Tiziano Ferro: vent’anni di carriera senza mai tradire sè stesso

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Sono passati vent’anni da quel 22 giugno 2001,  quando Rds annunciava Xdono nello spazio “novità”. Tiziano Ferro battezza il ventennale di carriera con un lungo post sui social, che abbraccia il suo intero percorso. Il post chiude con una dedica ai fan: “Due decenni, una collezione infinita di disfatte, ma non mi sono mai sentito giudicato, additato, tradito, ferito. E sto parlando di chi mi segue”.
 
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando quel “bimbo dentro” ha mostrato a tutti il suo talento e la sua storia. In un tempo in cui va di moda spettacolizzare il proprio vissuto, Tiziano Ferro ha scelto di farlo solo per amore di sé stesso. Amarsi, che traguardo difficile per lui. È il 2010, è l’anno del suo coming out. Non tutti sanno che il giorno prima dell’intervista rilasciata per Vanity Fair, Tiziano scrisse un emozionante post riservato esclusivamente al suo fanclub. Un messaggio con cui si liberava da quel peso che l’accompagnava da anni, che gli impediva di vivere davvero. Aveva paura, paura di non essere capito, ma la “sua gente” – come ricorda oggi – non l’ha mai giudicato né messo in discussione, l’ha semplicemente amato.

Ferro è anche uno degli ultimi cantautori italiani da esportazione, seguitissimo in Spagna e Latino America (i suoi dischi escono – sin da Rosso relativo – anche per il mercato internazionale). Ha scritto per tanti colleghi, duettato con artisti italiani e non, riempito stadi, ha fatto il produttore, ha scelto sempre la strada più giusta per lui, mai quella più facile. La riprova è nell’altra rivelazione dolorosa (dello scorso anno), legata suoi problemi d’alcolismo. Ne parla nel documentario, Ferro (già premiato con il Filming Italy Los Angeles e in lizza per i Diversity Media Awards).

Scoperto da Mara Maionchi e Alberto Salerno, da subito incrocia la sua strada con quella di Fabrizio Giannini (il manager), da anni il suo angelo custode. Casa a Los Angeles, ma cuore in Italia (in particolare alla sua Latina), per l’ultimo disco d’inediti, Accetto miracoli, si è tolto lo sfizio di farsi produrre da TimbalandBuona (cattiva) sorte (primo singolo) è anche un mezzo spoiler del suo matrimonio con Victor. Nel documentario c’è spazio anche per quell’amore che lo rende finalmente un uomo felice. Un amore che da anni riserva anche agli amici a quattro zampe (è testimonial del Ministero della Salute per l’adozione di cani e gatti).

A segnare questi primi vent’anni di carriera, tra due anni un appuntamento da incorniciare. Torna negli stadi (per la terza volta), tour rimandato ben due volte a causa del Covid. Il cantante ha scelto di cancellare la tournée precedente e dare la possibilità a chi volesse di ricevere il rimborso del biglietto. Pratica (quella del rimborso) poco diffusa tra gli artisti nostrani. E nell’attesa? Dopo l’album di cover, realizzato con Marco Sonzini, speriamo presto in un nuovo progetto. Noi l’aspettiamo sempre.

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