Bono ha copiato i Pinguini Tattici Nucleari? La polemica di cui (non) avevamo bisogno

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Bono degli U2

Da qualche giorno il web si è impreziosito di una nuova, quanto non necessaria, polemica: stando a molti Bono, nel suo recente inno agli Europei 2020 (composto con The Edge e Martin Garrix), avrebbe plagiato i Pinguini Tattici Nucleari, più precisamente il brano arrivato terzo in classifica allo scorso Festival di Sanremo: Ringo Starr.

Il commento di Riccardo Zanotti, cantante della band è stato ironico: ha semplicemente detto «Chiamatemi l’Albano di Albino» , facendo riferimento alle accuse che Al Bano fece a Michael Jackson per le somiglianze tra “Will you be there” e “I cigni di Balaka”.

Anche se, a onor del vero, bisogna fare uno sforzo di fantasia per utilizzare il termine plagio, ben più duro è stato il commento di Enrico Melozzi (nel 2020 dirisse l’orchestra del Festival di Sanremo proprio sul brano dei Pinguini) che, su Instagram, ha scritto:

«Non si può parlare di un #plagio degli autori nei confronti di Ringo Starr dei miei mitici Pinguini Tattici Nucleari, ma si configura un caso legale molto interessante. Ovvero, colui che ha preparato il pacchetto jingle, e ha selezionato quel frammento come suono del bumper degli Europei 2020 sta in quel caso modificando l’opera originale estrapolandone un frammento che però, almeno in Italia, significa una sola cosa: l’intro di Ringo Starr. Dunque a mio avviso una sorta di plagio c’è, ma non volontario degli autori, bensì (volontario o involontario conta poco) da parte degli editori e quindi delle televisioni che hanno scelto e approvato quel frammento. Ovviamente si configurerebbe un concorso di colpa tra l’arrangiatore (che ripeto non può essere accusato di plagio per un piccolissimo cenno nascosto nel brano che non influisce minimamente nella natura del brano, è superfluo e marginale a livello musicale), l’editor del logo che ha selezionato proprio quel frammento e chi lo manda in onda, perchè essendo il bumper brevissimo ed essendo il suo contenuto al 100% l’intro di Ringo Starr, non c’è alcun dubbio che la sua funzione, almeno in Italia, sia quello di attirare l’attenzione nei riguardi del televisore richiamando una melodia molto ben nota al pubblico italiano.
Quindi penso che i Pinguini abbiano diritto a vedersi riconosciuta la paternità del bumper e i relativi diritti d’autore, non rifacendosi sugli autori (se non in minima parte) bensì su coloro che hanno selezionato, approvato e mandato in onda quel logo sonoro!».

Intanto internet, come sempre in questi casi, ha tirato fuori il meglio di se, con dei mashup che, almeno in teoria, lasciano aperta la possibilità della cospirazione.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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