I règaz de Lo Stato Sociale tornano a Bologna

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«Sono tre anni che i règaz non tornano a casa».

Forse basta questa frase detta da Fiò, uno dei tecnici de Lo Stato Sociale, per descrivere il loro concerto al NOVA di Bologna. Bologna ha aspettato i règaz per 3 anni (e 10 giorni), cioè da quando riempirono, nel pieno del loro boom sanremese, Piazza Maggiore (QUI il nostro racconto).

In questi 3 anni è successo di tutto, pandemia compresa, ma l’amore della città per la band non è scemato, anzi.  Possiamo dire che, forse, la parola amore è quella che descrive meglio la serata: dall’amore espresso dal pubblico (tutto esaurito da giorni), all’amore sul palco. In questo tour, tornato all’essenzialità, i ragazzi della band hanno voluto puntualizzare più volte l’importanza che il gruppo ha avuto nelle loro vite, quanto questa amicizia li abbia letteralmente salvati e quanto siano grati di questo.  Ed è raro trovare una sincerità e un’umanità di questo genere.

Il concerto corre sulla leggerezza e allegria: in scaletta trovano ampio spazio le canzoni di Attentato alla musica italiana, l’ultimo album dei règaz, con ben 9 brani sui 18 totali, impreziositi da due ospiti d’eccezione, Cimini su Fucking primavera e Jacopo Et su Combat Pop. Il pubblico è partecipe, coinvolto e risponde sempre presente e facendosi trovare pronto a tutti gli inviti della band.

E anche quando compaiono i primi imprevisti, i règaz sono in grado di svoltare la serata: durante Sono così indie infatti, di colpo è saltata la corrente, obbligando la band a un veloce piano B. In un secondo Lodo ha preso la chitarra acustica, è sceso con la band tra la gente, e ha suonato, voce e chitarra, Cromosomi, riscuotendo l’applauso generale.

Un concerto de Lo Stato Sociale fa bene, per il semplice motivo che è impossibile non affezionarsi ai règaz: ci si riconosce in loro, nella loro normalità, nel loro essere disillusi e combattivi, seri e ironici, divertenti e pensanti. In fondo la forza de Lo Stato Sociale sta proprio nel riuscire a stare in questo equilibrio tra una forte ironia e dei messaggi importanti, senza mai correre il rischio di risultare falsi o finti.

SCALETTA
1. Perso
2. Mi sono rotto il cazzo
3. Sesso, droga e lavorare
4. Fucking primavera (con Cimini)
5. Fantastico!
6. La musica non è una cosa seria
7. Il giorno dopo
8. L’unica cosa che non so fare
9. Sono così indie
10. Cromosomi (acustica)
11. Niente è per sempre
12. Niente di speciale
13. Barca
14. Combat Pop (con Jacopo Et)
15. Una vita in vacanza

BIS
16. Abbiamo vinto la guerra
17. Amarsi male
18. Eri più bella come ipotesi

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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