Valley of the Gods

Cosa lega un miliardario, uno scrittore, i Navajos e il capitalismo?

0

Valley of the Gods
di Lech Majewski
con Josh Hartnett, John Malkovich, Bérénice Marlohe, Keir Dullea, John Rhys-Davies

Basta usare Malkovich per rappresentare l’uomo più ricco e più eccentrico del mondo che ha un palazzo scavato dentro un pinnacolo della Valley of the Gods (parente in minore della Monument Valley in cui John Ford girava in suoi western)? Basta fotografarla con una nitidezza da togliere il fiato? Lanciare dal canyon una Rolls Royce con una catapulta disegnata da Leonardo Da Vinci è una raffinatezza o una stramberia? E se un indiano della riserva Navajo fa sesso con la Madre Terra è sacrale o buffo che nasca un bebé pesante come la pietra? E uno scrittore in crisi sentimentale che porta in macchina la scrivania per scrivere nel deserto  è curioso o ridicolo? È siamo davvero al confronto tra l’idea di natura dei nativi americani e il capitalismo? Valley of the Gods è l’ennesimo confronto molto estetico tra Majewski e il sublime, l’altissimo, lo stranissimo dopo Onirica e I colori della passione. Ogni scena è un quadro da incorniciare, trovare un legame ragionevole tra i quadri a volte è un bell’enigma e a volte un passatempo kitsch.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

 

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome