi mi ascolta. Nel mio primo album c’è un pezzo che si chiama Io lo so in cui parlo dal punto di vista di una donna, mi è capitato di farlo quasi per caso e siccome mi è arrivato tanto feedback di persone che si immedesimavano nella canzone, ho pensato che continuare su questo filone potesse essere una cosa bella. Lo faccio perché credo di arrivare alle persone ma anche perché è un universo che mi intriga, cercare di capire le donne è una cosa che mi piace tanto e il tentativo dovevo farlo.

Nella tracklist di Bomboniere, due canzoni Risacca e Tutti i giorni, si trovano una di seguito all’altra e sembrano essere consecutive anche nel significato: la prima parla della fase bella dell’amore e del motivo per cui quando finisce si sta male, la seconda proprio del vuoto lasciato da una fine. Sono due tempi di un unico racconto?

Credo di no, nel senso che non è la stessa storia, parlo di due argomenti ma in maniera separata. La novità di questo album rispetto al precedente è che racconto anche dell’amore vissuto bene, della parte bella, come accade in Risacca, appunto. Tutti i giorni rimane sul filone della sofferenza ed è molto pop. È uscito pop dopo la lavorazione in studio, il ritornellone non era previsto ma è venuto fuori e ci è risultato bello.

Lasciarti perdere vanta una collaborazione dalle origini tutte calabresi: quella con Cimini. Com’è stato, per un cantautore come te, affidarsi alla penna di un’altra persona?

È la prima collaborazione che esce ma, nel corso di questo anno di lockdown ho avuto il piacere anche di lavorare con altri colleghi. Il fatto che mi sia affidato a lui è innanzitutto per una questione di amicizia, con lui condivido sempre bei momenti: chiacchieriamo, beviamo, ridiamo. Poi abbiamo avuto anche un trascorso nella stesa etichetta agli inizi e siamo rimasti molto legati anche da questa cosa. Affidare la scrittura a un’altra persona ti mette sicuramente un po’ di ansia, ti spaventa che l’altro possa prenderla alla leggera. Invece in realtà credo che Federico si sia  immedesimato al meglio bel brano e sono molto soddisfatto di quello che ha scritto perché ha arricchito e reso più bella la canzone.

Hai parlato di altre collaborazioni che usciranno prossimamente su cui manteniamo il riserbo, ma c’è anche qualche artista con cui non hai ancora lavorato e con cui ti piacerebbe collaborare?

Dovendo scegliere, posso dirti che c’è una novità del panorama artistico uscita lo scorso anno che sta andando molto bene e che apprezzo particolarmente: Ariete. Mi piace come scrive e il sound che sta usando è molto interessante, non mi dispiacerebbe una collaborazione in futuro.

Programmi lavorativi per l’estate? 

Tanto live. Questa sera sarò a Milano e il 24 luglio a Fucecchio, poco lontano da Firenze. Poi ci saranno tante date che usciranno prossimamente. Spero di divertire il pubblico.

La tracklist di Bomboniere:

  • Niente
  • Risacca
  • Tutti i giorni
  • Lasciarti perdere
  • Da solo
  • Aquilone
  • È stato lui
  • Bagaglio a mano
  • Ti ricorderai
  • Asciutto

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Maria Francesca Amodeo
Classe 1991, calabrese, testarda e abitudinaria. Ho conseguito un master in giornalismo politico, economico e di informazione multimediale alla Business school del Sole24Ore. Amo il mare, soprattutto quello di casa mia. Le grandi passioni della mia vita però sono soprattutto tre: la politica, la scrittura e Luciano Ligabue. Ho così tanti sogni nel cassetto che non so più dove mettere i vestiti!

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