Davide Shorty e il suo fusion. tour incantano in una serata di grande musica

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Mentre mi apprestavo a raggiungere il parco Berlinguer di Russi (RA) per prendere parte a quella che sostanzialmente era la prima tappa del tour di Davide Shorty ed il suo fusion. (rigorosamente tutto minuscolo e con il punto alla fine) mi sentivo felice come quando 20 anni fa andavo ai concerti ed alle jam sessions dei miei artisti preferiti.

Finalmente, dopo troppo tempo, si poteva tornare ad assaporare un po’ di buona musica live, ma ad alimentare il mio entusiasmo non era solo la possibilità di ascoltare uno dei migliori artisti che ci sono al momento nel panorama musicale italiano, ma anche la possibilità di ascoltare ed incontrare Dj Lugi, un vero e proprio pezzo di storia della musica rap italiana, incaricato del pre e del post show con la sua consolle ed il suo mic: “Porto sempre microphone e dischi… mischi… Lugi con il funk e siamo frischi” è un estratto di un vecchio testo del dj-rapper di origine etiope con radici calabresi.
Ho avuto la fortuna di fare una bella chiacchierata anche con lui prima dell’esibizione e mi ha confermato la caratura dell’uomo e dell’artista, lo stesso che ha sempre messo nei suoi testi un messaggio importante soprattutto di integrazione ed uguaglianza, e quando mi ha detto «sono un artista analogico» mi sono davvero esaltato, tornando ai tempi in cui questi messaggi giravano sui nastri nel mio walkman. Vi consiglio di ascoltare qualcosa di Lugi e del suo inconfondibile stile.

Davide Shorty era davvero molto carico, avevamo avuto modo di parlare spesso prima di questo concerto e dalle sue parole traspariva evidente la voglia di tornare sul palco, di lanciare il suo messaggio, di fondersi con la sua Straniero Band e tornare a fare musica dal vivo. Suonare, questa parola è centrale, perché nel lavoro di Davide la parte strumentale assume un ruolo fondamentale e non solo dal vivo: come traspare da tutti i suoi lavori è un artista diverso dalla nuova generazione elettronica fatta di synth e campionatori, infatti ama che la sua musica nasca come una volta: da una chitarra, da una tastiera o semplicemente da una percussione, e questa anima traspare evidente quando viene portata su un palco.

La prima bella sorpresa del concerto arriva dall’apertura: al microfono si presenta Sans Soucis, che con il solo accompagnamento della chitarra si presenta con una voce calda ed avvolgente che cattura gli astanti dimostrando quanto le corde vocali siano il più ipnotico degli strumenti. Personalmente mi ha ricordato quando Lauryn Hill con la sua chitarra conquistava il pubblico in un incredibile unplugged che poi diventò un meraviglioso disco, MTV Unplugged 2.0.

Arriva così il momento di Shorty, e della sua voce, o meglio del suo fusion.. Sì, perché Davide sul palco è tantissime cose e tutte di un livello eccelso: è un rapper con un flow incredibile e dal suo modo di rappare traspaiono i tantissimi ascolti e le basi di una cultura musicale davvero di livello.

L’apertura con Monocromo. racchiude tantissimo della sua musica e del suo messaggio, lui che è “stanco di vedere tutto di un colore solo”. L’alchimia con la Straniero Band è subito evidente, e nonostante sia solo la prima tappa del tour è facile notare quanta sintonia ci sia sempre stata tra questi ragazzi sul palco. Il concerto è un continuo crescendo, a partire dal ritmo di Non si mangia una canzone, con cui Davide dà già dimostrazione dell’enorme capacità nel gestire la versatilità della sua voce. A seguire Cioccolato denso ed il suo suono avvolgente, con un giro di basso da far impazzire. La svolta rap viene lanciata con con/fusion., pezzo molto coinvolgente che fa alzare le mani a tempo al pubblico. Cervello in fuga ci fa una bella sorpresa: al suo interno, infatti, troviamo un richiamo a Smells Like Teen Spirit dei Nirvana veramente piacevole ed orecchiabile. In Prima che faccia notte abbiamo una vera e propria masterclass di rappata ma soprattutto di scrittura,visto che per avere un buon rap bisogna soprattutto saperlo scrivere e strutturarlo: la composizione metrica di questo pezzo è infatti meravigliosa, e dal vivo viene valorizzata ancora di più. Tutto porto è un pezzo molto molto forte, e vedere il coinvolgimento con il quale viene eseguito fa sì che questa canzone sia un colpo di cannone lanciato verso tante cose che ogni giorno ci sembrano purtroppo inspiegabili.

Abbannia meriterebbe un articolo a parte perché è un pezzo che ha bisogno di essere compreso: è una poesia che Davide ha scritto in dialetto siciliano e che è stata musicata dalla Straniero Band in una sorta di jam in studio. Pur non comprendendo il dialetto siciliano l’interpretazione riesce comunque a trasmettere l’emozione contenuta nel testo del brano, che parla di una mamma e di suo figlio su una barca che naufraga, ed è il frutto di un sogno che ha particolarmente colpito la mente di Shorty. Domenica ci riporta sul palco di Sans Soucis e le sue note: le voci di questi due artisti sono davvero complementari, le loro note e tonalità si sposano alla perfezione ed il pezzo guadagna ancor di più da questa esecuzione. L’atmosfera a questo punto è quella giusta per una jam che ha coinvolto il pubblico, e nonostante l’obbligo di dover rimanere seduti gli spettatori hanno partecipato alzando le mani e muovendo la testa a tempo. Certo, è difficile rimanere seduti in un contesto del genere, ma al momento è il compromesso da accettare per poter tornare ad ascoltare musica dal vivo.

Arriva poi un momento importante con un omaggio a Luigi Tenco: Shorty infatti imbraccia la chitarra ed interpreta Se stasera sono qui, uno dei brani più famosi del cantautore scomparso troppo presto. Arriva quindi il momento di Amare me amare te, pezzo scritto assieme ai Funk Shui Project e tratto dall’album La soluzione reboot: come premesso da Davide prima dell’esecuzione si tratta di una canzone con un messaggio d’amore decisamente molto sentito. Come si fa infatti ad amare qualcun altro se non si ama per primi se stessi?

Si prosegue con Sentirò, pezzo tratto da Straniero, il suo primo album da solista. L’ultimo pezzo prima del bis è CANTI ANCORA?!, dove suono, rappata, ironia ed il coinvolgimento del pubblico si uniscono prima del grande finale, in cui troviamo ancora Shorty a duettare con Sans Soucis sulle note di Battiti in parole, preludio perfetto per la chiusura con Regina, brano che ha partecipato all’ultimo Festival di Sanremo. Un finale perfetto per un concerto meraviglioso, in cui Davide Shorty si è dimostrato ancora una volta un artista incredibile.

Qui sotto una fotogallery della serata:

 

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Cristiano "Pillu" Baccini
Tutti mi chiamano Pillu da pochi giorni dopo la mia nascita, a Roma nel 1980. Musicalmente nasco e cresco nella Black dove mi sono cimentato e mi cimento sia come rapper che come DJ. La musica è una costante nella mia vita e nella mia mente, che fa voli pindarici. Ogni situazione che vivo ha un motivo di sottofondo. Amo ogni genere musicale purchè mi trasmetta qualcosa, che sia Giovanni Allevi o Skrillex, perchè il suono deve colpirmi l'anima ed accompagnarmi nella pellicola che scorre nella mia testa.

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